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Sostegno a scuola: non è terapia...

 
Buon giorno, sono un'insegnante di sostegno e da 2 anni seguo un bambino al quale in prima è stato diagnosticato un ritardo nel linguaggio.
Ha eseguito sedute di logoterapia, in seconda ha avuto il supporto dell'insegnante di sostegno. A questo punto la mamma decide di non mandarlo più dalla logopededista, perché avendo avuto il sostegno a scuola il problema era risolto.
L'insegnante doveva prendere il posto della terapista. Cosa incredibile ma vera! Mi sono confrontata con la terapista, la quale mi ha dato dei consigli e dei cd rom da usare a scuola, ma nonostante tutto il mio lavoro il bambino non ha fatto dei grandi progressi. A giugno dello scorso anno, è stato rivisto dall'equipe medica ed è stata fatta una diagnosi di disgrafia. Quest'anno stiamo utilizzando il pc, continuiamo a lavorare con i cd rom Erickson, ma per quanto riguarda l'espressione verbale, l'alunno continua ad esprimersi male. In alcune situazioni di ansia balbetta e si mangia le parole. Mi chiedo cosa possiamo fare come scuola per questo bambino alla soglia dei 9 anni? E' inoltre un bambino intelligente, pronto e molto intuitivo.
Aiutatemi con qualche consiglio di logopedia o altro. grazie mille!
 
La scuola non può assolutamente sostituirsi ad una specifica terapia. Se il bambino presenta balbuzie o/e disgrafia necessita ovviamente di un intervento logopedico, probabilmente anche un pò lungo. Per quanto riguarda la balbuzie c'è anche un aspetto emotivo da non trascurare. Voi siete utili e fondamentali per altri aspetti e certo una collaborazione con i terapisti è molto importante ma il servizio deve essere attivo, magari interrotto da pause, ma stabilite e concordate con gli specialisti.
Saluti, Manuela

 
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