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Gestione dei contrasti

 
Ho 3 figli di 10, 8 anni e 8 mesi. La bambina più grande va volentieri a scuola, ha amici, gioca a pallavolo, adora i documentari, è curiosa ed interessata. Purtroppo è ipersensibile. O almeno io la definisco tale. Quando si trova in contrasto con un compagno prima di riuscire a motivare le sue ragioni lei piange... Dalla rabbia che prova sfocia nel pianto e lei non riesce neppure a parlare passando automaticamente "nel torto".
Le maestre anche in passato mi hanno fatto notare questa cosa, ma in maniera blanda, invece all'ultimo colloquio mi hanno detto che è peggiorata ed è grave dato che è in 4° elementare, si avvicina la preaddolescenza e tra poco più di un anno inizierà le scuole medie.
Per il resto è una bambina serena, piena di entusiasmo e voglia di fare. Anche se la maestra la rimprovera per un errore lei dal nervoso piange. E' come se non accettasse il contrasto... In famiglia va tutto bene. Io e mio marito non abbiamo particolari contrasti e ci mettiamo spesso in discussione come genitori affinché i nostri figli siano sereni.
La nostra seconda figlia invece è esattamente l'opposto da questo punto di vista. Vorremo sapere che accorgimenti adottare io e mio marito affinché nostra figlia diventi "più forte" da questo punto di vista e più serena nell'affrontare i contrasti e le avversità che inevitabilmente le si presenteranno. Grazie infinite. Elena
 
Buonasera,
essendo vostra figlia già grandicella per poter parlare e capire insieme a lei cosa la turba, proverei a capire nel dettaglio, cosa le accade in queste situazioni. Fatevi raccontare cosa prova e cosa pensa in questi momenti, prima di iniziare a piangere. Cos'è che non riesce ad esprimere?
Ascoltatela senza dar niente per scontato, senza pensare di sapere la risposta; con un atteggiameno non giudicante ed interessato a conoscere il suo mondo.
Una volta capito questo, la aiuterei ad ipotizzare e immaginare modi di comportarsi diversi e che secondo lei potrebbero essere più efficaci e che quindi possa pensare di poter provare a mettere in atto.
Un saluto
Dott.ssa Annalisa Pericoli

 
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