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L'oggetto transizionale

 
Salve, sono mamma di una bambina di tre anni. Fin da piccola si è dimostrata molto sensibile e attaccata alla mia figura. Nel complesso è una bambina serena, vivace e precoce. Per la sua età parla molto bene a volte mi stupisco della sua capacità di osservazione. Ha un carattere diffidente e riservato, ma anche affettuoso e quando entra in confidenza è molto aperta.
Non ama gli estranei e per molto tempo scoppiava a piangere ogni volta che qualcuno le faceva un complimento. A settembre io è mio marito abbiamo deciso di farle frequentare il nido per un anno prima della materna, visto che essendo nata a marzo avrebbe cominciato a frequentarla solo a 3 anni e mezzo. L'inserimento non è stato facile ha sempre pianto e tutt'oggi lo fa quando la lascio. Devo dire che ci sono dei giorni che è più tranquilla e non piange ma ahimè la maggior parte delle volte piange.
Le educatrici mi dicono che è serena e che smette subito quindi cerco di non enfatizzare troppo quel momento. Due mesi fa le abbiamo tolto il ciuccio dopo un graduale distacco. Ha reagito bene le abbiamo raccontato che è tornato dalla sua mamma e l'abbiamo lodata perché lo aveva lasciato andare. Per 10 giorni è stata molto nervosa poi si è tranquillizzata, a volte le viene in mente e mi chiede di raccontarle la storia del ciuccio. Per dormire ha sempre avuto una copertina che adora senza la quale non si addormenta.

Questa la lunga introduzione (forse troppo) ed eccoci al " problema" che premetto forse è solo mio, ma vorrei un confronto.
Dopo un raffreddore le è venuta la fissa dei fazzoletti. Ho notato che ogni volta che ha un disagio vuole dei fazzoletti da tenere in mano, esattamente 2 in tasca e 2 in mano. All'inizio non ho dato peso a tale richiesta e l'assecondavo ma ora nonostante il raffreddore sia passato li chiede insistentemente e piangendo. Ad esempio quando la lascio all'asilo li vuole e li tiene quasi tutto il tempo lasciandoli solo per fare alcuni giochi. Se qualche bimbo glieli tocca scatta il pianto. Ora ha iniziato a chiederli anche da portare nel lettino. Se deve giocare o se è tranquilla non li cerca.
Vorrei sapere perché?
Forse è insicura? Mia mamma mi dice che forse sono un po' severa ed in effetti ci sono delle cose su cui non transigo ma si tratta sempre di regole accettabili, come stare a tavola fino a che non si è finito di mangiare, non assecondarla nei capricci, poca televisione, ognuno dorme nel suo letto. Cerco di dedicarle del tempo giocando insieme fuori e dentro casa. Certo a volte perdo la pazienza. Lo so che non c'è un libretto del bravo genitore e soprattutto conosco i miei limiti quindi è ovvio che di errori ne ho fatti e ne farò.

Vorrei da lei un consiglio sulla questione fazzoletti: che cosa è meglio fare? Meglio assecondarla oppure insistere perché se ne stacchi? Mi scuso per la lunghezza della lettera.
In attesa di una Sua risposta Le porgo distinti saluti
Eleonora
 
Salve,
probabilmente i fazzoletti sono un equivalente del ciuccio o comunque un oggetto di consolazione da usare nei momenti di difficoltá.
Non credo che toglierli forzatamente sia buono per lei. In questo momento evidentemente ne ha bisogno.
Per i bambini è normale trovare un oggetto consolatorio o "transizionale". Sono un sostituto della mamma e delle sue coccole. Un modo per imparare a star lontano da lei.
Con la crescita pian piano viene abbandonato.
Non le si opponga e cerchi di starle anche lei vicino nei momenti di difficoltá e di cambiamento (come lo é l'andare al nido).
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

 
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