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Una nuova famiglia... è possibile?

 
Salve avvocato,
sono separata legalmente da tre anni. Ho l'affidamento esclusivo di mio figlio perché il padre è tossicodipendente.
Da circa un anno frequento un uomo con il quale sarei intenzionata a creare una famiglia: convivenza ed eventualmente un altro figlio (se verrà). Secondo lei tutto ciò è possibile o rischio di compromettere l'affido esclusivo che ho? Consideri che il mio ex marito vorrebbe l'affido congiunto e che ha già fatto presente al giudice che io frequento un'altra persona e che anche mio figlio frequenta il mio fidanzato...
La ringrazio per la sua cortese attenzione.
Le invio i miei più sinceri saluti nella speranza di una sua gentilissima risposta.
Sara.

 
Cara Sara,
la decisione del Giudice in merito all'affidamento esclusivo di suo figlio non è certo rivedibile per il solo fatto che frequenta un altro uomo, con il quale ha tutto il diritto di voler formare una famiglia.

Se il padre di suo figlio vuole ottenere l'affidamento condiviso dovrà dimostrare che sono cambiate le ragioni che determinarono l'affido soltanto a Lei.
La regola generale è infatti quella dell'affidamento condiviso dei figli minori, i quali hanno diritto di mantenere rapporti equilibrati e continuativi con ciascun genitore (art.155 Codice Civile); a tale regola il Giudice può derogare (art.155 bis) disponendo l'affidamento esclusivo soltanto in presenza del manifestarsi di concrete ragioni contrarie all'interesse del minore che lo giustifichino, quali ad esempio, una condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa del genitore, il suo stato di salute psichica, la sua anomala condotta di vita (se è detenuto o altro), il disinteresse economico ed affettivo.

Le segnalo piuttosto che nel caso in cui il Giudice le abbia assegnato la casa familiare e questa sia di proprietà del padre di suo figlio, il diritto al godimento dell'abitazione viene meno in caso di convivenza more uxorio o di matrimonio (art.155 quater). Capita infatti che il nuovo compagno del genitore assegnatario della casa vi si stabilisca, con danno dell'altro genitore, che pertanto la legge ha scelto di tutelare.






 
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