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- L'esperto risponde |
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La Dott.ssa in PSICOLOGIA esperta di gravidanza, parto e puerperio, risponderà alle domande di neo mamme e neo babbi della Toscana. Fai la tua domanda all'esperto
La dottoressa Lisa Turrini si è laureata nel 2008 in scienze e tecniche di psicologia clinica e di comunità presso l’Università degli studi di Firenze.
Dopo essersi specializzata in counseling, sta conseguendo la laurea specialistica in psicologia clinica presso l’università di Cesena.
Attualmente si occupa di assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio, rivolgendosi sia alle future o neo mamme, che ai futuri o neo papà; presenzia inoltre con regolarità ai corsi post parto organizzati dalla Asl 10 di Scandicci (Firenze)
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Amore e gelosia |
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Non so più cosa fare con Francesco.
Ha 5 anni ed è molto irrequieto per via di una forte gelosia che prova nei confronti di una compagnetta-fidanzatina. Non le da tregua, nessuno può avvicinarsi a lei perché se no lui da di matto. Si comporta male a scuola e a casa, non riesce a controllare la sua gelosia.
Come è possibile provare queste passioni così forti a questa età?
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Questa gelosia si presenta solo nei confronti di questa bambina? Avete parlato con gli insegnanti, loro cosa dicono?
Credo che la gelosia dei bambini possa essere a volte un messaggio di qualche paura o di qualche bisogno, che bisognerebbe provare ad ascoltare; a 5 anni forse è un pò piccolo per esternare i suoi sentimenti a parole, ma forse potresti provare a pensare se questa gelosia è iniziata in concomitanza con qualche evento o cambiamento, per esempio.
Per quanto riguarda il comportarsi male, potresti decidere con lui delle regole, poche alla volta (per esempio "non si picchia", se è il suo caso) e essere molto rigida su quelle, decidendo anche delle punizioni associate a ognuna delle regole, mentre magari potresti essere un pò meno rigida su altre cose, in modo che sappia che alcune cose prorpio non le può fare, ma che invece può trovare comprensione in altri momenti in cui comunque non si comporta proprio bene.
Ogni bambino comunque è a sè e la strada la dovete trovare insieme; spero però di avervi dato degli spunti di riflessione.
vi auguro tante buone cose e se avate ancora bisogno, non esitate a contattarmi nuovamente.
Turrini Lisa
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Un bicchierino in gravidanza... |
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Salve sono Marco volevo chiederle un informazione, la mia donna è incinta ed entro le prime due settimane dal concepimento in un occasione ha bevuto qualche bicchiere di bevanda alcolica.
Vorrei sapere se puo esserci qualche rischio per il bimbo/a.
aspetto una sua gentile risposta
grazie
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Ciao Marco,
prima di tutto ti dico di non preoccuparti!
Quando una donna incinta beve bevande alcoliche, l'alcol passa attraverso la placenta direttamente nel sangue del bambino, che non riesce a metabolizzarlo subendo quindi effetti nocivi e rischiando problemi nello sviluppo intellettivo e fisico; ma questo avviene nei casi di consumo costante o, se anche sporadico, molto abbondante (80 grammi di alcol puro al giorno).
Mi pare di aver capito che la vostra storia non rientri in questi casi; ad ogni modo il mio consiglio è quello di far presente la cosa anche alla ginecologa o ostetrica che seguirà la tua donna durante la gravidanza, in quanto è un problema più di pertinenza medica che psicologica.
Ripeto comunque che a mio avviso non c'è niente di cui preoccuparsi, fermo restando che da adesso il consiglio è di non consumare più alcolici.
Vi auguro una bellissima esperienza!
Dr.ssa Lisa Turrini
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Il parto del papà |
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Buon giorno Dott.sa,
fra un mese nascerà la mia bambina.
Ho scelto di essere presente in sala parto, ma ammetto di essere un po’ preoccupato: non è tanto la paura di svenire o cose simili, ma piuttosto il desiderio di aiutare la mia compagna e il timore di non esserne capace, anche perché molte energie vengono spese per preparare la futura mamma a questo momento, ma invece nessuno spiega a noi futuri babbi cosa si deve fare.
Perciò la domanda la pongo a lei: cosa devo fare?
Ringraziando, le auguro buona giornata.
Mirko.
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Ciao Mirko,
già questo tuo interessamento è degno di lode; il ruolo del papà è fondamentale in sala parto: se parli con qualsiasi neopapà presente in sala ti dirà di essersi sentito impotente, ti dirà di non aver potuto fare niente; ma se invece parli con qualsiasi neomamma ti dirà quanto le è stato d’aiuto il suo compagno, anche se l’unica cosa che ha fatto è stata magari passarle l’acqua o tenerle una mano sulla schiena.
Quello che puoi fare è stare tranquillo, cercare di supportare la tua compagna, di farla sentire libera di esprimersi come le viene (se anche dovesse urlarti un po’ contro, cerca di portare pazienza), di farle sentire che va tutto bene e che lei è brava e che sta andando alla grande. Ascoltala, sarà lei a guidarti, a cercare in te la forza e le rassicurazioni che le serviranno.
Sicura che sarai bravissimo, ti faccio tanti auguri e complimenti per la tua piccola che sta arrivando.
Turrini Lisa
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Depressione post parto |
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Buongiorno,
sono Sandra e da due mesi sono mamma del mio bellissimo Gianluca; la gravidanza e il parto sono andati benissimo e anche adesso sono molto felice, solo che da qualche giorno mi sento affaticata ed ho notato che piango spesso e per motivi che io stessa reputo di poca importanza.
Mio marito si sta un po’ spaventando e dice che secondo lui è depressione post parto, avrà ragione?
La ringrazio.
Sandra
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Buongiorno Sandra,
vorrei subito rassicurarti: la nascita di un bambino è un evento molto importante nella vita di una donna, sicuramente molto bello, ma anche carico di grandi cambiamenti.
La depressione post parto è una patologia grave, che non deve essere sottovalutata, ma che, per fortuna è anche molto rara; quello che invece è del tutto normale è ciò che viene chiamato maternity blues, in cui la neomamma si sente a volte triste, sopraffatta dalle sue nuove responsabilità, spaventata all’idea di accudire di un esserino così completamente indifeso, con il dubbio, infondato, di non esserne all’altezza; inoltre ci sono in gioco molti ormoni e spesso sono proprio loro a portare le lacrime di cui parlavi, anche in assenza di un valido motivo per piangere.
Perciò, stai tranquilla, parla con tuo marito (come mi sembra di capire che stai già facendo) e magari prova a parlarne anche con qualche altra neo mamma, se ne conosci o comunque con qualcuno che possa darti un po’ di sostegno, un professionista o anche solo un’amica.
Tanti auguri per il tuo Gianluca.
Turrini Lisa
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