Fiorentini si Cresce

Ritrovare la calma dopo la tempesta

Buongiorno dottoressa, il mio bambino di 6 anni è sempre più nervoso e capriccioso. Quando gli chiedo di mettere a posto i giochi comincia a urlare e tirarmeli addosso, è uno show in cui mi esaspera sempre di più e anche a scuola le maestre non riescono a gestirlo in maniera tranquilla. Vuole ottenere tutte le cose che desidera e non accetta il no. Le ho provate tutte, dalla dolcezza alla punizione ma senza risultati. Sono molto stanca anche perché devo lavorare e gestire la casa praticamente da sola, in quanto mio marito torna dal lavoro molto tardi.
Cosa mi consiglia? Io non vorrei portarlo dallo psicologo come mi hanno consigliato ma provare da sola. Ce la farò?
Fatima
Buongiorno,
capisco perfettamente il suo stato d'animo e che le possibili risposte da parte dei genitori sono spesso dettate dal meccanismo causa-effetto.

La mamma accontenta il bambino pur di farlo smettere oppure lo ignora per dargliela vinta o sbotta con una punizione che mette fine alla discussione. Ma queste modalità hanno un comune denominatore che è la mancanza di comprensione del bisogno di attenzione e dell’angoscia sottostante il comportamento anomalo del bambino.

Forse il bambino si è sentito escluso, umiliato o è geloso del fratellino o del babbo, è fondamentale comprendere i motivi delle reazioni aggressive ma non sufficiente per risolvere il problema.
E’ difficile dire cosa deve fare esattamente il genitore di fronte a una situazione simile, ma essenzialmente deve riuscire a raggiungere l’angoscia del bambino e l'azione deve essere comprensiva e non strategica. Solo così il piccolo potrà ritrovare la calma perché si stabilisce una comunicazione mentre le soluzioni precedenti sono rivolte a ottenere un risultato e reprimere la violenza.

La comunicazione con i bambini, soprattutto se molto piccoli, non si basa sulle parole ma sull’agire ripetendo ciò che normalmente subiscono. I bambini comunicano tentando di far provare agli altri ciò che loro non riescono a elaborare e sopportare. Si mettono nei panni del più grande e del più forte, facendo sentire agli altri cosa significa essere comandato, sgridato o picchiato. Questo li alleggerisce psicologicamente sul momento ma ovviamente genera una reazione altrettanto violenta che aumenta il grado di sofferenza.

Le consiglio di osservare in quali situazioni avvengono queste reazioni di rabbia, a stare in ascolto profondo dell'angoscia di suo figlio, a restare calma e accogliere la situazione offrendo conforto (rimanendo anche in silenzio e senza avvicinarsi troppo fisicamente) e quando la bufera si è calmata, chiedere in modo semplice cosa sia successo per farlo arrabbiare così tanto. Non riceverà subito delle risposte che la soddisferanno ma il bambino inizierà a sentirsi accolto e compreso, la rabbia diminuirà e getterà le basi di un buon dialogo che servirà maggiormente nell'adolescenza.

Mi faccia sapere.
Un caro saluto
Dott.ssa Elisa Torrini

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