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Coppie di fatto. Diritti e doveri

 
Gent. Avvocato
Aspetto un bambino che nascerà tra pochi mesi. Io e suo padre vogliamo provare a convivere senza sposarci. In caso che la cosa non funzionasse e ci lasciassimo, io e mio figlio potremo godere di qualche diritto?
 
Gentile Signora, quello delle coppie di fatto, ossia di persone che vivono come se fossero marito e moglie senza esserlo per il diritto, come si sa, è un fenomeno sociale molto diffuso.

In materia però non vi è una normativa unitaria, come per il matrimonio; ciò non significa che una convivenza stabile non faccia sorgere in capo ai conviventi diritti e doveri, ma sono previsti da specifiche leggi (ad esempio in materia previdenziale e assistenziale) o più sovente da sentenze dei giudici; in ogni caso, ed è consigliabile, possono derivare da accordi privati tra i conviventi stessi.
Tra le pronunce dei giudici, a titolo di esempio, Le ricordo quelle in materia di contratto di affitto della casa familiare, per le quali, in caso di morte del conduttore, il convivente more uxorio può succedere nella titolarità del contratto; da evidenziare anche le sentenze che, in caso di morte del patner per causa di terzi, hanno riconosciuto al convivente stabile il diritto al risarcimento del danno.
Sicuramente però il convivente di fatto non ha diritto agli alimenti né al mantenimento; né gode di diritti ereditari in assenza di testamento.
Segnalo che alcuni comuni hanno istituito il Registro delle unioni civili per tutelare e dare un qualche riconoscimento alle coppie di fatto: può informarsi presso il Suo Comune di appartenenza.

Decisamente diversa è invece la posizione di Suo figlio, che ha lo stesso status giuridico di un figlio nato da una coppia sposata e, secondo il nuovo art.315 bis del Codice Civile introdotto dalla Legge n.219 del 2012 ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni ed ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti, con l'ulteriore novità che spetta al tribunale ordinario, e non più a quello per i minorenni, emanare provvedimenti inerenti l'affidamento e il mantenimento.

Un caro saluto
Avv. C. Cocchi

 
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