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DSA=scarsa intelligenza?

 
Mia figlia Matilde di 11 anni ha appena ricevuto la diagnosi di dislessia in forma lieve. Io e mia moglie ci siamo decisi solo ora a farla visitare dalla Neurospichiatra Infantile perché alla scuola primaria ci sembrava che non avesse poi così tanti problemi, ed è sempre stata promossa.

Arrivata in prima media però Matilde è entratra in crisi, la mole di compiti a casa è aumentata e le ci voleva tutto il pomeriggio fino a tarda sera per finirli. Nonostante i suoi sforzi continuava a prendere brutti voti. Poi si dimendicava sempre il materiale scolastico, non riusciva ad organizzare i compiti sul diario, e nonostante le nostre sgridate la situazione non migliorava.

Su consiglio dei professori abbiamo quindi deciso di iniziare con l'iter diagnostico per Disturbo Specifico degli Apprendimenti ed ora abbiamo questa diagnosi. A scuola ci hanno fatto firmare un Piano Didattico Personalizzato, così le fanno usare gli schemi per le interrogazioni e a casa può svolgere la metà dei compiti. Finalmente siamo riusciti a capire cosa non andava in lei, ma ci sentiamo comunque un pò delusi perché speravamo che nostra figlia fosse più intelligente, in grado di combinare qualcosa di buono nella vita.
Se Lei potesse indicarci uno specialista per seguirla e farla migliorare.

Grazie mille, Antonio
 
Gentile Antonio, comprendo pienamente il Suo stato d'animo. In generale si pensa che andare bene a scuola ed avere voti alti sia sinomino di grande
intelligenza, mentre viceversa avere voti bassi sia sinonimo di scarsa intelligenza.
In realtà, ogni persona possiede un diverso stile di apprendimento, ossia apprende esattamente le stesse cose ma a suo modo. Una diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento inoltre presuppone che nel bambino non siano presenti deficit intellettivi, sensoriali o psicologici, nè uno svantaggio socio-culturale. Dunque per parlare di DSA l'intelligenza deve essere nella norma oppure superiore, la specificità è esclusivamente riferita alle abilità scolastiche, vi è inoltre difficoltà nell'utilizzo delle proprie risorse, difficoltà a memorizzare, difficoltà spazio-temporali, affaticabilità e conseguente scarsa motivazione. Non dovreste sentirvi delusi o amareggiati, perché Matilde possiede tutte le potenzialità necessarie per avere successo nella vita. L'importante è che la famiglia le stia vicino credendo in lei, la sproni a non mollare e a tirar fuori il meglio di sè, questo le darà la giusta motivazione. Il percorso offerto dal Pedagogista Clinico prevede per i primi incontri uno studio critico, dinamico e globale della persona in grado di verificarne le Potenzialità, Abilità e Disponibilità (PAD). Seguirà l'intervento di aiuto volto a favorire non soltanto il miglioramento delle competenze legate agli apprendimenti ma anche il personale percorso di crescita (l'autonomia, la motivazione, l'autostima, un rinnovato equilibrio affettivo-relazionale).
Sono a Sua disposizione per un primo appuntamento
Dott.ssa Flora Fontana
370/3197011
 
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