Home - L'esperto risponde - Sportello Psicologia

Una rabbia ingestibile

 
Buongiorno Dottoressa, Le scrivo in quanto sono disperata!
Ho un bimbo di quasi tre anni che diventa sempre più ingestibile! Partiamo dal fatto che lotta contro il sonno, non c'è verso di farlo dormire in orari adeguati ad un bimbo della sua età. Deve sempre arrivare allo sfinimento per poi crollare in un sonno pesante che puntualmente si interrompe anche più volte nel corso della notte. Si sveglia urlando "mamma" e pretende la mia compagnia fin quando non riprende sonno. Ma questo è il male minore! La cosa che mi preoccupa è che non riesce a gestire la rabbia! Ha degli scatti nervosi incomprensibili, in cui stringe i denti e parte con testate e pugni. Abbiamo provato ad ignorarlo, a spiegargli che fa male, a parlarci chiedendogli quale fosse il problema, ma niente non molla!
Le premetto che in casa regna un clima totalmente sereno, difficilmente io e mio marito discutiamo, praticamente mai. Ho pensato anche di aver sbagliato a dargli sculacciate in queste situazioni, per cui ho smesso, ma niente, non vuole proprio capire e neanche chiedere scusa! Sembra quasi soddisfatto dei suoi gesti. Inoltre lancia continuamente giocattoli o li rompe del tutto. Tutto quello che le ho elencato lo fa principalmente in presenza mia e di mio marito. Ci siamo accertati di questa cosa parlando con nonni e zii, che ci hanno sempre detto che durante il tempo trascorso con loro il bimbo è tranquillo. Ogni volta che lo andiamo a riprendere manifesta rabbia.
Allora Le chiedo, siamo forse noi il problema?
 
Se questo tipo di comportamento si manifesta principalmente in vostra presenza, probabilmente ha a che fare con il vostro rapporto.
Sembrerebbe che si sia consolidato come un circolo vizioso da cui non riuscite ad uscire se non dopo un'escalation emotiva negativa. Partirei da quali sono i momenti in cui questa rabbia si manifesta, provando a vederla come una richiesta di attenzione, oppure di regole chiare oppure di un vostro ruolo genitoriale più marcato. Mi chiederei anche come vi sentite voi quando vostro figlio è arrabbiato e cosa fate per gestire la vostra emozione. Vi è di aiuto? Risponde alla sua richiesta? Quello che provate vi rimanda a tematiche in voi sempre presenti? Queste sono solo delle domande esplorative.
Sicuramente un colloquio con un terapeuta che si occupa di dinamiche genitoriali vi potrebbe essere di aiuto per avere un punto di vista esterno e cogliere quelle dinamiche che innescano e mantengono il problema.
Rimango comunque a disposizione se aveste bisogno
Dott.ssa Annalisa Pericoli
 
Vedi le altre domande
 
 
 
 
 
 
Eventi per famiglie con bambini a Firenze
Disclaimer           Ufficio Stampa
(c) 2013 Tutti i diritti riservati - P.IVA 06038670482 - Concept, progetto grafico e gestione contenuti: Elisa Staderini