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Quand'è "abbandono" di minore?

 
Gentile Avvocato
Sono una mamma di un bambino di 9 anni che frequenta la 3°elementare e che manifesta una spiccata voglia di autonomia e indipendenza. Di gran lunga maggiore rispetto ai coetanei, tanto che è dalla prima elementare che vuole andare a scuola da solo.
Abbiamo desistito a lungo perché lo ritenevamo ancora troppo piccolo, ma ora ci sembra assolutamente in grado di fare la strada fino a scuola.
Prima di concedergli questo permesso, vorrei sapere se come genitori incorriamo in qualche fastidio legale, tipicamente italiano… come abbandono di minore o simili!
Non vorrei che per accontentare nostro figlio, ci ritrovassimo in qualche guaio.
Grazie mille, attendo una sua cortese risposta.


 
Gentile Signora,
ha correttamente centrato la questione, che è quella di chiedersi cosa si intenda per “abbandono” di minore e quando ciò integra il reato di cui all'art.591 del codice penale.
L'abbandono di persone minori si configura quando chi è deputato alla custodia o cura di un minore degli anni 14 (come il genitore), lo abbandoni, anche momentaneamente, tanto da esporlo a un potenziale pregiudizio per la propria vita o incolumità fisica.
Per aversi abbandono dunque non basta che il bambino sia lasciato da solo in balia di se stesso ma occorre che, come conseguenza di ciò, il minore si trovi in situazione di pericolo, che tuttavia può essere anche meramente virtuale (ad esempio aver lasciato sola in casa di notte la figlia undicenne, la quale avrebbe potuto avere un malore).
Viceversa qualora la condotta di abbandono non è idonea a porre in pericolo il minore e dunque non vi è alcuna possibilità di rischio per l'incolumità del minore, il genitore sarà esente da responsabilità penale (è il caso dell'abbandono di neonato in una chiesa o in un ospedale, dove verrà sicuramente trovato da qualcuno).
Tornando al Suo caso, vi è da dire inoltre che il genitore non è esonerato dall'addebito di reato qualora abbia agito perchè convinto che il figlio minore sia in grado di badare a se stesso; né può aver rilievo l'eventuale precocità del bambino, dovendosi ricordare che l'incapacità a provvedere a se stesso del minore di anni quattordici è presunta.
Spero di essere stata chiara nonostante la necessaria sintesi.
Con i miei migliori saluti.

Avvocato Cristina Cocchi


 
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