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Fatemi vivere a casa della zia!

 
Salve Dott.sa,
per cortesia desidererei un suo parere inerente a mia nipote Veronica di 13 anni.

Lei, i due fratelli ed il papà (mio fratello) sono venuti ad abitare con me nel 2008 in quanto purtroppo la madre aveva preso una brutta strada di droga ed altro e quindi si è tenuta la casa, sono stati con me 4 anni poi sono ritornati nella casa natale sempre affidati a mio fratello, la loro mamma è morta in giugno 2013 ed io sono sempre stata accanto a loro aiutando mio fratello nella gestione dei bimbi, in quanto lui lavora molto per poter sopprimere tre fidi bancari, il quale ha dovuto accedere.
Mia nipote di 13 anni non vuole più stare con il padre (mio fratello) e si è veramente impuntata anche perché ha paura (è molto emotiva) (la punisce, la sgrida se prende insufficiza, deve fare i lavori di casa al sab.e solo lei perché la grande di 18 è privilegiata...
Ora mi dice che vuole stare con me perché a casa mia c'è pace nessuno urla...

Oggi aveva fatto la valigia e mi aspettava per andare a prenderla. Ma mio fratello mi segherebbe le gambe se lo facessi, preciso che sono spesso da me il bimbo di 9 anni e bimba di 13. Li seguo nei compiti e varie attività, tutti i sab e metà domenica anche dormono perché mio fratello ha trovato una compagna e sta con lei il sab.notte.
Cosa devo fare?mi piange il cuore vederla soffrire così... ed essere impossibilitata nel fare qualcosa.

La legge a questo proposito cosa dice? io purtroppo non riesco a trovare lavoro ma ho qualcosa da parte per il nostro mantenimento, e poi spero tanto di ritrovarlo!!! mi scuso se sono stata troppo dettagliata ma i miei nipoti hanno avuto un passato piuttosto burrascoso soprattutto con la mamma.

Grazie di vero cuore per la Sua Rispposta in merito.
Cordialmente Saluto. M.Grazia
 
Cara Signora M.Grazia, comprendo la sua preoccupazione per il momento così delicato che sta vivendo sua nipote Veronica, che certo non ha avuto una infanzia facile.
Mi pare però di capire che il padre, con il suo prezioso aiuto nella gestione quotidiana dei bambini, sia presente e si occupa dei figli.
Perché il punto è questo: se le cure materiali e morali che presta la famiglia scendono sotto la soglia minima indispensabile per non compromettere in modo grave e permanente lo sviluppo armonico della personalità del minore, allora è giustificato l'allontanamento temporaneo del minore dalla famiglia per essere preso in cura da terzi.

Si parla di affidamento familiare, ed è disposto dai servizi sociali locali quando vi è il consenso del genitore/i; si ricorre invece al Tribunale per i minorenni se l'assenso dei genitori manca. Il provvedimento di affidamento disporrà la durata, i poteri riconosciuti all'affidatario e le modalità attraverso le quali il minore manterrà rapporti con i genitori, restando ai servizi sociali il compito di vigilare e informare il Giudice.

Come vede, la questione è molto delicata e deve essere attentamente valutata.
Un caro saluto

Avv. Cristina Cocchi

 
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