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Con la testa tra le nuvole...

 
Gent.le Dr.ssa, Le scrivo in merito a mio figlio maggiore, 8 anni da compiere a novembre, e quindi entrato ora in 3^elementare. Nonostante l'impegno che lui ha messo nello studio, i risultati a fine anno sono stati piuttosto deludenti. A me sembra un bambino nella norma come capacità relazionali, cognitive e quant'altro, però una cosa mi lascia molto perplessa: non ha ancora strutturato la cognizione temporale - l'ordine dei mesi dell'anno, il susseguirsi delle stagioni, il giorno del suo compleanno, il pranzo si fa di giorno e la cena di sera etc, e quindi spesso ho la sensazione che sia disancorato dalla realtà, svagato, con la testa sospesa.
Mi domando se questa sua sia una caratteristica specifica non collegabile ai risultati scolastici, una forma di immaturità che lentamente migliorerà, o se sia piuttosto un indice di un disturbo dell'apprendimento. Lui ovviamente ha fatto le prove previste in tal senso, e nessuno mi ha contattato. Vorrei una sua opinione per favore.
La ringrazio molto, Serena.
 
Per poterLe dare un parere su questa Sua sensazione che il bambino sia <> e se questo possa ricollegarsi ad una difficoltà di apprendimento, dovrei prima effettuare una Verifica delle Potenzialità, Abilità e Disponibilità di Suo figlio, un'attenta osservazione e un'analisi di quanto emerge dal Colloquio Storico-Personale, proprio perché è necessaria una verifica sulla globalità della persona.

Per ciò che riguarda la cognizione temporale, posso dirLe che i bambini apprendono a concepire il passare del tempo in modo graduale e soggettivo, e molto dipende dalle esperienze vissute nel proprio ambiente di vita. Già dall'Asilo Nido, e poi successivamente alla Scuola dell'Infanzia, i bambini vengono guidati in questa acquisizione ad esempio attraverso l'osservazione del mondo che li circonda, e grazie alle routines che scandiscono le loro giornate. In seguito, alla scuola Primaria, l'insegnamento della Storia come materia scolastica inizierà solamente nella classe terza, proprio perché richiede una certa maturità nello sviluppo.
Confrontatevi con le maestre in merito a quanto avete osservato in vostro figlio. Potrete concordate con loro un intervento educativo di potenziamento in quelle competenze nelle quali eventualmente emergono difficoltà. Al termine di questo intervento, se le difficoltà permangono, potrete decidere di contattare l'ASL per iniziare un percorso diagnostico e verificare così se si tratta di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento. Vi ricordo che la diagnosi di Dislessia e Disortografia può essere rilasciata al termine della 2^ classe della Scuola Primaria, mentre la diagnosi di Discalculia e Disgrafia solo al termine della classe 3^.

Rimango a vostra disposizione per ulteriori approfondimenti e invio i miei più cordiali saluti,
Dott.ssa Flora Fontana

 
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