Fiorentini si Cresce

Mio figlio non mi vuole bene

Salve, sono la mamma di un bimbo di 15 mesi che già da quando ne aveva 7 manifesta un forte attaccamento nei confronti del papà e della zia. Spiego meglio.
Io e mio marito ci siamo entrambi occupati molto del nostro bambino fin da quando è nato, avendo mio marito la possibilità di organizzarsi con il lavoro ed io avendo deciso di lavorare da casa. Non abbiamo mai lasciato il bambino a nessuno. Spesso i parenti vengono a farci visita e tra di loro c'è mia sorella nei confronti della quale mio figlio mostra un forte attaccamento. Tanto forte da voler andare a tutti i costi in braccio a lei, sempre che non ci sia il padre.
Quindi, in sostanza, io vengo dopo il padre e dopo la zia, anche se qust'ultima  la vede poco. Ieri dopo aver sbattuto il viso contro un giochino ha voluto farsi consolare da lei, preferendola a me. Io soffro molto per questo e comincio a pensare che mio figlio non mi voglia bene o che abbia qualche problema. Quelle rarissime occasioni in cui lo lascio o con il papà, con la nonna o con la zia, lui al mio ritorno resta indifferente. Che devo fare ?
Grazie. Marina
Caterina, forse lei, lavorando da casa, si è presa più cura di suo figlio per quel che riguarda le necessità materiali come la nutrizione e l'igiene e suo marito e sua sorella si sono occupati più di stare vicino al bimbo parlandogli, tenendolo in braccio, giocandoci o comunque facendogli sentire maggiormente la loro vicinanza?
Il bambino è stato allattato da lei al seno? Lei ha sofferto di depressione post partum, anche in forma leggera?
Avrei bisogno di più elementi per consigliarla.
Per tranquillizzarla posso dirle che per una crescita psicologica sana è sufficente che il bambino abbia una "base sicura" ovvero una persona di riferimento con cui si è creato il "legame di attaccamento", non necessariamente la madre. Capisco la sua sofferenza per non essere quella persona, ma putroppo questa peggiora la relazione con il suo bimbo. Le suggerisco un colloquio con uno psicologo per affrontare la sua sofferenza e approndire la questione della relazione con il bimbo.

Cordiali saluti
Dott.sa Elisa Torrini

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