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Adolescente senza amici

 
Salve, sono angosciata per mio figlio di 14 anni che non ha amici. Fin dalle elementari ha avuto difficoltà, veniva escluso dai compagni e le insegnanti non avevano compreso la gravità del problema. La psicologa alla quale mi ero rivolta parlò di atteggiamento bullistico, cosa ammessa anche dal dirigente scolastico. Alle medie il primo anno è andato tutto molto bene, poi verso metà della seconda di nuovo problemi: prese in giro pesanti, esclusione ecc.
Ma aveva due o tre amici e lui era tranquillo sebbene un pò ci soffrisse. Nel frattempo anche lo sport (pallacanestro fin dalla quarta elementare) è andato a peggiorare: anche qui prese di giro perché non è più bravo come gli altri, frustazione, rabbia. Ma non vuol cambiare perché gli piace, ha paura del fallimento, non saprebbe cos'altro fare, teme il rifiuto inserendosi in un altro contesto.
A seguito di alcuni spiacevoli episodi accaduti a scuola, ho parlato con gli insegnanti e di nuovo mi sono stati descritti "atteggiamenti bullistici da parte dei compagni", sono intervenuti con la classe, le cose sono leggermente migliorate. Dei "tre amici" uno è tra quelli che più lo deridono, gli altri no ma non sono più uniti. In sintesi, mio figlio non è completamente isolato, se si ritrovano per fare due tiri ai giardini esce, ma poi finisce lì, non riesce a costruire un rapporto che vada al di là del semplice allenamento o uscita con il pallone. Attualmente sta andando da uno psicologo, ha iniziato a febbraio, ma al momento non vedo risultati. Cosa posso fare ? La ringrazio in anticipo
 
Gli atti di bullismo rendono sicuramente difficile l'integrazione e lo sviluppo dell'autostima e della percezione di piacevolezza personale.
Purtroppo non è semplice eliminarli totalmente a scuola e le vittime riportano disagio e difficoltà nelle relazioni anche extra scolastiche.
A lungo andare possiamo considerarli dei veri e propri traumi.
Un percorso di psicoterapia mirato a aumentare il senso di efficacia personale, trovare nuove strategie per affrontare le difficoltà e all'elaborazione di questi eventi negativi è la scelta migliore.
I risultati si dovrebbero vedere in tempi non eccessivamente lunghi, ma questo dipende da tanti fattori, tra cui altre problematiche e l'approccio dello psicologo. Queste sono cose che però io non posso cogliere, non conoscendo suo figlio.

La sua perplessità sull'efficacia dell'attuale terapia forse dovrebbe esternarla allo psicologo che in questo momento segue suo figlio e sentire anche lui stesso come si trova e cosa ne pensa.
Rimango a disposizione per eventuali domande.
Un saluto,

Dott.ssa Annalisa Pericoli
 
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