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Nuove relazioni

 
Gentile avvocato,
con mio marito stiamo per separarci poiché lui ha un'altra storia ormai da un anno e non mi ama piu'.
Ora aspettiamo solo la data dell'udienza, in questo frattempo pur vivendo ancora insieme con mio marito lui continua a vivere la sua storia con la nuova compagna ed io mi occupo di nostra figlia e ogni tanto esco con le amiche.
Di recente ho conosciuto un uomo e ci piacciamo molto soltanto che ho tanta paura nel frequentarlo perché penso di perdere mia figlia e il suo affidamento qualora mi vedesse o lui o qualche suo amico in giro, secondo lei rischio qualcosa nell'intraprendere questa relazione durante la separazione ancora non legalizzata, nonostante lui abbia la sua storia?
Cordiali saluti
 
Cara amica, la violazione dei doveri coniugali (tra i quali l'obbligo reciproco di fedeltà) può comportare, laddove richiesto dal coniuge incolpevole, l'addebito della separazione al coniuge ritenuto responsabile.

L'addebito comporta numerose conseguenze di tipo patrimoniale: nascita dell'obbligo di mantenimento nei confronti dell'altro coniuge; perdita dei diritti successori; perdita dell'assegno di mantenimento nel caso in cui il coniuge cui è stata addebitata la separazione sia quello economicamente più debole. Permane comunque il diritto agli alimenti. Nessuna conseguenza diretta invece sull'affidamento dei figli minori, la cui pronuncia è adottata dal Tribunale nell'esclusivo e primario interesse della prole.

Quanto al comportamento infedele, vi è da dire che non è di per sé solo rilevante e non può, conseguentemente, giustificare la pronuncia di addebito in quanto occorre un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi e di ogni altra circostanza e condizione del loro ménage al fine di verificare la sussistenza del nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, ovvero che non risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto.

Venendo più nello specifico della Sua domanda, secondo la giurisprudenza più recente una volta iniziato il giudizio di separazione e cessata di fatto la convivenza, non possono più assumere autonomo rilievo i comportamenti successivi del coniuge separato, anche se, in ipotesi, idonei a giustificare una dichiarazione di addebitabilità. Un adulterio può pertanto portare a una pronuncia di addebito solo nell'ipotesi in cui sia effettivamente causa dell'intollerabilità della convivenza e non invece qualora sia una conseguenza di una situazione già deterioratasi, come è nel Suo caso.
Detto questo, io Le consiglierei comunque una certa cautela almeno fino all'udienza Presidenziale.
Un saluto.


 
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