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Non riconosce il suono delle consonanti

 
Buonasera, sono un'insegnante di scuola primaria e mi rivolgo a voi per un dubbio su un'alunna di seconda elementare: la bambina non riconosce il suono delle consonanti: anche se ripetute più e più volte, non è in grado di riconoscerne il suono e, se richiesto, di riprodurlo. Cosa posso fare per aiutarla? La difficoltà della bambina è riferibile ad una severa forma di dislessia o ha un nome specifico? Spero nel vostro aiuto. Grazie per l'attenzione.
Anna
 
In risposta alla Sua richiesta ritengo importante premettere che, in base alla normativa vigente, la diagnosi di “dislessia” viene effettuata da specialisti quali i Neuropsichiatri Infantili presso il Servizio Sanitario Nazionale oppure in strutture accreditate, non prima della fine del 2° anno di scuola Primaria. Per “Dislessia” si intende > (cit. Legge 170/2010 art. 1 comma 2). L'alunno/a inoltre può manifestare altre difficoltà collegate a questo “disturbo”, in ambiti quali ad esempio la memoria, l'orientamento spazio-temporale, la motricità. Alcuni segnali d'allarme da poter osservare in classe possono essere: una lettura lenta e sillabica che permane ben oltre la metà della classe Prima, il confondere lettere che appaiono simili graficamente oppure simili nel suono, la lettura di una stessa parola in modi diversi all'interno dello stesso brano, la tendenza a perdere il segno o la riga. A scuola è molto importante osservare sia le difficoltà, che le abilità dell'alunno/a, e comprendere quale è il suo stile di apprendimento (visivo, uditivo, cinestesico) e il suo stile cognitivo (ad es. globale oppure analitico, verbale oppure visuale). Queste informazioni saranno utili per valorizzare i punti di forza dell'alunno/a e poter predisporre una didattica individualizzata e personalizzata. Sarà inoltre essenziale instaurare una relazione educativa positiva che possa supportare l'alunno/a anche dal punto di vista emotivo e costruire un ambiente favorevole e motivante.

Tornando alla Sua richiesta specifica, tra le varie esperienze che si possono proporre per potenziare i pre-requisiti necessari al processo di apprendimento si possono scegliere ad esempio quelle che hanno come obiettivo la promozione dell'educazione all'ascolto e la consapevolezza fonologica. Esperienze che siano varie, ricche e che stimolino l'attenzione, la curiosità, l'entusiasmo, lavorando anche sul movimento, sul ritmo e sull'espressività corporea in modo da potenziare tutte le risorse presenti.

Se le difficoltà dovessero persistere, allora andrà comunicato ai genitori, in modo che possano valutare di richiedere una consulenza specialistica. Ricordo inoltre che, il criterio principale che il Servizio Sanitario Nazionale utilizzerà per la diagnosi di “dislessia”, sarà quello della “discrepanza”, ossia la differenza tra il quoziente intellettivo e le abilità scolastiche, in quanto l'intelligenza deve essere nella media oppure superiore, a fronte però di prestazioni nell'ambito della lettura che sono significativamente al di sotto della norma. Inoltre, non devono essere presenti disabilità di tipo sensoriale, psicologico oppure svantaggi di tipo socio-culturale.

Rimango a Sua disposizione per ulteriori approfondimenti e invio i miei più cordiali saluti,
Dott.ssa Flora Fontana
 
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