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Simone Frasca: illustrAutore!
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| Il babbo tutto fiorentino del personaggio "Bruno lo zozzo" ha raccontato di sè alla nostra redattrice Valentina Roselli. Visita anche la sezione dedicata ai bambini, Colora con Bruno! |
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Simone Frasca scrittore e illustratore di libri per bambini, collabora da anni con le più importanti case editrici che si occupano di editoria per bambini.
Il suo personaggio più famoso è Bruno lo Zozzo, ma sono tanti i personaggi che devono la loro vita alla voglia di divertire e divertirsi di Simone.
Il noto illustratore fiorentino riesce a conciliare gioco e impegno sociale e sono sue alcune delle più riuscite campagne informative per adulti e bambini su temi importanti come la tutela dell'ambiente, i diritti civili e la multiculturalità. Ne ricordiamo solo alcune : "La presa della pastiglia" per Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, la storia illustrata sull'affido familiare per Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il fumetto per raccontare ai ragazzi che cos'è il Consiglio Regionale della Toscana.
... e la rubrica per Fiorentini si Cresce: "Colora con Bruno lo zozzo"!!
Simone hai sempre saputo che avresti fatto l’illustratore per bambini o sei arrivato a alla tua professione in modo casuale?
Per quanto riguarda il disegno sono un autodidatta perché alle superiori ho studiato lingue e storia dell'arte all'Università, ma il disegno era la mia passione predominante e l'ho praticato per conto mio, dai muri di casa ai quaderni di scuola.
Ho sempre amato i fumetti, i miei idoli erano Cocco Bill e Paperino e sin da piccolo, oltre al contadino, il paleontologo , l'archeologo e l'esploratore volevo fare il fumettista. Avevo dei genitori innamorati della storia dell'arte che mi spiegavano in modo semplice le cose bellissime che vedevamo nei nostri viaggi e alle elementari avevo un amico innamorato come me dei fumetti. Con il mio amico, che oggi è un bravissimo fotografo, passavamo i pomeriggi a disegnare e copiare le storie dell'Uomo Ragno o dei Fantastici 4, inventandone di nuove e incrociandole con quelle di Topolino. Una volta arrivato alla fine dell'Università come tutti gli autodidatti che non hanno avuto apporti esterni, dipingevo e ridipingevo le solite cose , diciamo pure che mi stavo stufando ed ero molto vicino al rischio di mollare tutto. Per fortuna mio cugino Giovanni che vive a Milano e lavora nella pubblicità mi ha invitato a raggiungerlo e si può dire che è colpa sua se ho vissuto tre anni Milano andando a bottega presso due dei migliori studi di illustrazione. A quel punto il dado era tratto, sono tornato a Firenze e con degli amici, ho messo su uno studio di illustrazione.
A Firenze , grazie al mio amico “illustra-autore” Daniele Nannini, ho imparato anche a progettare e di conseguenza ho cominciato a scrivere oltreché a disegnare. Da qui Bruno lo zozzo, il mio primo libro da illustratore e autore e i miei progetti di Pubblica Utilità.
Essere cresciuto in una città come Firenze ti ha in qualche modo aiutato o penalizzato in qualcosa?
Sono nato a Firenze ma ci ho vissuto solo sei anni, in tempo per avere una tata svizzera, vedere l'alluvione e avere di entrambi ricordi fondamentali, e poi sono andato a vivere sulle colline intorno a Pistoia.
Quella è stata la mia vera esperienza formativa più di qualsiasi altra successiva: arrampicate sugli alberi, corse a perdifiato a piedi e in bicicletta, capitomboli spaventosi, rifugi segreti e torri semi-crollate in cui fare prove di coraggio.
Del resto lo dice anche un grande scrittore, Elias Canetti le prime cose che vedi sono quelle che ti segnano per tutta la vita.
A Firenze sono tornato per frequentare l'università e poi mi ci sono stabilito dopo la parentesi milanese e confesso che la amo spassionatamente, forse per le stesse ragioni per le quali altri la amano di meno: è piccola, si attraversa a piedi , è circondata dalle colline, è piena di cose belle. Insomma, come dicono gli americani, ha su di me in effetto molto " inspirational"
In Italia potrei vivere solo qui, all'estero è un altro discorso....
Hai condotto molte campagne di stampo sociale ma alla fine prevale la voglia di fare un libro divertente e ben illustrato. Quindi prevale sempre l’aspetto ludico su quello sociale?
Si, assolutamente. Se sali su un piedistallo con i bambini sei perduto, magari ti seguono rassegnati, ma se non ottieni il loro entusiasmo li hai persi.
Ultimamente ho portato una classe dell'ultimo anno delle materne a Palazzo Pitti.
Un’ impresa che sembrava persa in partenza ma che invece è riuscita alla grande puntando sulla storia d'amore fra Cosimo e Eleonora o sullo spropositato numero di figli che hanno avuto.
A proposito della tua produzione artistica, hai detto che non vuoi creare personaggi "buoni per tutte le stagioni" puoi spiegare meglio cosa intendi?
A volte proponi un personaggio per un ente o una campagna e questo viene rifiutato. La tentazione del riutilizzo sarebbe forte ma non è mai successo perché se entri dentro un progetto, possibilmente senza preconcetti o schemi rigidi, ti accorgi che ogni volta per quanto possano essere simili, i problemi e le richieste sono diversi e il personaggio, la mascotte, salta fuori da lì, ogni volta è sempre diverso.
Quale è il personaggio che senti più simile al Simone Frasca bambino?
Mannaggia, sono costretto a fare l'outing: Bruno lo zozzo! per tutte le ragioni che hanno reso formativi i miei anni passati nelle campagne pistoiesi.
Se tu dovessi fare un disegno da regalare al sindaco della tua città che disegno faresti?
Forse un simpatico polpo, con cento tentacoli e una cosa da fare per ogni tentacolo. Magari qualche tentacolo annodato perche a volte ne fa troppe, ma preferisco un sindaco così a uno che non ne fa proprio.
Di Valentina Roselli
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Tratto magico |
Come nasce un personaggio? Scopriamolo in ludoteca. |
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