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- L'esperto risponde |
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Att.ne: La Dott.sa Bartoli riprenderà la sua rubrica da febbraio 2013.
La Dott.ssa Antonella Bartoli si è laureata in Psicologia Clinica presso l'Università La Sapienza di Roma. Ha vissuto per diverso tempo all'estero affiancando le problematiche dei ragazzi di strada ed assistendo bambini con difficoltà relazionali e cognitive. Ha lavorato presso l'Università de Oriente di Santiago de Cuba sulle tecniche di ipnosi in soggetti adolescenti e adulti. Attualmente si occupa di bambini di età pre-scolare |
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Comprendersi |
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Buonasera, sono la mamma di un furfante di quasi 5 anni, purtroppo a causa di un'esperienza negativa con la scuola materna pubblico mio figlio è diventato più disobbediente, ma la cosa che mi fa stare male è che con lui spesso perdo la pazienza vorrei capire se sia il caso di farmi aiutare.
Io sono impiegata in un ufficio al pubblico e mi trovo spesso davanti a clienti difficili ma riesco sempre a mantenere la calma, cosa che invece non mi riesce più con mio figlio. Le nostre discussioni iniziano la mattina quando lo devo preparare per la scuola la mattina e continuano puntualmente la sera quando lo devo preparare per la nanna.
Purtroppo io ci passo poco tempo insieme perché lo porto a scuola verso le 07:40 e torno a casa verso le 19:30 e a settimane alterne lavoro anche il sabato. I problemi di cui parlo sono: quando gli dico le cose lui fa finta di non sentirmi e si gingilla per tutto il tempo, quando lo richiamo mi fa il pappagallo e solo quando mi ha fatto sgolare tanto fa quello che deve fare. Con il padre invece questi atteggiamenti non li ha. Inoltre a volte quando cerco di fare qualcosa con lui si parte entusiasti entrambi ma poi finisce che lui al mio primo richiamo s'impermalosisce e non mi vuole più. Pensa sia riuscita a farle capire in che situazione mi trovo e soprattutto potrebbe darmi dei consigli, per superare questa crisi che ormai va avanti da oltre un anno e mezzo? Resto in attesa di una sua cordiale risposta.
Antonella
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Salve
quello che le posso dire, un po' anche per rincuorarla è che la fase evolutiva che sta attraversando suo figlio si caratterizza proprio degli atteggiamenti che mi ha appena descritto.
Provi a sgolarsi meno e a agire di più: se il bambino le disobbedisce, lei, anche con molta calma (che capisco essere difficile) proibisca di vedere la TV o di giocare al giochino o di non gli prenda il gelato che gli aveva promesso. Insomma, lo "punisca" facendolo riflettere sul suo atteggiamento sbagliato. Sicuramente il fatto che lei lo veda poco è un fattore di disagio per suo figlio, per questo cerchi di accoglierlo quando si sveglia, (magari alzandovi 10 minuti prima) e lo abbracci e lo baci così, anche la sera, quando ritorna da lavoro, provi a metterlo a letto leggendogli una fiaba, coccolandolo e parlando della giornata. A volte non importa la quantità di tempo passata con il figlio, ma la qualità del tempo passato.
Suo figlio la vuole: lei cerchi di esserci nel tempo in cui c'è. La cena può ritardare oppure può essere di quelle già pronte e... tanta pazienza
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Si comporta da maleducato |
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Il mio bimbo di cinque anni e mezzo è sempre stato un bambino ingestibile che non ascolta. Ultimamente però ha iniziato ad essere maleducato in presenza di ospiti. Qualche giorno fa siamo andati a cena da conoscenti e lui ha fatto a tavola tutta una serie di rutti contandoli soddisfatto nonostante i nostri moniti. Poi gli è arrivata una sberla ed ha smesso. Non Le dico l'imbarazzo e la vergogna che abbiamo provato io e mio marito. Ma perché questo comportamento nuovo? E perché non la smette di comportarsi da maleducato fino a che non prende uno scapaccione? Abbiamo provato ad essere dolci, ad ignorarlo, a farlo ragionare ma niente... la smette solo quando, dopo ore, gli arriva una sberla
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Molto probabilmente suo figlio vuole stimolare in voi una reazione o magari essere considerato, infondo eravate a cena con dei vostri amici e lui si sentiva escluso!
Se la prossima volta dovesse farlo, toglietevi dall imbarazzo provando a prenderlo in braccio e a scherzare con lui, fermo restando che i rutti non devano essere fatti.
Se dovesse manifestare una qualsiasi altra forma di maleducazione, toglietegli il gioco che gli piace, toglietegli la TV o qualsiasi altra cosa che a lui dispiacerebbe, a volte non importa arrivare alla sberla o arrabbiarsi troppo, basta semplicemente dire basta
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Gelosia per il papà |
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Salve dottoressa.
Per cortesia mi aiuti a capire come mi devo comportare in due determinati casi: quando mia figlia unica di 5 anni ha una gelosia morbosa verso di noi, per un semplice bacio sulla guancia lei si mette in mezzo; si rivolta qundo ci diciamo qualche parola carina (caro, amore..).
La seconda cosa che mi preoccupa molto è che il papà faccia il bagno o la doccia assieme alla bimba. Ho capito che non si devono creare dei tabu, ma non in questo modo le si da la lezione sul corpo umano, sessualità ecc!
Grazie in anticipo Feli
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Salve,
la figlia femmina si attacca molto al padre all'età di sua figlia e ne consegue la gelosia che ha nei suoi confronti. Il consiglio che posso darle è quello di aspettare che passi questa fase e comunque continuare a dirvi amore o a darvi un bacio, non facendosi comandare da lei.
Col tempo smetterà e capirà. Per quanto riguarda la doccia, penso che sia importante che a 5 anni la bambina acquisisca la propria autonomia nel farsela da sola: non tanto per i tabu', quanto per iniziare a farla crescere con le varie azioni del quotidiano
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Ansia da neo mamma... |
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Mia moglie è piena d'ansie nei confronti di nostro figlio appena nato: questo mi spaventa moltissimo per il futuro di Nicolò e anche per un nostro futuro insieme, solo per darvi un esempio appena nato aveva il valore dell'ittero un po alto e già era preoccupatissima e in più di qualche occasione ha pianto nonostante le varie rassicurazioni da parte del pediatra e dottori vari, cosa posso fare? Aiutatemi....
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Salve,
è una situazione abbastanza normale... dopo il parto la donna ancora ha nel corpo gli ormoni della nascita: quindi dovrà avere pazienza e cercare di aiutarla a superare questo momento con meno preoccupazione e stress. Provi a portare fuori il bambino per far si che la madre possa riposarsi e riprendsersi dal nuovo evento.
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Arriva l'ora della nanna |
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Volevo sapere come si può fare per mettere a letto prima una bimba di cinque anni super vivace per stopparla da giochi e quant'altro, visto che è stata abituata a andare a letto tardi, nonostante ora non dorma più il pomeriggio.
Grazie e saluti
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Salve,
bisogna prima di tutto decidere di farlo... una volta che lei dirà basta, deve mettere in pratica i suoi voleri.
Innanzi tutto dopo cena le faccia fare giochi non troppo agitati... le legga un libro, le faccia vedere un po'di TV oppure si metta a giocare con lei facendo un puzzle o altri giochi non troppo dinamici. Dopo non troppo tempo, sia decisa a metterla a letto, l'accompagni e le legga una storia con luce soffusa nella stanza. Poi le dia un gran bacio e provi ad andare via facendole capire che è l'ora di dormire e che è bene per la bambina farlo il prima possibile...
Ci vorrà tanta pazienza ma deve abituarsi ad addormentarsi da sola e presto... non aspetti troppo tempo dopo la cena: spesso passata una certa ora i bambini si ricaricano di energia!!!
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L'oggetto transizionale |
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Mia figlia Sara di 8 anni, ha perduto accidentalmente il suo peluche cui era molto legata da 5 anni. La reazione è stata molto forte, di grande sofferenza per il distacco. Abbiamo cercato questo pupazzo per tutta casa e negli ultimi luoghi da noi frequentati, ma invano.
La bimba spera di ritrovarlo e rifiuta l'idea che ne sia privata per sempre. Che fare? mi dà per cortesia qualche consiglio sull'attegiamento che è meglio tenere in questi casi? Grazie per l'attenzione. Saluti. Nicoletta.
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Il peluche per il bambini è un oggetto transizionale dove investano affetti e amori. Quello che posso consigliarle è di far vivere a sua figlia questa perdita, affinché possa riuscire, anche con il vostro aiuto, a risolvere questa frustrazione. Statele accanto provando a direzionare la sua attenzione verso altre cose alle quali è affezionata.
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Non sa di avere fratelli |
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Gent.ma D.ssa, sono sposata da 11 anni e ho un figlio di 10 che non è a conoscenza del fatto che il suo papà prima di sposarmi era sposato con un altra donna con la quale ha avuto 3 figli ora di 18/28/32 anni il cui rapporto non è stato dei migliori a causa delle "pressioni della madre".
Per volere di mio marito non abbiamo mai detto niente a nostro figlio in quanto secondo lui il bambino non è pronto per capire (i suoi figli sono a conoscenza dell'esistenza di nostro figlio ma non hanno il piacere di conoscerlo). Come posso fare? E' il caso di diglielo o aspettare? Grazie
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Credo che suo figlio sia abbastanza grande per poter capire, anche se tenere segreto la presenza di fratelli può causare, in questa fase un rifiuto nei vostri confronti...
Si può sentire tradito e offeso e personalmente sono sempre a favore della verità, i bambini sono in grado di reagire alle frustrazioni a volte meglio che noi adulti.
Provate a dirglielo come se fosse una giornata speciale... portatelo fuori a cena e preannunciategli che dovete dirgli qualcosa di speciale, perché oramai è grande per poterlo sapere; fatelo sentire importante e spiegategli tutto, anche che loro non "possano" vederlo... accogliete tutte le sue domande e curiosità... trattatelo da grande...
Se poi un giorno vorrà vederli, provate a parlare con gli altri fratellastri. Sicuramente sarà una svolta nella vita di suo figlio e creerà in lui una grande quantità di domande, ma credo sia importante che lui non perda la fiducia in voi, specialmente adesso che sta entrando nell'adolescenza.
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Farsi vedere nudi dai propri figli |
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Cara dottoressa vorrei tanto togliermi questa insicurezza.
Vorrei sapere se è giusto o sbagliato: quando faccio la doccia o mi devo cambiare non lo faccio mai davanti a mia figlia di 5 anni perché non so se fa bene o male alla bambina . Però lei la vedo sempre curiosa, se mi cambio e arriva lei io dico di uscire e lei incuriosita mi fa domande come: ma perché non vuoi che vedo le tette ma perché sono grandi mamma.
E' normale tutto cio? Come mi devo comportare? Farmi vedere tranquillamente o no?Aspetto una sua risposta per mettermi tranquilla
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salve,
la nudità è un fatto naturale, specialmente tra madre e figlia... proibendole di vederla, non fa altro che stimolare in lei la curiosità di sapere cosa"nasconde" dietro quel vestito!
non si faccia problemi e la viva con naturalità: infondo è così che siamo nati...
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Gelosia |
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Salve, siamo i genitori di un meraviglioso bambino di quattro anni, ma da quando è nata la sorellina (cira un anno e mezzo fa), a parte la normale gelosia, il piccolo mostra nei nostri confroni una forte rabbia; è sempre nervoso, non ascola, si lamenta per tutto. Cerchiamo di fare la cosa giusta, ma per lui non va mai bene nulla (es."Oggi trascorrerai la giornata con la nonna!" Lui: "No! Voglio andare all'asilo". Alro giorno "Andiamo all'asilo". Lui:"No! Voglio andare dalla nonna". Siamo moltro frustrati e la situazione ci preoccupa molto, cerchiamo di mantenere la calma, ma non è facille e spesso commettiamo l'errore di punirlo fisicamente e la cosa non ci rende affatto orgoliosi, anzi ci demoralizza ancora di più; ci chiediamo in che cosa abbiamo sbagliato, ma purtroppo non riusciamo a darci una risposta.
PS. La piccola è nata prematura e anche se durante i mesi di gravidanza ho cercato di fargli capire, attraverso disegni, racconti ecc..l'arrivo di un'altra persona all'interno del nostro nucleo familiare, la nascita della sorellina è stata un fulmine a cel sereno. Grazie per l'attenzione.
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A 4 anni i bambini iniziano a far "sentire"il loro carattere oppositivo(indipendentemente dalla nascita della sorellina)... devono sperimentare fino dove posso arrivare e quali sono i limiti che gli vengono posti ed è giusto fargli capire fin dove possono arrivare, ma non con la "violenza" perché altrimenti il bambino si sente solo colpevole di aver fatto del male a voi e così gli nasce la rabbia: in realtà non capisce fino in fondo cosa è stato sbagliato da lui e così gli si crea confusione in testa.
Fategli sentire che lo amate sempre come prima... create dei momenti in cui potete stare assieme e se lo volete punire, senza neppure troppo arrabbiarvi, levategli la TV.
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Vogliamo vedere il papà |
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Sono un padre di due bimbe (6 e 5) purtrppo sono disoccupato mentre la mamma sta lavorando sino tardi anche alla sera. Ho fatto anche da mammo alle mie piccine, sono molto legate a me ma ora lei mi ha "buttato fuori casa" con la scusa che deve capire cosa vuole ...(dopo 10 anni)
Io non volevo andarmene e neppure le tate: pianti e capricci... ora le sento al telefono tutti i giorni e loro chiedono di tornare, di vedermi, ma lei niente! anzi dice che non dovrei telefonare tutte le sere. Non so come comportarmi e cosa dire alle mie tate ... mi aiuti la prego, grazie
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Credo che principalmente lei debba parlare con la madre e nell'eventualità mettere tutta la situazione in mano ad un avvocato.
Lei deve provare a ritirarsi su, trovare un lavoro e pretendere di vedere le bambine: ne ha il diritto e soprattutto le bambine ne hanno il bisogno.
Si faccia coraggio e riprenda la sua vita in mano, curi le sue figlie come meglio crede, come in tutti questi anni ha saputo fare.
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Giochi da femmina... per il maschietto! |
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Buonasera sono una mamma di 2 bimbi: Alessandro di 7 anni e Giulia di 4 anni.
Alessandro è un bambino molto dolce per niente maschiaccio e quello che mi preoccupa è che gli piacciono i giochi da femmina ma in particolare gli piace vestirsi da femmina con dei miei vestiti e scarpe.
La scorsa estate si è messo i costumi 2 pezzi della sorellina... Ma e' normale? Inizio a preoccuparmi. La ringrazio anticipatamente.
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Il travestimento è il gioco più antico del mondo: lasci a suo figlio la libertà di fare quello che si sente di fare anche perché la competizione con la sorella minore potrebbe essere una spiegazione alla predilezione di suo figlio per i vestiti da femmina!
Se il bambino gioca con i suoi compagni di scuola senza problemi, se vive il suo essere maschietto con tranquillità, non c'è da domandarsi altro... se invece vede in suo figlio la difficoltà nel relazionarsi, un disagio nell'essere maschietto (nell'avere il pene), a quel punto credo che la situazione debba essere indagata più approfonditamente, anche grazie all'aiuto di uno specialista.
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Imparare a difendersi |
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Gentile dott.ssa le scrivo in merito di mio figlio, ha due anni, vive parte della giornata con i nonni, i quali si prendono cura anche di suo cugino che ha 15 giorni di differenza.
Spesso mio figlio piange o per piccole cose magari cade per terra o il più delle volte perché suo cugino gli prende tutte le sue cose; lui si difende dandogli un pizzicotto o piangendo ed io da mamma intervengo e gli dico che non deve piangere e che si deve difendere tenendo più stretto il suo gioco e dicendogli di andare via, ma alla fine suo cugino gli prende il gioco e lui viene da me piangendo.
Non so come mi devo comportare.
Grazie
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I due anni sono la fase in cui i bambini pensano che tutto sia loro e lo scontro con l'altro viene ad essere una vera e propria lotta.
In queste situazioni è bene che i bambini se la cavino da soli, l'intervento è necessario solo se uno dei due usa la forza, col tempo suo figlio imparerà ad interagire con il cugino e a farsi "furbo".
Il fatto che piange per qualsiasi cosa, è relativo al carattere e all'iper protezione che può incontrare nei genitori o nella figura di accudimento; a volte è necessario lasciare che i bambini se la cavino da soli, se ogni volta che piangono i genitori sono lì ad accoglierli, i bambini non impareranno mai da soli ma faranno sempre affidamento alla figura adulta.
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Addio cara maestra |
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Salve, da due settimane è venuta a mancare la maestra di mia figlia di 9 anni alla quale era molto legata. Da allora tutte le sere va a letto e piange, dice di vedere ad occhi chiusi tanti volti coperti di capelli, e ripete sempre perchéa lei. Come posso aiutarla, mi aiuti per favore tante grazie...
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Purtroppo nella vita succedono cose che vorremmo non succedessero mai, specialmente ai bambini, ma sono proprio questi avvenimenti che li aiuteranno a crescere.
Quello che posso consigliarle è di starle vicina e di provare a parlarle della morte per vedere se riesce a sfogare le sue angosce attraverso le parole, oppure attraverso il disegno... nei momenti di sconforto la abbracci e la rassicuri che non è successo solo a lei, ma che tutta la classe ha subito il trauma così come i familiari della maestra... la inviti a parlare con le sue amiche di scuola, perché possa avere un confronto paritario, dove ogni bambina dice la sua... inoltre, provi anche lei a parlare dell'accaduto con le altre mamme, perché anche lei possa sentirsi sostenuta in un monento così difficile.
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Se i genitori sono separati... |
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Salve sono una mamma di 26 anni, ho un bimbo di 5 e mi sono separata da 7 mesi circa.
Sono andata con mio figlio ad abitare nella casa dei miei genitori. All'inizio mio figlio era tutto contento adesso è da un po' di tempo che vedo il preferire gli altri nonni e gli zii.
Suo padre quando lo viene a prendere non sta quasi mai con lui, lo lascia con i nonni gli zii e il cuginetto di 3 anni... quando torna a casa è un altro bimbo: non saluta non mi cerca è sembra arrabbiato e in più dice frasi da adulti su di me che sono la sua mamma non tanto simpatiche e quando gli chiedo se l'ha sentita dai nonni lui nega io gli dico che non ci credo e lui si arrabbia con me. Io gli ho fatto capire varie volte che le bugie non si dicono: i parenti del mio ex mi odiano e ho paura che gli facciano il lavaggio del cervello e ci possano allontanare come rapporto... cosa devo fare cn mio figlio?
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Credo che sia importante che parli con il suo ex-marito senza far entrare suo figlio nel mezzo.
Quando il bambino dice cose che le fanno male, provi a farlo ricredere abbracciandolo forte, sdrammatizzando la frase e ridendo con lui, lo accolga e gli faccia capire che lei è lì e che lei è quello che lui in quel momento sente... ma non lo metta mai, nella difficoltà di dover "sbugiardare" l'altra famiglia.
E' sicuramente un momento difficile in cui il bambino si può sentire in colpa di quello che è successo... gli faccia capire che lui non ha fatto niente e che spesso la vita è così... Suo figlio deve accettare il cambiamento, lo accolga sempre con il sorriso e qualsiasi frase detta che non gli torna, ne vada a discutere con il padre, il bambino non deve entrare.
Sia lei la prima a non sentirsi in colpa per quello che è successo: le emozioni purtroppo così come nascono, possono morire.
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Risvegli notturni |
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Buona sera, la mia bambina di 9 anni ha incominciato da alucne settimane a svegliarsi di notte, va in bagno, e mi dice che non riesce più ad addormentarsi e chiede di accendere la televisione su disney channel per vedere di riuscire di nuovo a prendere sonno. Secondo me di sonno ne ha tanto, ma ha paura.
Se poi è una notte che va peggio delle altre si sveglia, mi viene a chiedere se le faccio compagnia, va in bagno, ha paura di vomitare perché dice che non riesce a digerire si sente piena ....(ha una forte paura di vomitare) e la sento tremare... quasi fa fatica a parlare dal tanto che è tesa e questo mi fa star terribilmente male perchè la vedo cosi e in piu non riesco neanch'io ad aiutarla e a riposarmi.
Non so cosa possa essere stato ad innescare tutto ciò se la gelosia per la sorellina , se le sue "litigate " con la sua amichetta , oppure le ansie che io da mamma le ho trasmesso involontariamente per tutte le paure che ho delle malattie che mi fanno vivere malissimo. Mi dispiace di aver rovinato mia figlia, cosa posso fare per farla ritornare quella di due mesi fa che quando andava a letto si addormentava e non riuscivi neanche a svegliarla la mattina dal tanto che dormiva bene? passera' tutto questo? sto malissimo grazie mille Elena
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Salve,
sarebbe molto importante riconoscere il problema, per poi affrontarlo. Se lei mi scrive che solo 2 mesi fa, sua figlia non era così, può essere che ci siano delle cause che le mettono ansia e che non riescono a farla dormire. Se lei, riesce a farla parlare e a discutere di questo, può essere che riuscirete a chiarire il problema. Per quanto riguarda lo stomaco, provi a portarla dal pediatra e la faccia visitare, afinché sua figlia si possa tranquillizzare sul fatto che non ha niente!
Noi genitori siamo un filo diretto con i nostri figli e le nostre paure e ansie spesso gliele passiamo. Per far star bene sua figlia deve lei prima di tutto cercare di non essere ansiosa, provi a fare tecniche di rilassamento, yoga per esempio, e magari lo vada a fare con la bambina, anche per condividere con lei la strada per la risoluzione di una sua debolezza. Faccia capire a sua figlia che lei sbaglia ad essere paurosa e che quindi vuole risolvere la cosa... insieme potete farlo. Un'altra cosa le vorrei dire, non creda di aver rovinato sua figlia, altrimenti non sarebbe qui a scrivermi per avere un consiglio, tutto può avere una soluzione se si riesce a vedere che esiste un problema.
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Il babbo non c'è più |
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Mio figlio è praticamente nato senza padre, dopo vari problemi è morto che lui era ancora piccolo. E' cresciuto con me e con la nonna, con la quale però io purtroppo ho sempre avuto un rapporto conflittuale e che ora è peggiorata dal momento che difende sempre mio figlio anche quando sbaglia e rimprovera o offende me quando cerco di dargli delle regole.
Mio figlio da un po' è così diventato disubbediente e una volta ha pure cercato di scappare di casa ed è andato dalla nonna. Non so più che fare e poi mi sento in colpa perché a volte mi scappa la pazienza e lo picchio. Cosa mi consiglia?
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Credo sia molto importante, prima di tutto evitare di alzare le mani... spesso una parola decisa e ferma seguita da una punizione (non guardare la TV, non compare il gelato...etc) è molto più efficace di una "botta".
Il rapporto conflittuale con la nonna è una cosa che voi persone mature dovete risolvere, senza mettere nel mezzo il bambino. Lei deve riuscire a capire che lei è la madre e che ha il diritto e il dovere di educare suo figlio. Deve sentirsi lei, prima di tutto, sicura di questa cosa, lei deve dargli delle regole altrimenti il bambino si sentirà perso.
Le regole non devono essere tantissime, ne stabilisca alcune inderogabili e su quelle vada avanti, poi col tempo ne troverà altre da dover impartire..
tutto viaggia con la crescita del figlio.
La nonna deve sostenerla in questo percorso; suppongo però che sia la madre del padre di suo figlio, quindi è probabile che abbia sentimenti molto contrastanti verso di lei (lui non c'è più lei si.. .il nipote lo vede come il figlio...) provi insomma ad avere molta pazienza e a cercare di parlare con questa donna in modo maturo, per il bene del bambino e del vostro rapporto.
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Gelosia adolescenziale |
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Buongiorno, abbiamo il figlio maggiore di 14 anni che ha deciso di trasferirsi dai nonni perché non sopporta l'esuberanza e i capricci del piu' piccolo che ha un carattere piu marcato e forte rispetto a lui che invece è piu' tranquillo e riflessivo.
E' sempre stato molto geloso ma ora il tutto è peggiorato: se la prende anche con noi genitori perché vede che non riusciamo a fare rispettare alcune regole comportamentali.
Sono anni che "combattiamo" con lui purtroppo alcune cose non le vuole capire per comodità (è molto legato alla mamma), come possiamo riportare a casa nostro figlio?
grazie
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Salve,
dovete far forza su voi stessi e imporvi di dare delle regole e farle rispettare, non dovete cedere né ai ricatti del primo figlio né, tanto meno, ai capricci del secondo.
Provate a trovare la collaborazione della nonna, facendole incentivare un ritorno a casa del più grande oppure provate ad una riunione tutti insieme (in un"campo neutro", quale potrebbe essere un ristorante, o un giardino) senza il più piccolo, in cui dovete farvi sentire fermi e decisi sulle vostre scelte (deve tornare a casa!).
Se il maggiore sente questa enorme gelosia, provate a trovare momenti di condivisione con lui (usciteci insieme, magari una volta la madre e un'altra il padre), incontrando degli "spazi" unici in cui siete solo lui e voi (una panchina su cui avete parlato, un gioco che avete fatto...)e riproponeteglieli nel momento del "bisogno". Dovete anche imparare a non far fare capricci al secondo, lui non si deve permettere di ottenere ciò che vuole con le bizze, se propone comportamenti simili, dovete assolutamente intervenire: provate prima a spiegarglielo in tono fermo e deciso, se poi si dovesse ripetere, provate a togliergli il gioco preferito o la TV...
L'adolescenza è un momento difficile e di enorme contestazione, in cui i genitori che prima si vedevano invincibili si scoprano con tutti i loro difetti e le loro debolezze...e ciò è importante che venga affrontato, ma suo figlio deve affrontarlo con voi, non rifuggendo in un altro posto.
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Si tocca |
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Buongiorno, mia figlia di quasi 8 anni talvolta si tocca i genitali mentre guarda la tv. Mi ha detto che anche a scuola lo fa, e questa cosa un po' mi preoccupa.
E' una bambina solare, socievole, va bene a scuola anche se è molto emotiva e sensibile. Mangia le unghie ormai da 3 anni. Mi faccio dei sensi di colpa sul fatto che talvolta sono un po' nervosa e non ho molta voglia di giocare con lei la sera. Sbaglio forse in qualche cosa? Passerà? O mi devo preoccupare seriamente.
Al momento le maestre non mi hanno detto nulla al riguardo. Aiutatemi, grazie
Chiara
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Salve,
in questo caso non ho da dirle nulla... lei stessa ha trovato la via della soluzione con sua figlia: ci giochi di più e cerchi di essere meno nervosa. I bambini hanno bisogno della madre, si faccia aiutare in cucina oppure a pulire casa, tutto giocando insieme!
Per quel che riguarda la masturbazione non è assolutamente un problema, lasci che sua figlia si scopra senza che lei debba intervenire...
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Come spiegargli la sua malattia |
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Buongiorno dottoressa, le scrivo perché sono una mamma preoccupata... abbiamo scoperto (nel peggiore dei modi, cioè all'ospedale!) che mio figlio è G6PDH carente, cioè ha il favismo, una malattia genetica che haimè gli ho passato io senza nemmeno sapere di averla.
E' una malattia gestibile ma grave... quando è stato ricoverato in ospedale un mese fa è stato davvero grave e in serio pericolo. Se si assumono o toccano determinate sostanze (su tutte le fave, ma anche molti farmaci, e tante altre cose) si rischia una crisi emolitica che, se non si fa una trasfusione (unico rimedio) può avere conseguenze fatali.
Ed è una malattia subdola perchè la crisi si manifesta anche 3 giorni dopo l'assunzione della sostanza vietata... Ora...come fare a spiegare al bimbo (ora ha 2 anni) questa sua malattia? Come responsabilizzarlo senza traumatizzarlo? E' molto importante che sappia e sia coscente che non può assolutamente entrare in contatto con quelle sostanze, come posso fargli accettare questa sua "diversità"? e a che età posso cominciare a "spiegargli" la sua malattia? Mi aiuti, sono molto preoccupata e in ansia!
Grazie in anticipo Mamma Ambra
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Salve,
penso che suo figlio sia ancora troppo piccolo per capire determinate cose.
E' comunque importante fin da subito dirgli cosa può o non può toccare, come si fa normalmente quando i bambini vogliono provare cose proibite.
Con il tempo gli verrà naturale non farlo e quando sarà più grande (anche verso i 4 anni) per poter capire meglio quello che lui ha, sarà opportuno spiegarglielo con un linguaggio semplice, magari anche attraverso l'uso del disegno. Gli insegni a disegnare ciò che non può toccare oppure gli mostri delle stampe da colorare, metta poi le raffigurazioni sul frigorifero con le calamite oppure in un quadretto colorato in camera sua, usi l'immagine visiva affinchè possa riconoscere il "proibito" nella realtà.
Auguri
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Giochi: da maschio o da femmina? |
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Gentile dottoressa, sono mamma di una bambina di tre anni.
Quello che mi preoccupa di lei è che da quando ha iniziato la scuola ed ha iniziato a giocare anche con i maschietti (cosa che non faceva prima) parla spesso di supereroi, ben 10, dragon ball fa la parte di spiderman ed io mi arrabbio dicendo che quelli sono giochi da maschio e che lei non ci deve giocare. Lei mi risponde che fa solo finta ed è un gioco.
La mia domanda è questa: faccio bene a comportarmi cosi o sbaglio? E poi, è normale che venga attratta da giochi un po' da maschietto? Non so proprio come comportarmi.. aspetto una sua risposta grazie mille in anticipo
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Salve,
penso che non esistano giochi da maschio o da femmina, ma solo giochi in cui il bambino o la bambina (nel suo caso) si trovano meglio a interagire!
Inoltre sua figlia è ancora molto piccola perché possano venire fuori le sue preferenze. Le consiglierei di lasciarla libera di giocare con la sua fantasia come meglio crede.
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Diasgio |
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Mio figlio ha 10 anni e sono separata da 15 mesi.
Dalla separazione il padre ha cominciato a fare tantissime cose con lui mentre con me le abitudini sono rimaste invariate. Da 1 settimana circa ha un continuo stimolo sfinterico che gli passa solo se rimane a casa. Non vuole uscire, andare a scuola, a tennis, ha paura di non poter controllare lo stimolo.
E' visibilmente a disagio, si è chiuso in se stesso, gioca poco con gli altri bambini ha perso tutto l'entusiasmo che aveva. Non so come devo comportarmi. Sono preoccupata e mi sento in colpa ma nello stesso momento vorrei fosse più sicuro di se e vorrei capisse che non gli voglio più bene se ha questi problemi; lo vedo perso, ogni cosa che fa devo essere presente, era un gran chiacchierone, curioso e pieno di vita e adesso sembra un uomo di 50 anni.
Come mi devo comportare?
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Credo che dovrebbe indagare cosa possa essere successo il giorno in cui si è scatenato l'evento. La separazione è avvenuta, come lei mi ha detto, 15 mesi fa, non credo che si possa quindi ricondurre a questo. Provi a parlare con suo figlio, senza insistere troppo, magari si consulti anche con le maestre e soprattutto con il padre.
Cerchi di capire se il cambiamento nel controllo degli sfinteri sia riconducibile ad un evento in particolare che ha potuto scioccare suo figlio. Inoltre le consiglierei anche, di consultare il suo pediatra per escludere l'eventualità di un problema di tipo fisiologico. Nel frattempo, provi a insegnare a suo figlio a respirare profondamente (..e poi a buttar fuori) quando gli prendono questi attacchi oppure a bere un bel bicchiere d'acqua, cerchi cioè di far si che la sua attenzione sia direzionata verso qualcosa che non siano i suoi sfinteri.
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Masturbazione infantile |
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Buonasera, siamo genitori di una bimba di 4 anni e mezzo che da tre giorni è diventata sorella maggiore di una sorellina.
Qualche mese fa ci siamo accorti che nostra figlia di tanto in tanto si accarezzava le parti intime al di sopra del pantalone perché aveva capito che provava una sensazione piacevole. Senza drammatizzare le abbiamo spiegato (più mia moglie) che non era una cosa buona e che la vagina serve per fare la pipì, i figli e non a quello che lei faceva.
Le abbiamo detto anche che quando le veniva questo desiderio doveva avvisare mia moglie che le avrebbe fatto fare un gioco diversivo. Così ha smesso nel giro di una settimana.
Da un paio di settimane ha ricominciato specie la sera quando si mette a letto per dormire, addormentandosi con la manina tra le gambe.
Forse sarà il nuovo arrivo che le crea insicurezze, ma ad ogni modo come regolarsi? Passerà?
Grazie mille
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Salve,
il gioco erotico è una fase tipica dell'età di sua figlia, i bambini iniziano a scoprirsi e a sentire il proprio corpo.
Molto probabilmente, sua figlia trova nella stimolazione lo sfogo di una tensione che altrimenti non saprebbe come gestire.
Il procurasi piacere è una parte importante della vita dell'uomo ed è sano oltre che bello: non deve assolutamente essere limitato o sgridato, lasci a sua figlia la libertà e vedrà che con il tempo troverà l'equilibrio tra i vari piaceri.
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E' troppo disubbidiente |
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Salve, vorrei esprimere la mia preoccupezione riguardo al mio bambino di 5 anni.
Lui è sempre stato un bambino abbastanza vivace però ultimamente molto ribelle e disubbidiente... tanto da non riuscire neanche più ad andare in un centro commerciale a fare spese perché tocca tutto, corre, vuole tutto quello che vede e purtroppo delle volte io e mio marito ci sentiamo così frustrati da non sentirci dei bravi genitori che finiamo per litigare.
Credo che questo non sia a nostro favore in quanto aumenta i nostri sensi di colpa e il bambino essendo molto intelligente lo capisce e cerca di metterci uno contro l'altro in tutti i modi... la situazione ci sta sfuggendo di mano: premetto che noi dedichiamo tutta la nosra vita ai figli sono la nostra ragione di vita, vorremmo essere dei genitori migliori per crescere anche dei figli migliori.
La prego mi dica come possiamo migliorare la nostra stuazione, grazie infinite
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Sicuramente ci vuole tanta buona volontà e pazienza.
Quando il bambino si mette a correre al centro commerciale, dovrete cercare di parlargli dicendogli che se continua a comportarsi così, lo riporterete a casa e che per tutto il giorno sarà in punizione (a casa non vedrà la TV o un'altra cosa che gli piace fare...)
Se queste, chiamiamole "avvertenze" non esordiscono effetti, dovrete portarlo a casa! E' importante che la "minaccia" sia veritiera altrimenti non risulterà efficace. Quando suo figlio si comporta in modo sbagliato, dovrete intervenire in maniera anche piuttosto ferma e decisa, senza sensi di colpa, altrimenti il bambino perderà i limiti dentro i quali si sente protetto e a quel punto non si sentirà più al sicuro.
Voi genitori dovrete cercare di non permettergli di comportarsi in modo così disubbidiente, se lo fa interventite anche attraverso punizioni (toglietegli la TV, il suo gioco preferito, il gelato... quello che magari in quel determinato giorno gli avete promesso) mettete dunque dei paletti e vedrete che il bambino cambierà.
Infondo, questo è il periodo in cui i bambini fanno uscire il proprio carattere mettendo alla prova il genitore per sapere fino a che punto gli è concesso di arrivare. I litigi tra voi, ovviamente, sarebbe meglio evitarli di fronte al bambino.
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Rapporto padre figlia |
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Mia figlia di 9 anni non sopporta il contatto fisico di suo papà da anni; dice che le dà fastidio mentre il contatto con altri di sesso maschile è naturale.
E'una bambina a volte introversa e a volte socievole, poco propensa alle attività di gruppo tipo gare, saggi, giochi ect. vorrei capire il perché . Grazie
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E' probabile che il contatto fisico con il padre, rispetto alle altre figure maschili, sia più coinvolgente e possa creare in sua figlia delle emozioni che non le piace provare.
Da quello che mi scrive, essendo la bambina introversa, deduco possa essere anche poco espansiva nell'esporre i suoi sentimenti (correre incontro quando vede la mamma, baciare, abbracciare di sua spontanea volontà....etc...). Questo contatto fisico con il padre, le può creare sensazioni che non riesce a controllare. Il motivo per cui faccia così non posso saperlo, una componente deriva sicuramente dalla propria personalità, un'altra può essere che si identifichi in lei, madre (forse anche lei non è molto espansiva, così neppure il padre...). Il consiglio che posso darle è quello di lasciare sua figlia fare come meglio si sente (infondo a volte è socievole e a volte no...), provi anche (se così non fosse) a darle un abbraccio e un bacio in più al giorno, consiglio che dovrebbe seguire anche il padre... infondo, l'educazione, anche quella emozionale, parte anche dai genitori.
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Il papà pendolare |
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Buongiorno, siamo una famiglia direi magnifica per i giorni d'oggi: mamma Laura, papà Andrea, Simone (6 anni tra pochi gg) e Daniele (1anno).
Stiamo bene, siamo una coppia affiatata e quando siamo tutti e 4 siamo fantastici.
Andrea lavora tutti i giorni, torna alla sera a cena e delle volte va via per lavoro alcuni giorni (massimo 10, raro). E' arrivata una proposta di lavoro molto molto interessante, ma lo porterebbe via tutta la settimana, tornando solo sabato e domenica.
La mia domanda è: per i bambini quali sarebbero le conseguenze di questa situazione, che magari potrebbe protrarsi anche per qualche anno? Gli sparisce il papà???
Grazie Laura
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Salve,
sicuramente la figura del padre è molto importante per i figli soprattutto se sono maschi, perché è la figura con la quale si identificano. Sicuramente questo nuovo lavoro porterà dei cambiamenti nella vostra famiglia, in particolar modo all'inizio della nuova situazione.
Andrea dovrà faticare molto il sabato e la domenica per riconquistare quel "tempo perduto", ma da come mi ha descritto la mail, credo che non sarà un problema per lui. Se riuscirete a gestire il "tempo" che potete stare insieme tutti e quattro e quello in cui sarete lontani (attraverso skype, potete telefonarvi e vedervi ... per telefono...per messaggio - visto che il più grande inizia a leggere-) credo che dopo il primo periodo di adattamento (del primo figlio soprattutto) non dobbiate aver grossi problemi (se è solo qualche anno...).Ovviamente la scelta deve essere ponderata anche sul desiderio del padre che si perderà la crescita dei figli e quindi dovrà gestire il suo senso di colpa... Pensate bene, se un po' di soldi in più, potrebbero migliorare la situazione.
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Addio nonna |
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Salve!Mia suocera ha un tumore in fase terminale e abbiamo appena saputo che potrebbe andarsene da un momento all'altro.
Mia figlia Francesca ha 5 anni e mezzo ed e' molto legata alla nonna. Io spero di riuscire a starle vicina nel modo più giusto. Lei sa già che la nonna non sta molto bene ma adesso che devo fare? Devo iniziare a parlarle o aspettare che la nonna se ne sia andata?Devo portarla a trovare o e' meglio di no? La ringrazio e aspetto con ansia una sua risposta.Grazie.
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In questi casi i consigli sono molto difficili da elargire,anche perché qualsiasi azione venga fatta c'è quella contraria che potrebbe essere più giusta.
Se le fa vedere la nonna in fase terminale, la bambina avrà sempre il ricordo ultimo della persona e potrebbe impressionarla, ma magari riesce a salutarla... se non le fa vedere la nonna, la bambina porterà con sé sempre l'immagine della nonna sana, ma si sentirà in colpa di non averla salutata... Chissà quale possa essere la situazione migliore! Il consiglio che posso darvi, dal momento che la bambina è piuttosto grande, è quello di spiegarle bene la situazione, anche dell'impatto visivo che potrà avere e portarla da lei.
Si vorrebbe sempre proteggere i bambini dalle brutte esperienze, ma sono proprio le prime frustrazioni e la capacità di superarle e andare avanti che li aiutano a crescere, grazie anche al fatto che potrà sentire l'accoglienza di due genitori che già pensano a lei.
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L'ora di tornare a casa |
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Buondì dott.sa, volevo chiederle un consiglio su come possiamo affrontare i capricci che mia figliadi quasi 5 anni, puntualmente fa a casa delle sue amichette, nel momento che bisogna venire via.
Urla da far paura si nasconde corre e piange, sia che sia io oppure mio marito ad andarla a prendere. Noi ci vergognamo da matti. Ora è in punizione da 3gg ma non so se ha capito la gravità del suo comportamento. Faccio presente che è una bambina allegra e, a detta anche delle maestre della materna, molto tranquilla nonostante la nascita dei 2 fratellini, noi cerchiamo di dedicare più tempo a lei che ai gemelli! ma forse è questo l'errore???
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Se queste manifestazioni sono in coincidenza della nascita dei fratelli, credo che la miglior cosa sia aspettare. Molto probabilmente sua figlia si diverte a stare con le amichette piuttosto che in casa con due bambini piccoli!
Certamente non è un errore dedicare del tempo a sua figlia, ma è anche importante che la bambina capisca che i due fratelli ci sono. Provi a comprarle dei libri dove si sviluppa il tema dell'arrivo di un fratellino ed insieme a lei li legga. Sua figlia è già abbastanza grande per poter capire le dinamiche che si stabiliscono tra fratelli e leggendole su di un libro, magari riesce meglio a verbalizzarle. Inoltre la punizione è giusta, solo che 3 giorni credo sia un po' troppo lunga, penso sia più efficace una più breve.
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Aggressività |
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Mio figlio ha 4 anni e frequenta il primo anno di asilo. Le maestre dicono che morde e picchia gli altri bambini, io ho detto loro che deve imparare a socializzare e che loro dovrebbero insegnare questo, ma ogni giorno la cosa peggiora non so che fare!
grazie
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Se il comportamento aggressivo di suo figlio si manifesta anche in casa, credo che il problema sia principalmente dovuto alla difficoltà da parte dei genitori di dire "no", un "NO" deciso, chiaro e inderogabile. Se suo figlio si comporta come "aguzzino" con capricci o manifestazioni colleriche è importante che venga brontolato e messo in punizione (gli tolga la TV, il gioco, lo faccia stare seduto....), senza neppure alzare troppo la voce o aggredirlo, semplicemente assumendo una voce ferma e autoritaria e agendo la punizione.
Gli manifesti il suo disappunto e la sua delusione per le azioni aggressive che fa.
Confermi che è sbagliato e che non esagerano le maestre. Ci vorrà un po' di tempo e tante grida di suo figlio, ma lui ha bisogno di questo, ha bisogno di sentire i limiti che non può valicare, perchè solo così si sentirà protetto e non in balia di emozioni che non riesce a gestire.
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Cambiamenti per lavoro |
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Sono la mamma di una bimba di 21 mesi.
Tra qualche girono mio marito partirà per motivi di lavoro. Questo evento non si è mai verificato e lui mancherà per diversi giorni. La combinazione ha voluto che io nello stesso periodo riprenda a lavorare. Come spiego tutto questo a mia figlia? In questo periodo io e la piccola ci trasferiamo dai nonni materni. grazie.
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La bambina è ancora molto piccola, ma credo sia importante spiegarle con parole molto semplici che lei andrà a lavorare e che starà dai nonni, senza troppa ossessione. Quando questo evento poi si verificherà dovrà essere molto presente quando tornerà a a casa, ossia abbracciarla, baciarla, manifestarle tutta la sua presenza e attenzione... Vadrà poi che la bambina si adatterà perfettamente alla situazione, anzi... crescerà!
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Emulando il "maleducato" |
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Gent.ma dott.ssa, mio figlio Ludovico di 4 anni dall'inizio della scuola materna ha legato molto con un suo coetaneo che a differenza del mio bambino non ha molte regole.
Risultato è che Ludovico da molto educato è diventato irrequieto e poco attento alle attività scolastiche tanto che le maestre hanno deciso di separarli nelle attività.
Come posso fare, visto che a casa lui dice che vuole fare tutte le cose che fa il suo amico e non viceversa (infatti dice che quando dice al suo amico di comportarsi diversamente lui non lo ascolta)...
Grazie della sua eventuale risposta.
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E' normale che due bambini inizino a imitarsi, credo comunque che sia importante da parte sua non demordere su come suo figlio debba comportarsi.
Se l'altro bambino fa qualcosa che non deve fare, lei gli faccia capire che comunque è sbagliato; se suo figlio prova a parlare con il suo compagno, ma lui non lo ascolta, lo sproni a farlo giocare con altri bambini (in questo chieda l'aiuto anche alle maestre).
Inoltre provi anche ad allacciare rapporti con la madre dell'altro bambino, al fine di creare un confronto quando siete assieme e, magari, aiutare indirettamente quest'altra signora a capire che le regole sono importanti.
Comunque, se lei sarà sempre molto presente nel fargli capire cosa sta sbagliando, vedrà che suo figlio lo capirà.
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Perdita del controllo sfinterico |
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Ho un figlio di sette anni. Viviamo in campagna ed abbiamo una vita molto tranquilla. Mio figlio è tornato a farsi la pipi addosso di giorno e a volte anche di notte. Prima pensavo con mio marito che fosse un caso, magari perché voleva giocare e non aveva tempo per andare in bagno, però adesso sucede ogni volta più spesso.
A scuola ci sono stati dei problemi con una maestra che ha dato uno schiaffo ad un bambino. Ho parlato con mio figlio e penso che non sia il suo caso perché è bravo e lui mi ha detto che a lui non ha mai fatto niente. Ho saputo anche che i bambini a scuola rimangono tutto il giorno in classe. Una classe troppo vivace e la maestra spesso li castiga perché si comportano male.
Non so cosa fare... vorrei parlare con la maestra, venirle incontro, perché lui avrà questa maestra per cinque anni!!! Penso che si fa la pipi per paura... perché si sente a disagio, un giorno mi ha detto che non gli piaceva la scuola perché non poteva essere libero. Cosa posso fare? Grazie.
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Mi sembra che il problema sia iniziato nell'anno in cui suo figlio è passato in prima elementare e quindi ha vissuto il passaggio. Inoltre la maestra che si è trovato non è per niente accogliente ma, anzi, si permette di dare uno schiaffo ad un alunno! Molto probabilmente la visione di quest'atto (inaspettato e magari mai visto) lo ha turbato al punto da creargli degli stati di ansia e paura, che manifesta con l'incapacità di gestire il controllo degli sfinteri. Il consiglio che posso darle, dopo averne parlato anche con il pediatra (escludendo così qualsiasi problema fisiologico) è quello di confrontarsi con le altre mamme della classe e vedere fino a che punto questa maestra possa creare problemi anche ad altri bambini e, se così fosse, cercare di risolvere la situazione tutte insieme. Ma, se così non fosse, credo sia necessario indagare, attraverso il colloquio con suo figlio, senza pressioni e, magari, facendolo parlare con adulti vicino a voi, al di fuori del babbo e della mamma (spesso i bambini si sentono a disagio o provano vergogna a parlare con i genitori, per paura che poi li perdano). Nel frattempo, cercate di non dar peso al problema di fronte al bambino.
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Indole ribelle |
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Buongiorno Dott.ssa, ho una situazione piuttosto esasperante con mia figlia di 7 anni:
uno scontro continuo, dal vestirsi alle scelte di vita quotidiane; un continuo no e un continuo ricatto, sono seriamente preoccupata ed esasperata!
Grazie per il suo cortese riscontro
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Penso che lo scontro a volte sia necessario tra madre e figlia perché grazie a questo l'una cerca di capire l'altra; è però fondamentale che la madre si confermi madre e che ciò che dice debba essere indiscutibile, lei deve mettere in condizione sua figlia di non farle più ricatti di nessun genere (magari se lei è la prima a farglieli, cerchi di smettere...) e cerchi di ottenere ciò che vuole con la sicurezza che quello che dice è giusto (magari le dia una punizione che può mantenere - niente tv, niente gelato...-).
Ovviamente questo deve partire dall'idea che non tutto è così categorico, per esempio: se sua figlia si vuole vestire da sola, le lasci questo spazio di decisione mentre per altre cose più importanti, no!
Si ponga in modo non aggressivo e quando inizia a ribellarsi, provi a prenderla da una parte e l'abbracci. Non so se è proprio così, ma nelle sue parole sento un allontanamento da lei...7 anni sono una fase in cui si è ancora piccoli (e si ha bisogno della mamma e di tante coccole) ma si inizia anche a voler essere grandi (vestirsi da soli...), per cui, le lasci uno spazio di decisione e inizi a responsabilizzarla un pochino senza però discutere su regole fondamentali che voi genitori considerate imprescindibili.
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Proteste |
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Buongiorno, Alessia ha 18 mesi, è una bimba curiosa, sensibile e timida.
Da una decina di giorni ha comportamenti che non capiamo: quando è con una persona familiare (es. con il papà) e arriva la mamma lei comincia forte "no, no", si dimena e mi manda via... come se volesse stare solo con una persona (fa lo stesso poi quando è con la nonna e arriva il nonno, o con la mamma quando arriva papà, ecc.senza preferenze) poi quando un estraneo le parla, ora lei fa lo stesso: si dimena, comincia "mamma, mamma" come fosse diturbata e si agita tantissimo.
Non capiamo come dobbiamo comportarci e perché fa così. Lei va al nido da ormai 7 mesi, non ha avuto problemi particolari finora. Grazie
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Salve, i "no" che sua figlia continua a dire non sono paura, bensì l'inizio di una fase della vita del bambino in cui esso stesso inizia a crearsi la sua indipendenza.
Il consiglio che posso darvi è quello di cercare di non prenderla dal punto di vista personale e armarvi di tanta e, in questo caso, sana pazienza. Alcune proteste accordategliele. Altre, che arriveranno, dovrete stabilire tra voi genitori, quali siano importanti (e su queste dovrete essere fermi e decisi, la vostra parola è più importante) e quali lo siano meno (sulle quali potete chiudere un occhio).
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Paura della morte |
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Ho una ragazzina di 13 anni che tutte le sere o quasi piange perché ha paura di morire.
Come posso fare?
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Salve,
sarebbe importante sapere da quanto tempo sente questa angoscia e capire se corrisponde ad una particolare situazione che sua figlia ha vissuto (un episodio raccontatole, un film visto...).
C'è comunque da dire che l'età in cui si trova sua figlia è molto difficile da gestire, gli ormoni iniziano a farsi sentire con i conseguenti sbalzi emotivi che li accompagnano. Quello che le posso consigliare è di cercare di "viaggiare sull'onda" di queste emozioni, accogliendole (quindi chiedendole cosa ha fatto, se lei può aiutarla, che la morte non deve fare paura...) e comunque non invadendo troppo quegli spazi che via via sua figlia si andrà creando. All'inizio dell'adolescenza i ragazzi devono farsi spazio, dovranno "distruggere" le figure genitoriali per poterle ricreare, andare contro le regole per potersene fare altre... devono iniziare la "lotta", quindi, in questo clima di "distruzione" la paura della morte è piuttosto sana. L'importante è che i genitori non dimentichino mai di continuare a imporre regole, affinchè i ragazzi continuino a sentirsi protetti.
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Si rifiuta di mangiare |
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Ho una figlia di 4 anni e 4 mesi e tra meno di 2 settimane partorirò il secondo bimbo.
Mia figlia, è sempre stata un angelo, fin da subito regolare con le poppate pochissimi pianti/bizze, svezzamento regolare, mangia di tutto, dentini usciti senza lamenti, ha sempre dormito nel suo lettino e dai 2 anni nella sua camera. Al centro gioco e alla materna l'inserimento è riuscito molto bene, è una bimba gioiosa, dolce, solare e socievole.
Molto cauta coi giochi" pericolosi". Insomma, veramente nulla da ridire... fino a circa 3 settimane fà: adesso rifiuta il cibo, non mangia devvero nulla, non vuole stare con me, non mi parla e mi tratta male.
Io non lavoro e sono sempre stata con lei, non ho genitori e i suoceri non li ho vicini. Mio marito lavora molto e non c'è quasi mai. Sono una madre presente, ma non ossesiva e in effetti fino ad ora mi sembrava di aver fatto con lei molte cose giuste, visti i risultati. Ma ora sono in difficoltà!!! Ce l'ha con me per l'arrivo del fratellino? Devo forzarla a mangiare?? All'asilo continua ad andare volentieri, ma anche lì mangia meno (ma qualcosa mangia) non è una bimba robusta e vederla smagrire mi fa preoccupare molto (è solo 14kg). Considerato che poi partorirò tra poco.... cosa devo fare????
Cordiali saluti.
Monica 32 anni
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E' una fase in cui i bambini iniziano a diventare grandi e questo passaggio lo compiono anche attraverso la ribellione. Non credo che il bambino in pancia possa ancora crearle problemi (infondo non è ancora presente). Se ha potuto consultarsi con il pediatra e confermare che effettivamente non ci sono problemi legati a qualche malattia o virus credo che il problema si risolverà con il tempo. Non smetta di essere sicura di lei e di imporre quelle regole che fanno tanto bene ai bambini quando attraversano le varie fasi della vita, dal momento che su quelle potranno sempre contare .
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Socievole o no? |
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Salve dottoressa, sono la mamma di una bambina di tre anni: è molto calma come bambina apparte le bizze che fa per ogni cosa, ma penso che questo sia dovuto all'età.
Il suo problema è che non interagisce con gli altri, se andiamo ai giardini sta la maggior parte del tempo in collo a me.
In qualsiasi situazione dove ci sono più persone che non conosce fa molta fatica ad inserirsi ed ha un'atteggiamento scontroso anche con zii e nonni: non vuole salutarli urla e fa le bizze, non so più come comportarmi, spero di essere stata chiara, grazie per la risposta
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Sarebbe importante capire se si è sempre comportata così o se è solo una fase che sua figlia sta passando.
Le bizze e le proteste sono comportamenti tipici nei bambini piccoli, perché a volte non riescono a capire le miriadi di emozioni che si trovano a vivere. La cosa però fondamentale è che i genitori non accettino queste manifestazioni e le blocchino il prima possibile (per esempio abbracciando forte il bambino oppure ignorandolo oppure proibendoli qualcosa... non insista se non vuole salutare gli zii o i nonni, sia lei l'esempio e poi vada..).
Per quanto riguarda l'interazione con gli altri, sarebbe importante sapere se va alla materna e, se si, come si comporta. Provi comunque portandola allo scivolo o ad altri giochi dove i bambini possono correre e la sproni a farlo dicendole che lei la guarda o interagendo lei per prima con gli altri bambini. Sua figlia è comunque ancora molto piccola per capire se è o non è socievole, i bambini cambiano tantissimo ogni anno che passa.
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Padre nel week end |
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Buon giorno Dott.ssa.
Sono mamma di un bellissimo bambino di 5 anni. Da quando è nato la storia con suo padre è andata peggiorando, fino a che non ho preso la decisione di lasciare questo rapporto.
Premetto che non ho mai voluto far vivere a mio figlio situazioni spiacevoli, non ci ha mai visto litigare, urlare e insultarci: direi che ci sono riuscita.
Anche se è stato difficile, ho mantenuto un buon rapporto con suo padre. Ora ho un nuovo compagno, da circa 3 anni viviamo insieme ed il rapporto che si è instaurato è ottimo.
Come lei sà ci sono i "fine sett", quando tocca al padre il mio bimbo ci va volentieri, ma al suo ritorno devo assistere a scene di pianto.
Questo mi rattrista molto anche se devo dire che subito dopo, appena il padre esce di casa, il piccolo smette subito e la maggior parte delle volte gioca o guarda un cartone.
E' capitato, mentre era dal padre, che non voleva ritornare a casa e ho dovuto assecondare questo desiderio, non nego che ci sono rimasta malissimo, amo mio figlio farei qualsiasi cosa per lui.
Non so come mi devo comportare, se accettare questi comportamenti oppure no, sicuramente sto facendo del mio meglio. Ho affrontato tutta la separazione da sola, mi sono presa sempre cura io del mio bambino e ora vedo in molte occasioni che preferisce stare con il padre, in tutta franchezza non è molto gratificante per me. Se può darmi qualcheconsiglio su come mi devo comportare o come affrontare certe situazione, gliene sarei molto grata.
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato.
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Ci possono essere varie spiegazioni del comportamento di suo figlio, una di queste potrebbe essere quella che quando il padre sta con il bimbo nel fine settimana riesce ad interagire più di quanto lei faccia durante la settimana (durante la settimana va a scuola, lei lavora e lo vede meno...).
Oppure quella che le bizze non sono altro che un pretesto per far sentire in colpa il padre che se ne va via e che lo lascia (infondo, quando chiude la porta il bambino diventa subito tranquillo).
Qualunque spiegazione si possa dare credo che lei non debba assolutamente preoccuparsi: la scelta del bambino è indipendente dal bene che prova. Suo figlio si può premettere di fare queste scene anche perché si sente sicuro della sua presenza e di questo lei ne deve essere consapevole e soprattutto orgogliosa. Molto probabilmente questo atteggiamento è riferito più alla sofferenza per "l'abbandono "del padre che per lei...
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Comunicazione |
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Buongiorno, scrivo per sottoporre una difficoltà che ci si presenta spesso in concomitanza delle malattie o stati di malessere della nostra bambina di 9 anni che in quelle occasioni tende a chiudersi in se stessa rifiutandosi di alimentarsi e di dialogare in alcun modo.
Tale comportamento va peggiorando ultimamente con malesseri mattutini prima di recarsi a scuola e di fare la prima colazione, che fare? Può dipendere da un nostro comportamento? grazie
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Credo sia opportuno innanzi tutto verificare che non ci siano situazioni stressanti a scuola, dal momento che lei mi scrive che sua figlia manifesta malesseri mattutini prima di recarvisi.
Cercate di parlare con la maestra, se anche lei avesse potuto osservare cambiamenti nella bambina e in quale periodo, per poter confrontare le due tempistiche. Una volta verificato che non ci siano particolari problematiche, quando la bambina non vuole dialogare, provate a non chiederle niente, tentate di farla parlare raccontando episodi accaduti a voi( anche inventando l'episodio-"...ma lo sai cosa mi successe quando ero piccola? stavo così male che non volevo mangiare niente, perché a scuola un bambino....poi, quando tornai a casa trovai un libro e l'abbraccio della mia mamma....") , senza farle troppe domande, ma cerando di condurla nel discorso vostro, di farla sentire accolta e coccolata.
Non so quale sia esattamente il vostro atteggiamento quando la bambina si sente male, so solo che ogni bambino è fatto a modo suo e può essere che la malattia metta sua figlia di malo umore e che questo la porti a chiudersi in se stessa. L'importante è cercare di non pressarla, ma farla sentire libera di esprimere le sue emozioni ( se pur negative), non insistete a farla mangiare, prima o poi avrà fame.
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Il ciuccio non c'è più... |
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Mia figlia ha 2 anni e mezzo, le ho tolto il ciuccio da circa un mesetto e sta reagendo in un modo a mio parere esagerato: è molto nervosa, si sveglia in piena notte gridando e sbattendo la testa dove le capita, cosa che fa anche di giorno se non facciamo tutto quello che vuole lei.
Sono molto preoccupata e vorrei sapere se è normale questo comportamento, se è davvero la mancanza del ciuccio,o se è un atteggiamendo dovuto a qualche altro motivo.
Grazie
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Se ci sono altri motivi non posso saperlo, ma la frase "se non facciamo tutto quello che vuole lei" non debba esserci.
I genitori devono essere genitori e se lei non fa quello che voi volete, dovete proibirle qualcosa (niente gioco, niente TV, niente gelato...). Inoltre provate ad abbracciarla e a coccolarla quando le prendano le bizze, spesso è una richiesta di attenzione, ha bisogno di "sentirvi". All'età di sua figlia iniziano le bizze e i capricci, quindi cercate di educarla adesso e non transigete su quello a cui dite no e... tanta pazienza!!!
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Rimprovero a scuola |
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Salve, sono la mamma di una bambina di 3 anni che frequenta la scuola materna.
Ha iniziato ad aprile 2011 con mezza giornata e da settembre fa orario pieno dalle 9 alle 4.
E' andata sempre volentieri e contenta fino a due settimane fa quando ricevo la chiamata dell'insegnante che mi dice di andare a prendere la bambina perché piange a dirotto.
Vado a prenderla e ha continuato a piangere anche a casa fino a quando si è aperta e mi ha detto che l'insegnante di religione, che tra l'altro vede una volta a settimana, le ha urlato. Di solito lei mi dice che le altre 2 insegnanti giornaliere la rimproverano, ma non mi ha mai detto che urlano e non ha mai avuto una reazione del genere ai loro rimproveri.
Adesso piange tutte le mattine appena arriviamo e a casa mi dice che ha paura di questa insegnante. Io ho parlato con la maestra che dice di non essere il tipo che urla e quindi non è possibile, io non le credo perché parlando con altre mamme dicono che i loro figli hanno menzionato il fatto che questa insegnante urla. Adesso non so come mi devo comportare perché mia figlia è terrorizzata e loro continuano a dire che è una reazione della bambina.
Come faccio a farle riacquistare la sicurezza che aveva prima di tutto questo? Grazie in anticipo per la cortese attenzione.
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Se confrontandosi anche con le altre mamme ha potuto constatare che quello che dice sua figlia ha un fondo di verità , credo sia opportuno farlo presente nuovamente alle maestre e di cancellarla dalla lezione di religione. Una volta che sua figlia riacquisterà la fiducia nell'ambiente (dal momento che non vedrà più quella di religione), credo che col tempo i suoi pianti si mitigheranno. Una volta cancellata da religione, cerchi di non dar più peso alla situazione e si faccia sentire tranquilla e fiduciosa delle mani in cui la lascia, altrimenti la bambina percepisce la sua incertezza e la potrebbe vivere come paura che anche lei ha di lasciarla.
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Comportamenti |
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Buongiorno, le scrivo per chiederle come mai il mio bambino di 18 mesi molte volte si abbassa i pantaloni alle ginocchia e non vuole rialzarli.
Ho provato a portarlo in bagno ma non fa la pipì. Mi può rispondere lei?
Grazie Federica
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I bambini scoprono cose anche attraverso le proprie azioni e questo produce in loro delle sensazioni piacevoli. Credo quindi che l'atteggiamento di suo figlio sia solo la riproduzione di un'esperienza appresa, anche perché per l'età che ha, è ancora presto pensare che possa già avere un controllo degli sfinteri e saper gestire il bisogno di pupù/pipì.
Gli faccia capire che non deve farlo perché è freddo, ma non ci dia troppo peso.
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Differenza d'età e litigi tra sorelle |
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Salve, ho due figlie la prima di 12 anni e la seconda di 4.
Il loro problema è che non vanno per niente daccordo e quando giocano non durano neanche cinque minuti che subito cominciano a bisticciare.
Cosa dovrei fare per spiegare loro che sono sorelle e non devono litigare sempre? Io e anche il loro papà dobbiamo lavorare e abbiamo bisogno di qualche aiutino dalla maggiore, un'oretta che guardi la più piccola fino che prepariamo la cena chiediamo troppo?
grazie
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Penso che le liti tra sorelle sia un evento condiviso da molti e spesso le soluzioni si verificano quando arriva l'età della maturità.
Quello che posso consigliarvi è di cercare di non responsabilizzare troppo la grande, anche perché ancora non è poi così grande. Inoltre per l'età che ha, le stanno arrivando gli egoismi dell'inizio adolescenziale. Molto probabilmente la maggiore all'età di 8 anni si è vista arrivare la sorella minore, soppiantandole ogni tipologia di rapporto con i genitori, questo ha portato al rifiuto di crescere come sorella maggiore. Provate a crearvi degli spazi solo con lei... lasciate la piccola a qualcuno e portate la maggiore fuori... insieme ad entrambi i genitori o singolarmente, dividendovi le bimbe. Provate a far sentire che lei è grande e così, magari, inizierà a comportarsi come tale senza che voi però glielo chiediate.
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Movimenti che sfuggono alla volontà |
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Buongiorno vorrei sapere come affrontare un tic che da qualche settimana affligge mio figlio (6 anni) il quale si tocca continuamente la fronte come a scostare i capelli (che gli abbiamo tagliato a zero perché pensavamo gli dessero fastidio) e il naso come se prudesse. Il gesto si manifesta, eccetto quando dorme, in tutti i momenti della giornata e sembra non collegato a situazioni di stress.
Grazie anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicarmi
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Credo sia troppo presto ancora per parlare di tic, perché generalmente, questi si associano a contrazioni muscolari spesso involontarie!
Può essere che suo figlio abbia avuto fastidio nel tenere il ciuffo lungo sulla fronte e abbia preso quindi il vizio di toglierselo e questo gli è rimasto? Per quello che lei mi descrive, questi atti non sono associati a particolari momenti stressanti. Penso quindi, non sia opportuno dargli peso cercando di sminuire il fatto prima che questo poi, possa diventare per il bambino un gesto dal significato per lui incomprensibile.
Aggiungo però che se l'azione di toccarsi la fronte o il naso (se non associato ad un raffreddore) dovessero procurare visibili arrossamenti o fastidi, a quel punto sarà opportuno consultare il vostro pediatra o uno specialista.
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La risposta all'aggressività |
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Sono la mamma di una bambina dell'età di 6 anni, molto aperta e spigliata, allegra e generosa, con un profilo intellettuale molto sviluppato per la sua età, e poco attratta dai giochi che coinvolgono molto la fisicità.
Non ha problemi relazionali. Tuttavia mi preoccupa molto il fatto di constatare che quando interagisce con altri bambini, quando questi assumono nei suoi confronti comportamenmti aggressivi e scorretti, non è minimamamente capace di reagire, o meglio la sua unica reazione è un pianto inconsolabile.
E' una cosa che come mamma mi fa molta rabbia, in quanto mi piacerebbe che lei imparasse a farsi rispettare dai suoi coetanei. Ho provato a spiegarle l'importanza di questa cosa, anche per la vita da adulta, abbiamo fatto le scenette in cui io ero il cattivo al quale lei doveva opporre resistenza, ma il massimo che ha fatto è stato dire, solo col pensiero, ad un altro bambino, che le stava dando noia.
Avete qualche suggerimento da darmi per la gestione di questo problema?
Vi ringrazio anticipatamente dei vs consigli...
cordiali saluti Mariangela
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Salve,
da quello che mi descrive, sua figlia non ha particolari problemi relazionali nè di altro tipo, credo quindi che, se il pianto non è contestualizzato ad un particolare periodo che la bambina sta vivendo (ma è la sua tipica reazione ad una prepotenza), lei dovrebbe continuare a spronarla a reagire e a farsi intendere.
Provi anche ad iscriverla ad uno sport dove la bambina possa riuscire a prendere una maggiore sicurezza e consapevolezza del suo corpo (dal momento che lei mi scrive che è poco attratta da giochi che coinvolgono molta fisicità).
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Punizioni verbali |
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Gent.ma Dottoressa, sono una mamma di 32 anni, ho due bambini meravigliosi e sani,
la grande Maria è stata sempre una bambina con un carattere forte, da quando è nato il fratellino è diventata un pò ribelle, non ubbidisce, se le viene chiesto di fare qualcosa tipo andare a riporre il pigiamino nel cassetto in camera sua, sbruffa e si lamenta, e se lo fa, lo fa con leggerezza, senza ordine. Lei ha 4 anni ma sembra piu grande, a volte riesce a fare discorsi da grande. Vuole molto bene al suo fratellino, lo protegge, lo difende e lo consola quando sta male o piange perchè io l'ho rimproverato.
Solo che non capisco perché è cambiata tanto. Devo dire che prima della nascita del fratelllino noi eravamo praticamente sempre insieme, lei voleva solo la mamma, io le ripeto sempre che io amo tutti e due e che lei resterà sempre la mia principessa. Da qualche tempo sono molto stressata ed a volte non riesco a gestire le situazioni, cosi mi metto ad urlare e per punirla le dico che la mando in colleggio per un paio di giorni, che nel colleggio si va a dormire da soli, senza guardare la tv, senza il bacino della mamma etc...
Stamane ho fatto la stessa cosa, arrivati alla scuola materna la bambina è scoppiata in un pianto pregandomi di non mandarla in colleggio, che le lo sa di essere monella, ma mi vuole bene e non vuole stare lontano da me. Ora io mi sento davvero in colpa anche perché lavoro tutto il giorno ed io miei figli li vedo praticamente solo la mattina e la sera al rientro.
Vorrei sapere se quasto tipo di minaccie verbali possono danneggiare la sicurezza di mia figlia, non voglio che si senta insicura per causa mia.
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Credo sia difficile lavorare tutto il giorno e poi tornare a casa e dover gestire bizze che all'età di sua figlia posso essere normali. Penso però che le minacce siano un po' troppo eccessive, anche perché richiamano nella testa della bambina un abbandono che lei già ha sentito alla nascita del fratello.
Quello che posso consigliarle è di provare ad abbracciare sua figlia nel momento esatto in cui sente di non saperla gestire, o di "spezzare"il momento con un solletico o un sorriso o una carezza. Quello che le consiglio è di provare a cambiare il suo stato d'animo con un "sorriso", so che è difficile ma se ci riesce, qualcosa cambierà.
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Bimba e il suo papà |
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Salve, vorrei sapere come mi devo comportare con mia figlia di 5 anni, visto che quando c'è mio marito a casa non gli dà respiro?
Vuole stare a giocare occupando tutto il tempo del dopo cena togliendoci il nostro rapporto di coppia. Questo rapporto opprimente ce l'ha anche con mia cognata che sta dietro casa nostra.
Come posso fare?
Grazie, Silvia.
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Credo che una bambina di 5 anni debba andare a letto già alle 21, massimo 21:30 e con ciò recupererebbe un po' di dopocena con suo marito.
Inoltre penso che sia importante insegnare a sua figlia a giocare un po da sola. Quando rientra il padre da lavoro, suo marito dovrebbe inizialmente giocare e dare attenzione alla bambina creando in lei la sicurezza di un rapporto che le è mancato durante il giorno, dopo di che, insegnarle a giocare con giochi anche autonomamente.
Provi anche a farla addormentare a lui affinché si crei un intimità che soddisfi l'esigenza di sua figlia.
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Umiliazioni a scuola |
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Gentile Dottoressa, le scrive la mamma di un bambino di 7 anni per un episodio verificatosi mercoledi' scorso.
La maestra chiede a mio figlio se la Domenica si và a scuola, mio figlio risponde di si, in seguito la maestra lo prende e lo porta in un'altra classe facendo fare la stessa domanda ed i bambini giustamente rispondono che la Domenica non si và a scuola.
Mio figlio è tornato da scuola quel giorno con una rabbia mai vista prima e dopo tanti perché sul suo atteggiamento è uscita fuori questa storia.
Premetto che mi sono informata su come erano andate le cose ed era tutto vero. La maestra mi ha mandata a chiamare. Ora vorrei chiederle consiglio su come comportarmi da parte mia non trovo giustificazioni di nessun genere al gesto che ha compiuto nei riguardi di mio figlio.
La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
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Sarebbe importante sapere cosa le ha detto la maestra quando l'ha mandata a chiamare, come si è giustificata o come le ha raccontato il fatto.
Credo che l'atteggiamento di quest'ultima non sia corretto e alquanto anomalo. La rabbia di suo figlio è giustificata e credo che sia importante che lei si faccia sentire accogliente e comprensiva nei suoi confronti, cercando però di non influenzare un immagine negativa della maestra. Cerchi al più presto un colloquio con la maestra facendosi sentire profondamente contrariata rispetto all'atteggiamento avuto con suo figlio e le faccia capire che non dovrà più succedere. Dovessero ripetersi episodi analoghi le consiglierei di andare direttamente a parlarne con il preside della scuola, segnalando l'accaduto.
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Separazione |
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Cara Dott.ssa,
mi chiamo Emanuela ho 30 anni, sono la mamma di uno splendido bambino di 2 anni e mezzo.
Il mio compagno non è più felice della nostra vita insieme, (era troppo bello questo amore nato sui banchi di scuola e durato 12 anni!), forse non mi ama abbastanza, forse non era pronto a crearsi una famiglia, io lo amo ancora e per il bene della famiglia ho sopportato molti suoi comportamenti che ritenevo e ritengo sbagliati.
Per esempio: la sera (io lavoro 8 ore al giorno: al mattino porto mio figlio al nido, lo prendo alle 12:00 e lo porto da mia madre che sta a 20 Km da dove vivo e lavoro, la sera lo vado a prendere e andiamo a casa dal papà), io sarei felicissima di vedere mio figlio (che poverino essendo così "sballottato" alla sera di solito è un pò capriccioso) ma il papà non ha pazienza, si arrabbia e pretende che un bambino di 2 anni stia con lui sul divano fermo a guardare la TV. Ma non è così!
Io cerco di giocare con il mio piccolo il più che posso e corro come una matta per sbrigare le faccende domestiche. Sono vissuta in una famiglia molto unita dove le difficoltà sono sempre state affrontate insieme, per me la famiglia è un valore sacro, adesso mi crolla un mondo. Ero consapevole delle difficoltà della nostra coppia ma ho sempre sperato che il mio compagno riuscisse a trovare la sua ragione di vita in suo figlio e in me. Ma non è così ed ho paura che non lo sarà mai. Lui mi ha detto che non mi ama abbastanza per pensare di vivere una vita intera con me. Con la "morte" nel cuore ho preso atto di questo e la mia dignità di donna non è in grado di sopportare anche questo. Non voglio litigare con il mio compagno, e per questo anche lui è collaborativo, l'unica cosa è che siamo io e mio figlio a dover andare via di casa (questa è una cosa che mi rende più triste ancora perchè io ho scelto i mobili, io lì ho la mia cucina dove adoro preparare da mangiare per loro ecc..., ma la casa è di proprietà della famiglia di lui, potrei andare intanto dai miei genitori che mio figlio adora! Io sono adulta e supererò il dolore.
Io sono una MADRE e voglio il bene di mio figlio, come posso abituarlo alla separazione, cosa devo dirgli per farmi capire da lui, voglio che il padre resti il suo punto di riferimento come me, cosa devo dire e fare affinchè accetti che la nostra casa sarà d'ora in poi quella dei nonni? Ho provato a dirglielo e lui ha fatto finta di niente, non mi ha risposto ed io non ho insistito perchè non sapevo se era una domanda giusta. Quali sono le cose da evitare di dire e fare? grazie e saluti
Emanuela
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Salve,
suo figlio riuscirà ad adattarsi perfettamente al cambiamento, sento in lei un forza speciale che sono sicura riuscirà a passare al suo bambino che è ancora molto piccolo. Quando succedono storie come le sue la cosa importante è saper gestire i sentimenti anche di delusione che si prova per una "famiglia mancata".
Ci saranno momenti difficili ma se guarderà suo figlio negli occhi con la stessa energia con cui compie ogni atto di ogni giorno della sua vita, che lei stessa mi descrive, tutto andrà per il meglio.
Auguri
Antonella B.
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Capricci con i nonni |
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Buongiorno sono la mamma di una bimba di due anni,
volevo chiederle un consiglio sul comportamento che da due mesi la mia bambina tiene con i nonni.
Io e mio marito lavoriamo e la mattina (da quando è nata) la tiene mia mamma mentre il pomeriggio sta con i miei suoceri. Con loro gioca è serena ed ubbidiente ma quando le chiedono di uscire per andare a fare una passeggiata iniziano i capricci, non si vuole far cambiare, nè vestire: urla e piange se solo provano ad insistere per invogliarla.
Alla fine stremati rinunciano e rimangono in casa.
Con mio marito e con me invece esce e si fa cambiare tutta felice ed eccitata, mi fa star male questa situazione perché secondo me ce lo fa per ripicca nei confronti di noi genitori ma non capisco il motivo; non c'è stato nessun cambiamento apparte che ora dorme nella sua cameretta da sola, e comunque dorme serena e non ci cerca durante la notte.
Le abbiamo spiegato che dobbiamo lavorare e appena abbiamo un minuto lo passiamo sempre con lei...non so come risolvere questo problema perché anche i nonni sono molto avviliti...
grazie e un saluto
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Salve, credo che la bambina si comporti così solo per il fatto che le piace stare con i nonni, molto probabilmente perché giocano molto insieme!!
Suo figlia ha capito la strategia per rimanere in casa dal momento che dopo una serie di capricci, i nonni cedono alle pretese della nipote.
Se con voi esce volentieri, dorme tranquilla senza cercarvi la notte non sussiste nessun problema: è solo che l'atteggiamento dei nonni nei confronti della piccola è diverso da quello che voi avete con lei e di conseguenza lei agisce diversamente.
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Poca autostima |
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Buongiorno, la mia bambina ha poca autostima di sè.
Vorrei poterla aiutare mi può indicare come?
Le faccio solo un'esempio: stamattina, una mattina come le altre, l'ho portata all'asilo e c'era un gruppo di bambini (tra cui il suo migliore amichetto, che giocavano) vedevo che lei sarebbe voluta andare ma per paura di un rifiuto (credo io) ha preferito dirmi che voleva stare da sola a disegnare.
Secondo Lei devo fare qualcosa?Grazie infinte
Valentina
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Salve,
credo che non debba preoccuparsi, spesso i bambini reagiscano in differenti modi rispetto ad una situazione, molto probabilmente in quel momento sua figlia ha preferito far così.
A volte però succede che proiettiamo sui figli le nostre paure o le nostre frustrazioni vissute e di questo dobbiamo stare attenti e analizzare la situazione prima ancora di far passare queste emozioni ai figli. Spesso i bambini sanno cosa è meglio per loro, anche evitare un amico perchè in quel momento preferiscono così.
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HELP... Capricci |
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Ho una bimba di quasi 2 anni e mezzo, da sempre molto vivace attiva, intraprendente socievole, fin troppo loquace.
Per contro, da sempre ha il vizio di ciucciarsi il dito, e ora, soprattutto quando ha sonno si tocca sempre anche la sua tettina! Da qualche mese,crescendo, tende ad imporre molto il suo carattere,opponendosi spesso a molte cose che lei non ha voglia di fare, tipo vestirsi, lavarsi... con eccessi di rabbia e pianti che non sa gestire sopratutto in concomitanza con il sonno.
Tra l'altro non andrebbe mai a letto, giocherebbe sempre! Mangia senza problemi, dorme regolarmente muovendosi parecchio. Adesso sta diventando veramente difficile gestirla e darle delle regole, non vorrei sbagliare atteggiamento, ma so che non è giusto per noi ma sopratutto per lei, esserne in balia!
Quale consiglio mi può dare?!
Scusi se mi sono dilungata, ma volevo fare un quadro abbastanza dettagliato.
Grazie Elisa
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Salve,
il consiglio che posso darle è quello di essere molto più ferma e decisa sulle regole. Stabilisca l'ora di andare a letto, magari la associ ad un gioco, ("adesso è quasi l'ora di andare a letto, mettiti a giocare a ...." o "mettiamoci a giocare a...") o ad un cartone, ma soprattutto, non transiga.
Quando deve vestirsi o lavarsi, non ceda ai suoi capricci, provi a metterla sul gioco, se non va bene, provi a raccontarle una favola dove una bambina capricciosa faceva le bizze e si è ritrovata ...inventi...(in cima ad un monte pieno di neve dove c'era....) , cerchi di non far condurre a lei la situazione.
I capricci sono una fase molto difficile per i genitori perché i bambini hanno la capacità di far perdere la pazienza, ma la cosa importante è essere irremovibili su quello che voi genitori stabilite. Per quanto riguarda il vizio di ciucciarsi il dito, penso che sia importante che le venga fatto capire che non va bene ogni volta che ripropone l'evento, magari premiandola se non lo fa per tutto il giorno!
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Bambino difficile |
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Buonasera, avrei bisogno del Suo aiuto. Nostro figlio, arrivato da 8 mesi con adozione internazionale, ha 6 anni ed è molto vivace. Questo non ci spaventa più di tanto.
Il problema è che ad ogni nostro rifiuto su qualcosa che vuole fare o vorrebbe avere, fa subito un dispetto. Non gli faccio fare una cosa (che non può fare per vari motivi) e mi prende una cosa e me la butta, oppure mi rovescia qualcosa per terra oppure mi rompe un oggetto.
Qual'è il modo più adatto per affrontarlo? Ignorarlo, metterlo in punizione, sgridarlo. Sinceramente non riesco ad avere alcun risultato positivo.
Grazie mille. Cordiali saluti, Moni
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Credo che la cosa migliore sia comunque continuare a brontolarlo, cercare di spiegargli il perché viene brontolato e quando reagisce buttando gli oggetti, provare a prenderlo tra le braccia e fargli capire che non è lui che non va bene, ma il suo atteggiamento in quel preciso momento.
Se continua a comportarsi così, penso che sia importante l'intervento di una punizione, tipo quella di mettersi seduto per 10 minuti a riflettere. Evitare di arrabbiarsi sarebbe come concedergli la strada per fare tutto quello che vuole. I limiti imposti (le regole stabilite da entrambi i coniugi) riescono a infondere sicurezza al bambino, a fargli vivere quell'ambiente che ora gli sembra tanto ostile, ma che un giorno gli sarà caro.
E' fondamentale che vostro figlio si senta protetto, ed è anche attraverso le regole da rispettare che riuscirete ad ottenere la sua sicurezza.
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Gioca, ma alza le mani! |
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Salve, vorrei un consiglio. Mia figlia undicenne alza le mani, non so se per scherzo o per voglia di affermazione con i compagni di classe.
Ha cambiato scuola: la scuola media, unita alla fase preadolescenziale, mi rendo conto che determina dei cambiamenti.
Cosa posso fare? Devo parlare con lei? Come affrontare la situazione? Grazie
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E' importante capire il motivo perché lo fa, cioè come lei vive questi eventi. Lo fanno anche le altre compagne di classe? Lo fa per imitare i maschi con cui riesce ad entrare, magari, meno in contatto?
Oppure sta manifestando un disagio di adattamento?
Bisogna principalmente capire il motivo e credo che l'unica strada da seguire sia quella di parlare con sua figlia. Si prenda un giorno e lo renda speciale facendole fare una cosa che non fa spesso con lei, anche andare a fare un giro in centro, o magari un cappuccino con orzo ad un bar rinomato, cerchi di entrare in contatto con lei e soprattutto la ascolti.
Non faccia domande troppo dirette, magari quello stesso giorno non riuscirà a scoprire niente, ma non demorda e riprovi dopo qualche tempo. L'entrata nell'adolescenza, le scuole medie, sono comunque grandi passi della nostra storia personale e il genitore deve esserci e accompagnare il ragazzo in questo percorso così "diverso"da tutto quello che ha vissuto fino ad ora.
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Ormai sei grande per il ciuccio |
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Buongiorno,
sono mamma di Leonardo che fra qualche mese compie 4 anni: usa ancora il ciuccio quando dorme o se si deve rilassare, io e mio marito gli abbiamo spiegato che sarebbe arrivato il momento di regalarlo ad un altro bambino più piccolo,o di gettarlo nel mare, ma non c'è verso inizia a piangere e dire che è suo.
Come facciamo per convincerlo a toglierlo senza drammi? Pensa che sia già troppo tardi? La ringrazio e la saluto
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Salve,
credo che non ci sia altra soluzione che sostenere il pianto e il rifiuto di suo figlio.
Non esiste un modo "indolore" rispetto alla "perdita" del vizio! Quello che è assolutamente importante è la decisione da parte di entrambi i genitori, di farlo.
Una volta stabilito quando (vi consiglierei nel giorno in cui sapete di poter dedicare più tempo al bambino, per es. sabato e domenica che non lavorate...), senza indugi e senza rimpianti, toglierglielo. Spiegategli la realtà, spiegategli che tenere il ciuccio comporta avere i denti come un coniglio, che dopo non riuscirebbe più a mangiare neppure il gelato o la cioccolata perchè i denti gli darebbero fastidio... insomma parlategli della verità con un linguaggio che gli possa arrivare. Dopo di ché, toglieteglielo. Non abbiate timore che con il tempo lo sostituirà, magari con un giocattolo o magari con niente... l'importante è la vostra inderogabile decisione nel farlo!
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La maestra lo umilia |
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Mio figlio viene trattato male da una delle maestre: ha 7 anni, la maestra lo schernisce, lo umilia...
Ho parlato già con l'altra maestra la quale mi riferisce che si era accorta di cose strane in classe e del cambiamento di umore di mio figlio, mi ha consigliato di parlare con la vicepreside: già fatto.
Quest'ultima mi ha detto che cercheranno di attutire questi atteggiamenti della maestra ma sinceramente non credo che ci riusciranno, sono molto preoccupata...
grazie
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salve,
trovo molto strano l'atteggiamento di questa maestra, credo che lei si sia già mossa nella direzione giusta. L'altra maestra che cose strane ha potuto vedere? com'è intervenuta nell'eventuale difesa del bambino? Si informi inoltre, se ci riesce, provi a parlare direttamente con l'insegnante, non aggredendola, ma cercando di capire quale tipologia di atteggiamento adottato da suo figlio, scatena in lei una reazione così poco adatta al ruolo che riveste.
Se quest'ultima non riesce a dire niente, chieda la collaborazione dell'altra maestra.
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Sembra non rilassarsi mai |
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Ho un figlio di 10 anni intelligente e carino ma ha problemi comportamentali nella scuola.
Le maestre si lamentano di lui dicendo che disturba, sbuffa quando lo chiamano. E' molto disttrato, e quando guarda la tv si tocca dapertutto dice che sente che il vestito si appicica a lui, si morsica le unghie... Sono molto preocupata no so cosa fare. Inoltre ho problemi di comunicazione con mio marito litighiamo, lui urla troppo.
Che devo fare? Grazie per suo consiglio.
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Salve,
credo che l'irrequietezza di suo figlio, la sua incapacità di trovare pace e di non sapersi rilassare neppur davanti alla tv, siano dovute ai litigi che il bambino è costretto a vivere o a percepire tra voi genitori.
Suo figlio si sente combattuto tra due fuochi, sente che il suo cuore, diviso tra mamma e babbo, sta combattendo una grossa battaglia e lui stesso non riesce a trovar pace!
Credo che la soluzione sia un chiarimento (anzi è essenziale), tra voi adulti, quello che volete fare e come lo volete risolvere, perché anche se voi non litigate davanti al bambino, la tensione che c'è viene comunque percepita come incontrollabile e spesso come senso di colpa.
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Paura dell'abbandono |
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Salve, sono il papa' di Nello, un bambino di quasi otto anni.
Sta frequentando il catechismo, ogni volta che deve andare al corso, piange, perché ha paura che noi genitori lo abbandoniamo.
Vorrei sapere, come mi devo comportare e che devo fare. Grazie tanto.
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Vorrei sapere se quest'atteggiamento lo manifesta anche a scuola, perché se non è così, credo che la questione sia principalmente da riferirsi al catechismo.
Forse non si trova bene, non gli piace o altri motivi da indagare con il catechista (chiedetegli come si comporta, se dopo che andate via è tranquillo oppure continua a manifestare disagio) o forse, semplicemente, dopo essere stato tante ore a scuola non ha voglia di separarsi altro tempo dallo stare con voi.
Il consiglio che posso darvi è quello di rassicurarlo del vostro "non " abbandono e quando lo andate a prendere accoglietelo con abbracci o baci, fategli sentire che quella paura che lui sente, non è assolutamente vera.
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Gelosia per la mamma? |
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Salve,
sono un papà di una bambina di 4 anni, le scrivo perché da qualche anno la mia piccola dimostra nei miei confronti una certa sofferenza nel dimostrarmi affetto.
La mia presenza è per lei relativa e a volte anche fastidiosa. Premetto che è morbosamente legata alla mamma. Le chiedo, visto che mia moglie è in attesa, cosa succederà e come posso intervenire per entrare a far parte del suo mondo?
Grazie.
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Salve,
la gelosia per la mamma è un evento assai comune, questo avviene soprattutto quando la bambina è figlia unica ed è abituata a stare con la madre.
L'arrivo del fratellino (o sorellina) sarà probabilmente un evento da dover affrontare da parte di entrambi i genitori. Dovrete non farle mancare quei momenti di "coccole" quotidiane alle quali è abituata, dovrete ritagliare momenti "speciali" solo per lei, inoltre abbracciare assieme a lei la nuova sorellina e farvi aiutare a gestire le piccole cose quotidiane (cambio pannolone, cambio vestiti... più avanti girare la pappa... ecc).
Per quanto riguarda il rapporto che lei ha con sua figlia, quello che posso consigliarle è di riuscire a interagirci di più, quando torna da lavoro, manifesti la sua voglia di stare con lei a giocare (anche solo per 10 minuti.. ),
guardare il TG seduta sulle sue ginocchia o raccontarle quello che ha fatto nella giornata (con parole semplici) per farla entrare in contatto anche nel suo mondo, che magari conosce meno!
Non manchi mai di stare con la bambina anche dopo un eventuale suo rifiuto che, capisco, può essere molto scoraggiante, ma è comunque una manifestazione di sentimenti che le sta dando... provi a giocarci sopra (facendo il finto permaloso e rincorrendola per prenderla e ottenere un bacio da lei... ) non abbandoni mai il"campo"!!!
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Compagni di scuola, amici per giocare |
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Vivo in un piccolo paesino dove i bimbi sono proprio pochi.
Qui da noi giocano tutti insieme grandi e piccoli. Ho deciso di iscrivere mio figlio alle elementari in una scuola a 10 km da casa nostra perché ho pensato fosse importante per lui avere compagni e amici coetanei. Portarlo è un sacrificio ed una spesa, se andasse a scuola qui ci sarebbe il pulmino, ma è una cosa che faccio volentieri se è per il suo bene.
Ma qual'è per lui la cosa migliore?
Temo che frequentando i compagni solo a scuola non diventi alla fine un loro amico, ma che rimanga un compagno di classe non invitato a compleanni, feste... ed ho paura che non andando a scuola qui non si inserisca appieno neppure nel nostro paese.
Domenica ad esempio sindaco,prete e alunni celebrano una festa in onore dei caduti e lui non parteciperà. Non so se tenerlo a scuola dove sta andando o spostarlo qui. |
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Salve,
purtroppo nella vita non sapremo mai qual'è la cosa migliore.
La capacità di suo figlio di interagire con i suoi compagni è indipendente da dove sia. Il bambino è pieno di risorse per noi impensabili e ogni giorno ci stupisce con i suoi altalenanti cambiamenti. Se comunque il bambino (anche domandando alle maestre) trova tranquillità nella scuola in cui è già stato inserito, credo sia importante che lei continui a farlo interagire, anche fuori scuola, con i suoi compagni (si fermi a un giardino vicino, faccia amicizia con le altre mamme e invitate i rispettivi figli a casa propria, trovate una ludoteca vicino o fissateci per il sabato e la domenica... ).
Poi quando crescerà sarà tutto molto più semplice. Per quanto riguarda i bambini del paese, fate lo stesso, cercate di ritrovarvi dove loro stanno, provate a far amicizia con le madri, lei sicuramente è un buon canale di comunicazione!
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Rivoglio il mio ciuccio! |
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Salve,
siamo i genitori di Matteo che ha 27 mesi, da un mese circa gli abbiamo tolto il ciuccio in modo diretto con l'occasione che era andato giù dal balcone e il cane l'aveva mangiato. Ma come effetto collaterale dopo il secondo giorno di tranquillità Matteo ha iniziato ad essere più nervoso e agitato, durante il giorno non riesce a riposare tranquillo e la notte si sveglia piangendo come se avesse fatto un cattivo sogno.
Io e mia moglie stiamo pensando di ridargli il ciuccio ma siamo dubbiosi. Facciamo bene o male?
Grazie per i consigli.
Saluti.
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Credo sia fondamentale non restituirgli il ciuccio, altrimenti capirebbe che le sue "bizze" sono necessarie per ottenere qualcosa.
Provate a dargli un gioco quando va a dormire. Mettetelo a letto raccontandogli favole semplici, dove non ci siano figure minacciose (il lupo di Cappuccetto rosso, o la strega di Biancaneve... ). Il bambino deve imparare a trovare un'altra alternativa alla consolazione che aveva con il ciuccio, sicuramente grazie ai vostri suggerimenti (bambolotti, favole... ) e alla capacità che ciascun bambino ha di adattarsi a tutto, vostro figlio riuscirà a passare anche questa difficoltà!
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"Perdere" un'amicizia |
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Buongiorno Dott.ssa,
le scrivo per mia figlia Alice di 7 anni che frequenta la seconda elementare. Fin dall’asilo aveva un’amica del cuore, poi in prima elementare la sua amica del cuore si è legata molto ad un’altra bambina ed ora considera Alice solo quando ha bisogno o le fa comodo.
Alice è una bambina sensibile, ha molte altre amiche che la cercano e che giocano volentieri con lei, ma non riesce a togliersi dalla testa la sua ex amica del cuore, la cerca continuamente, controlla cosa fa con l’altra bambina e purtroppo spesso viene a casa da scuola piangendo perché durante la giornata non è stata considerata.
Cosa posso fare per aiutarla a superare questa crisi.
Grazie molte.
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Salve,
purtroppo fin da piccoli siamo sottoposti alle frustrazioni della vita ed è giusto che succedano perché ci aiutano a crescere e a diventare grandi.
Quello che le posso consigliare è di far notare a sua figlia che altre amiche la cercano, quando torna da scuola le chieda come è andata con le altre bambine (le nomini), se ci ha giocato e cosa ha fatto e provi a invitarne una a casa, ( la faccia scegliere a lei o decida lei se non dice niente), le dia la possibilità di conoscere anche altre persone al di fuori della sua ex amica, così capirà che queste non sono poi tanto male!
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Atteggiamenti scorretti del papà |
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Buongiorno gentile dottoressa,
Sono la mamma di una bimba di 5 anni purtroppo da quando sono sposata con mio marito non siamo mai andati d'accordo. Nostra figlia ne ha sempre risentito poiché è vissuta sin dalla nascita in un ambiente dove non è mai regnato amore o affetto tra me e mio marito, ma è stato tutto riversato solo su di lei!
Credo che per questo principale motivo, la bambina non ha mai mangiato tanto, anzi... quasi nulla ed ha dormito sempre con noi.
Mio marito si è talmente attaccato a lei da essere quasi ossessivo. Sminuisce inoltre il mio ruolo di madre e la mia autorevolezza nei confronti di mia figlia, che da sempre ha mostrato verso di me aggressività e mancanza di rispetto, comportamento sempre giustificato e alimentato da mio marito e mia suocera molto presente nella nostra vita!
Mio marito ha voluto che dormisse sempre con noi, mi telefona spesso per sapere quello che fa, sindaca su cosa mangia quando sta con me e su come la vesto. Davanti a lei mi rimprovera se io rimprovero lei per qualcosa, adesso purtroppo stiamo per separarci e mia figlia noto che è sempre più ribelle, non mangia più, non vuole lasciare il ciuccio, dorme sempre con noi e tutt'ora mio marito fa la doccia con lei nudi... è disobbediente ma è sempre coperta dal padre e dalla nonna che vogliono screditarmi per poi ottenere l'affidamento data l'imminente separazione, riempendola di giochi promesse e tanti soldi con i quali fare ciò che vuole. Cosa mi consiglia? sono tanto preoccupata per la sua crescita e so che soffre, ma sta reagendo nel modo sbagliato, è sempre più disobbediente con me che cerco solo di darle delle regole, anche perché la futura realtà non è quella che vede adesso!
Cordiali saluti.
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Salve,
il comportamento di suo marito non è propriamente corretto. Per un bambino è importantissima la condivisione delle regole da parte dei genitori, affinché possa interiorizzarle e rispettarle.
Questa simbiosi con il padre a discapito della sua figura non è consona ad un atteggiamento propriamente maturo. Ogni bambino è come se avesse il cuoricino formato per metà da quello del padre e per metà da quello della madre, quindi una continua aggressione da parte di un genitore a discapito dell'altra parte, nuoce principalmente alla stima che il bambino ha per quella "metà" di sè.
L'atteggiamento che ha il padre è sbagliato, come è sbagliato il fatto che lei glielo permetta. Non deve entrarci in conflitto, ma dimostrare a sua figlia che la regola che le ha dato o il motivo per cui l'ha brontolata ha un senso e che se lo fa è solo perché lei possa crescere sana e indipendente. Quando il suo ex marito le telefona per sapere cosa ha mangiato, provi a rispondergli "quello che una madre dà ad un figlio..!", non gli lasci la possibilità di interferire nelle sue scelte riguardo sua figlia.
Deve prendere un po' più di forza e coraggio, non si lasci intimorire dalle sue "minacce" psicologiche, alzi la testa e sia fermamente convinta che lei vuole il bene di sua figlia e questo sentimento le farà acquistare sicurezza e capacità anche di fronte agli occhi della bambina! La sofferenza interiore a volte è generata dalla gabbia in cui ci mettiamo e dalla quale non riusciamo ad uscire, solo andando a ritrovare nel nostro "interno" quella stessa forza che ci dà la capacità di soffrire, riusciremo a venirne fuori. La bambina, si renderà conto di questa sua rinascita e avrà il piacere di stare con una mamma forte che la PROTEGGE da quell'insicurezza, nei suoi confronti, che il padre le sta dando.
Le faccia sentire che lei è sicura di quello che fa, se si sottomette non fa altro che dar spazio alla convinzione di sua figlia che lei sia veramente come il padre la descrive e questo genera nella bambina l'insicurezza che lei la possa proteggere o che le voglia bene. L'abbracci spesso anche se all'inizio la rifiuterà, la rincorra se non vuole darle un bacio, mettendola sul piano del gioco, SI FACCIA SENTIRE.
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Trattiene la pipì |
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Buon giorno Dottoressa,
avrei un piccolo problema, e vorrei un consiglio da una persona esperta.
Mio figlio ha quasi 4 anni e spesso si tiene la pipì sino all'ultimo. Io infatti lo stimolo sempre a farla prima che sia tardi.
Mio marito oggi gli ha detto 5 minuti prima di fare la pipì ma il bimbo non ha voluto e cinque minuti dopo quando proprio non ne poteva più, mentre mio marito gli sbottonava il pantalone si è bagnato. Mio marito lo ha sgridato, con parole un pochino umilianti: io gli ho detto che secondo me non serve a niente, anzi peggiora la situazione, ma ha le sue idee e pensa sia giusto così.
Mi darebbe per favore un consiglio, su cosa dire a mio marito e cosa fare.
La ringrazio di cuore anticipatamente.
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Salve,
spesso accade che i bambini si tengano la pipì fino all'ultimo momento perché magari sono interessati a quello che stanno facendo e non vogliono lasciarlo! Non conosco suo marito ma penso gli debba spiegare che l'atto di umiliare, genera insicurezza nel bimbo con la maggiore probabilità di far concentrare la sua attenzione sull'atto della pipì, vivendolo poi come evento angosciante.
Come farglielo capire non so, provi a proporgli un libro o provi a spiegargli che fino all'età di 5 anni può capitare che i bambini si facciano la pipì addosso, oppure gli dica che deve stimolare il bambino a saperla trattenere e che quando corre in bagno bisogna incitare il bambino a resistere dal farla e soprattutto bisogna abituarlo a farla da solo.
Gli metta vestiti comodi con i quali suo figlio possa riuscire a "sbrigarsela" da solo (pantaloni senza bottoni, magari con l'elastico), non gli dica ne gli chieda più niente, lo faccia diventare autonomo nella gestione dei suoi bisogni. Senza nessuno che controlla o che gli dice di andare in bagno magari riuscirà ad avere anche il pieno controllo, senza che il papà si arrabbi!
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Mangia poco e lentamente |
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Gentile dott.ssa,
ho una bambina di 3 anni che ha iniziato senza nessun problema a frequentare l'asilo, ha sempre mangiato normalmente fino a una settimana fa in cui è subentrato un forte raffreddore, da allora ha iniziato a mangiare poco e molto lentamente, ora sta meglio ma le maestre continuano a lamentarsi della sua lentezza nel mangiare. Secondo lei potrebbe essere causato dal trauma dell'asilo anche se dopo più di un mese?
Grazie infinite,
Silvia
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Salve,
i bambini sono molto volitivi, arriva un giorno in cui tutto cambia, specialmente nel rapporto con il cibo. Può essere che la sua lentezza abbia generato una reazione delle maestre (magari una maggiore attenzione alla bambina: "dai tesoro mangia... ") che prima non avevano nei confronti della bimba, questo non ha fatto altro che generare in lei la voglia di continuare questa tipologia di atteggiamento.
Altra ipotesi potrebbe essere quella di aver visto in lei una maggiore attenzione, magari anche un'arrabbiatura , che comunque le piace perché la fa star bene.
Per quello che posso aver capito o anche no, provi a dar meno importanza alla sua lentezza, la sostenga in un momento nuovo per lei (che è la materna) e la faccia sentire coccolata, come quando aveva il raffreddore (magari è stata a casa con lei... e il mangiar piano è una provocazione perché ora lei l'ha riportata a scuola... quasi come se avesse voluto prolungare la sua degenza).
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Senza ciuccio, mi mordo le guance! |
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Sono la mamma di un bimbo di 18 mesi che da 3 mesi (da quando gli abbiamo tolto la tettarella), ha iniziato a mordersi le guance e le labbra (finché non gli esce il sangue) quando è nervoso o prima di addormentarsi. Non sappiamo cosa fare per farlo smettere perché è abbastanza piccolo e non parla ancora.
Se lei riuscisse a darci un consiglio, gliene saremo molto grati.
La ringraziamo moltisimo.
Cordiali Saluti,
Adina.
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Salve,
credo che forse sia stato troppo presto togliergli il ciuccio, infondo il bambino aveva solo 15 mesi e magari non era pronto per questo evento.
Suo figlio molto probabilmente si morde le guance perché questo gli ricorda la suzione e nei momenti di ansia o di nervosismo mette in atto proprio quell'atteggiamento che prima lo calmava. Potrei consigliarvi di calmarlo con i vostri abbracci quando lo vedete nervoso e di cullarlo con le parole quando deve dormire, magari dandogli un bambolotto con cui avete giocato assieme a lui durante il giorno. Cercate di distrarlo nei momenti in cui mette in atto questo atteggiamento, magari dandogli un oggetto che può eventualmente rompere.
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Ninna nanna |
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Salve
Ho una bambina di 10 mesi e premetto che sin da quando è nata si è abituata ad addormentarsi in braccio.
Ho iniziato già da quest’estate a cercare di metterla gradualmente nel suo lettino, parlarle, accarezzarla e poi uscire dalla stanza. Dopo urla pianti e disperazione non ce la facevo e quindi rientravo nella sua cameretta e la consolavo in braccio, senza però più farla addormentare completamente in braccio, ma facendo metà metà, ossia un po’ coccolata in braccio ed un po’ nel suo lettino, fino a che non si addormentava.
Sto attualmente provando un metodo diverso, le faccio qualche breve carezza in braccio poi la metto giù nel suo lettino, lei si alza e poi io la rimetto giù fino a che non si stanca e si addormenta. Ma qui arriva il punto a volte mi ci vogliono dalle 2 alle 2 ore e mezza prima che si addormenti e in questo lungo “esercizio” non sa quante volte butta il ciuccio a terra, quasi che concepisca come gioco il fatto di buttare il ciuccio, il fatto che la mamma glielo raccoglie e glielo dà, perché non ha idea di quante volte mi devo abbassare a raccoglierlo!!
Ho adottato un’altra strategia con i ciucci che è quella di prepararne 5/6 che faccio ruotare e li pulisco dopo che cadono, ma anche questo sistema è stancante e non placa la sua voglia di lanciarli a terra, anzi!!
Ora ho provatoa darle il ciuccio solo quando si calma e rimane distesa, perché è stanca!
Secondo Lei, ed arrivo cosi alla domanda, è un buon metodo?
Premetto che mia figlia non ha mai avuto problemi legati al sonno, una volta addormentata mi dorme tutta la notte!! Ricordo solo che si svegliava qualche volta durante la notte solo quando si addormentava completamente in braccio, ma ora con questo attuale metodo non si sveglia più durante la notte; sto solo facendo abituare mia figlia ad addormentarsi da sola ma mi sembra che il processo per farla addormentare sia troppo lungo, ha qualche suggerimento da darmi? E perché secondo lei ci vuole cosi tanto tempo (è ormai passata qualche settimana) affinchè mia figlia prenda confidenza con questo processo e capisca che non l’abbandono, anzi, non appena piagnucola la prendo in braccio per consolarla o la lascio nel suo lettino e la consolo nel suo lettino, accarezzandola e parlandole.
Grazie,
Guia B. |
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Salve,
credo che il metodo adottato per il ciuccio, abbia avuto un buon risultato e perciò le consiglierei di non cambiarlo.
Per quanto riguarda il farla addormentare, credo che 2 ore siano un po' troppe, anche perché penso sia molto stressante per lei! Il consiglio che posso darle e' quello di farle due coccole prima di metterla nel lettino, magari le dia qualcosa che profumi del suo odore (la maglietta che ha indossato il giorno o altro) le racconti una favola con una tonalità di voce molto bassa e quasi cantilenante dopo di che esca dalla stanza ripetendo che ora deve dormire. Ci vorrà un po' di tempo l'importante è che rimanga costante su questo metodo, non lo cambi, altrimenti destabilizza l'apprendimento di quello che le vuole insegnare.
Se la sente urlare, dopo 5 minuti ritorni nella stanza, senza toccarla ma facendole sentire la sua voce, rassicurandola che lei c'è, poi esca di nuovo... e così finché non si addormenta.
Vedrà che anche il piangere la farà stancare. Mi raccomando non demorda, sia più "forte" lei della bimba... le posso assicurare che è difficile ma una volta raggiunto l'obiettivo tutto cambierà!
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Paura delle novità |
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Buonasera,
vorrei qualche consiglio su come comportarmi riguardo il mio bambino di 5 anni che frequenta la scuola materna ma che è molto impaurito da qualsiasi novità gli si presenti:
fare musica, la festina di carnevale o la recita di fine anno.
Io sono una mamma con un lavoro part-time e quando non lavoro mando il mio bambino all'asilo magari non facendocelo mangiare a differenza degli altri giorni... sono molto attaccata a lui e credo anche lui a me. Un' altra cosa che lo spaventa molto è la presenza dei "bimbi grandi" come li chiama lui, cioè quelli che frequentano le scuole elementari che a volte vanno a trovarli... Mi ha già detto che non vuole andare all'asilo quando c'è babbo natale perchè i bimbi grandi vengono a vederlo! Inoltre, lui trova molto difficile fare amicizia con altri bambini, non perché non sia accettato ma perché lui dice di non volere amici, lui vuole solo la sua mamma! Io ho un carattere abbastanza emotivo e sto facendo una cura per gli attacchi di panico causati dai posti chiusi e anche per le novità e per le paure sulle cose future!
Vorrei che il mio bambino non crescesse con tutte queste paure, ma soprattutto non vorrei trasmetterli le mie ansie. Se può darmi qualche buon consiglio la ringrazio tantissimo.
Fabiana.
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Credo molto al fatto che le paure che noi genitori abbiamo, vengano trasmesse in qualche modo al bambino. Il rapporto che lei ha con suo figlio, da quello che mi descrive, è molto simbiotico e questo, sicuramente facilita il "passaggio" di alcune ansie che possiamo avere.
Lei mi racconta di soffrire di attacchi di panico, di paure per le novità e il futuro, come sembrerebbe avere anche suo figlio.
Giustamente lei ha cercato sostegno per questa sua forte emotività e sono sicura che con il tempo si modificherà. Il fatto è che adesso suo figlio sta crescendo ed ha paura. Quello che le posso consigliare è di sforzarsi a fargli fare esattamente le cose di cui lei ha paura, si faccia sostenere dal padre o dai nonni o da qualsiasi persona che le sta accanto. Per il bambino è importante vivere una socialità senza averne paura.
Si faccia coraggio, il futuro in realtà, non esiste perché non ci è data la possibilità di viverlo se non fino a quando, si trasforma nel nostro presente, qui e ora.
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E' difficile dormire da soli! |
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Salve,
ho letto alcune delle sue risposte sul sito e vorrei chiederle un consiglio per un problema abbastanza comune.
Mio figlio adesso ha 27 mesi.
Fino a Luglio scorso era bravo per la nanna (lo è diventato dopo i 14 mesi, quando ho smesso di allattarlo al seno), si addormentava nel suo lettino e dormiva quasi sempre tutta la notte.
Per una serie di situazioni: la fase del trasloco, nella quale per un periodo abbiamo dovuto dormire tutti e 3 in un'unica stanza con i materassi per terra, come se stessimo in un unico grande lettone.
La settimana in vacanza con i nonni, in camper durante la quale ha dormito sempre con il nonno. Successivamente è stato male e infine c'è stato l'inizio del nido e non volevamo sommare ai tanti cambiamenti anche quello di obbligarlo a dormire da solo.
Da quando siamo entrati nella nuova casa non siamo riusciti a metterlo a dormire nel suo lettino.
Voleva addormentarsi nel letto con noi e solo dopo potevamo passarlo nel suo lettino.
Adesso mi chiedo se è troppo tardi per tornare alle vecchie belle e sane (almeno per noi) abitudini.
Come posso fare per convincerlo ad addormentarsi nel suo letto?
Devo impormi e lasciarlo piangere?
La ringrazio fin da ora per qualsiasi consiglio voglia darmi.
Cordialmente,
Biancamaria
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Salve,
ovviamente suo figlio si è abituato al caldo letto in compagnia, oltre a questo fattore, la casa nuova e i momenti nuovi della vita, come l'inserimento al nido, non hanno aiutato né lui né voi al passaggio dal "vecchio" al "nuovo".
Credo pero' che sia importante farlo.
Provate la notte del sabato o quando magari potete dedicargli l'intera giornata.
Comprategli un gioco con il quale possa giocare in cameretta sua e provate a metterlo a letto leggendogli una favola, magari socchiudendo la porta.
Dirle che deve lasciarlo piangere è brutto, ma diciamo che nei primi tentativi sarà necessario farlo, consolandolo dopo un po' e dicendogli dolcemente che il papà e la mamma ci sono e che per lui è importante dormire da solo.
Si ricordi, tanta pazienza e soprattutto tanta perseveranza, non faccia mai un passo indietro, altrimenti è come se dovesse ricominciare da capo!
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Rifiuti improvvisi |
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Buongiorno Dott.ssa Bartoli,
volevo chiederle un parere in merito al mio vulcanico Iacopo, che ultimamente con i suoi “rifiuti” sta sfinendo me e il papà.
Il nostro nucleo familiare è composto da 5 persone: noi genitori, i nostri figli Leonardo (10 anni) e Iacopo (5 anni) e la nonna materna… lui è legatissimo a tutti, ma ha un debole per me e la nonna!!
Iacopo che è un bambino simpaticissimo, socievole, molto intelligente (ha imparato a leggere e scrivere da solo) e pieno di energia, frequenta l’ultimo anno di materna, un corso di musica (iniziato l’anno scorso) e ultimamente anche un allenamento di calcio con i suoi amici di pianerottolo.
Il problema è che ultimamente (da 3 settimane circa) si rifiuta di fare qualsiasi cosa, per esempio:
· La mattina è imbronciato o addirittura piange, perché dice che non riesce a stare senza di me e il papà durante la scuola (da qualche giorno non vuole lasciare il suo giubbino a scuola, dobbiamo portarglielo noi all’uscita!);
· Era contentissimo di iniziare il calcio, ma al momento di provare si rifiuta di entrare in campo. Ad oggi, infatti, frequenta, facendo solo gli esercizi iniziali, perché durante la partita si ritira in un angolo, mentre gli altri bambini giocano e si divertono;
· Il corso di musica lo frequenta abbastanza volentieri (con ottimi risultati) ma anche lì ultimamente fa un po’ di storie prima di andare;
· Sabato scorso addirittura è stato invitato ad una festa di compleanno e lui entusiasta si è fatto accompagnare, ma nel momento in cui siamo arrivati si è aggrappato alla mia gamba e dopo un po’ è voluto andar via.
Tengo a precisare che Iacopo ha cominciato a frequentare la materna a 2 anni (questo è il 4° anno) e purtroppo ha dovuto cambiare la scuola 3 volte.
Le nuove maestre mi dicono che lui è un bambino ben inserito, che partecipa volentieri alle attività scolastiche e che la “tragedia” del distacco si limita al momento del saluto a mamma e papà (durante il giorno non mi cerca).
Io ho la sensazione che l'ambiente e la situzione nuova gli scatenino la paura di separazione, forse alimentata anche da una bassa autostima ( a volte mi dice Andrea è più bravo di me a calcio…).
Come posso fare per aiutarlo?
Grazie, Elsa.
P.S.: da quest’ estate lui è attaccatissimo alla mia pancia, la scopre, la bacia perché è bella e morbida … è tenerissimo!!
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Salve,
quando mi racconta del giubbino, sembra quasi che abbia bisogno della sicurezza che torniate, un sistema per tenervi aggrappati a lui.
Cercate di capire perché da tre settimane sia cambiato qualcosa, magari ha vissuto un episodio che non ha capito e lo ha sfiduciato.
Inoltre, provate a non farlo andare a calcio o se lui si impunta di non voler continuare la partita, portatelo via dal gioco.
Se come mi racconta a scuola è ben inserito e non crea problemi, penso che potrebbe essere anche una semplice richiesta di attenzioni da parte sua nei vostri confronti: gelosia del fratello? Atteggiandosi così riesce per caso a metterlo da parte? Facendo i "capricci" magari ottiene le vostre attenzioni?
Se fosse così, non dategliela vinta.
Se non vuole fare una cosa, non fategliela fare (escluso la scuola), senza dargli troppa importanza, magari questa strategia può far si che gli venga a mancare proprio quello che lui si rifiuta di fare.
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Atteggiamenti aggressivi |
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Salve Dottoressa,
ho un bambino di 4 anni, fin da piccolino è sempre stato molto sveglio e brillante.
Il suo attuale problema è il non riuscire sempre a rapportarsi con i suoi amici coetanei.
Al campo giochi alza spesso le mani (in alcuni casi in risposta a provocazioni, in altri perché infastidito dai comportamenti altrui e risponde in maniera aggressiva ai suoi amici (a volte anche con noi urla e si ribella verbalmente a ciò che gli diciamo).
A differenza dei coetanei, se qualcosa non gli va si fa giustizia da solo, gli altri invece vedo che il più delle volte vanno a riferire l'accaduto a genitori o nonni.
Cosa posso fare?
Ho provato a metterlo in castigo, lasciandolo sulla panchina a riflettere per un po' o portandolo a casa, via dai giardinetti. Gli ho tolto i giochi preferiti per giorni, ma poco importa perché qualsiasi altra cosa trova in giro per casa sostituisce i giochi tolti.
Ho provato a parlargli e a fargli capire che il suo atteggiamento è sbagliato e che così facendo rischia di essere allontanato dagli altri bambini.
Non so come placare questi episodi di rabbia, anche perché al di fuori di questi momenti è un bambino dolce e premuroso (soprattutto con il fratellino di 1 anno).
Alla materna le maestre dicono che è bravo e che gioca con tutti (sia piccoli che grandi) senza alcun problema
grazie mille,
Valeria.
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Salve,
da quanto ho capito suo figlio é prepotente quando é ai giardini con lei, mentre a scuola le maestre dicono che é bravo e non da' problemi.
Se é così', penso che il problema sia dovuto principalmente alla ricerca di attenzioni delle quali il bambino sente il bisogno magari per il nuovo fratellino, con il quale é dolce e premuroso ma del quale è geloso e questo sentimento lo "sfoga" ai giardini, aggredendo davanti a lei, gli altri bambini.
Quello che posso consigliarle é di provare a non andare al campo gioco tutti i giorni (approfittando del freddo), magari portandolo subito a casa e giocarci un pò assieme.
Inoltre non manchi mai di abbracciarlo o baciarlo quando lo va a prendere a scuola, mostri la sua felicità nel vederlo.
Quando le succede di assistere nuovamente a episodi analoghi gli faccia sempre capire che sbaglia e non manchi mai di brontolarlo e "punirlo" come ha sempre fatto, ma non manchi neppure di farlo sentire importante e desiderato.
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Bugie o mezze verità? |
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Salve,
ho un bimbo di 3 anni appena compiuti che da un mese ha iniziato la scuola materna.
Io sono incinta e a fine Novembre nascerà la sua sorellina.
Qualche giorno fa mi ha detto che una delle sue due maestre gli aveva dato uno schiaffo.
Io ero abbastanza incredula e gli ho fatto qualche domanda chiedendo più volte se era la verità, fino a che mi ha confessato che era una bugia.
Stasera però ha tirato di nuovo fuori la cosa dicendo che, sempre quella maestra, gli aveva dato una sberla sulle mani.
Gli ho chiesto di raccontarmi com'era andata e alle mie domande è nato un racconto surreale di morsi che lui avrebbe dato alla maestra e che lei avrebbe dato a lui...
Insomma dubito che la maestra possa averlo toccato.
Forse vuole attirare un po' l'attenzione in questo periodo delicato... però mi stupisce che per due volte la modalità sia stata la stessa e che riguardi sempre quella maestra (che sicuramente a lui piace meno perché un po' fredda rispetto all'altra...).
Non so se tornare sull'argomento con lui o aspettare...
Cosa ne pensa?
Grazie,
Francesca.
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Salve,
credo che all'età di suo figlio sia ancora molto difficile poter credere a tutto quello che dice, spesso c' è molta fantasia.
Penso però al fatto che le ha raccontato più di una volta episodi simili e che quindi è possibile che il bambino manifesti aggressività (morsi) verso questa maestra e che lei per difendersi possa averlo bloccato in malo modo o che lui viva così le reazioni dell'insegnante.
Personalmente chiederei alla maestra stessa cosa sia successo, cercando di risolvere l'accaduto (se fosse così) tra di voi.
Inoltre mi confronterei con le altre mamme, domandando se i loro bambini hanno raccontato episodi analoghi.
In questi casi credo sia importante scoprire la verità, (da cosa scaturisce questa aggressività, se esiste, cosa la provoca) dopo di che agire cercando di far comprendere al bambino che con l'aggressività non si ottiene niente, neppure l'attenzione delle maestre e soprattutto, è necessario monitorare l'agire dell'insegnante se non è consono al suo ruolo.
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Mamma e papà si stanno separando |
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Ho un bimbo d 15 mesi e con il mio compagno ci stiamo separando. In maniera molto civile devo dire.
Lui vorrebbe poter vedere D. il week end che il piccolo non va al nido. Per me è giusto perché il bimbo deve stare col padre e viverlo, l'unico consiglio che Le chiedo è come far abituare il bambino alla figura del padre da solo. Nel senso che il mio compagno ha sempre lavorato fuori e D. l'ha comunque visto molto poco e comunque ci sono sempre stata anche io.
Ora come farlo abituare alla sola figura del padre? E se non mangia e se mi cerca? Ho pensato che per i primi tempi farlo dormire con lui sia prematuro anche perché per me, la messa a letto è un rito che ha sempre funzionato, come farlo abituare a dormire col padre? La ringrazio per la risposta che mi darà. Buonasera
Alessandra
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Salve,
sicuramente per suo figlio sarà una situazione difficile da dover gestire, ma credo anche che non ci sia bisogno di un suo intervento diretto. Il bambino si abituerà con il tempo, con la pazienza da parte di entrambi voi genitori di volergli far rispettare e, quindi accettare, la vostra decisione.
Una cosa molto bella è che vi stiate lasciando con la pace e questo il bambino lo sente, sentirà che non ci sarà rottura, non dovrà decidere tra uno dei due. Non si preoccupi, lei cerchi di stargli vicino, gli spieghi sempre tutto e gli parli sempre bene del padre, vedrà che con il tempo, suo figlio inizierà a conoscere il padre e sentirà sempre di più l'esigenza di farlo. Comunicate tra voi genitori qualsiasi cambiamento o frase detta dal bambino, non come accusa o altro, ma come fonte di confronto di tutta una situazione che il bambino si trova a vivere.
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Nido si o nido no? |
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Mia figlia ha 2 anni: siccome lavoro in una scuola privata l' anno scorso veniva con me a scuola, quest' anno vorrei farla inserire ma non nella mia classe. L'ho lasciata insieme a una maestra che lei conosce bene ma piange disperatamente; è giusto farla stare a scuola a quest' età o è meglio lasciarla a casa con i nonni che la vizziano? mia figlia è molto testarda vuole vincere su tutto allora io avevo pensato per il suo bene che stare a scuola pùò servirle sia per crescere che per essere meno timida e più sicura di se-
Lei cosa ne pensa?
Mena
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Sicuramente sono d'accordo con lei. Credo che all'età di sua figlia sia importante iniziare a socializzare e a cercare di togliersi dal "vizio" dei nonni.
Inoltre al nido il rapporto numerico delle maestre rispetto ai bambini è molto piccolo (1 maestra ogni 6 bambini) e quindi darebbe la possibilità a sua figlia di entrare in un "mondo" nuovo, in modo graduale, altrimenti il prossimo anno si troverà a vivere alla materna con tanti bambini che non conosce e una o due maestre che devono gestire l'intera classe e sarà quindi, più traumatico abituarcisi.
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Addio amico ciuccio |
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Le scrivo perché ho un bimbo di 2 anni e due mesi al quale ho tolto il ciuccio da 10 giorni circa raccontandogli che un giorno sarebbe arrivato il “topino della crescita” e che da quel giorno anche lui sarebbe diventato grande come gli altri bimbi… Così due domeniche fa circa, è arrivato il topino della crescita anche per Alessandro!
La domenica stessa era più teso del solito e piangeva per ogni cosa, ma contestualmente a questo evento ha cominciato a dormire per tutta la notte (cosa che non era mai successa negli anni precedenti); la cosa che invece ad oggi mi “preoccupa” è che è da 3 giorni punta la lingua all’interno della guancia come avesse una caramella tanto per intenderci.
All’inizio pensavo fosse un fastidio che poteva avere (tipo morsicatura) poi invece ho visto che questo era per lui normale. Insomma, non voglio aver tolto un abitudine per ricadere in un’ altra che invece non so gestire.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi
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Credo che la cosa non sia preoccupate, il bambino sembra abbia reagito bene soprattutto nella fase notturna che sicuramente è la più difficile per lui da dover gestire senza il suo "amico".
Penso che mettere la lingua sulla guancia sia per suo figlio una sorta di "tranquillante", come poteva essere il ciuccio prima. Quello che le posso consigliare è cercare di vedere esattamente quando lo fa, se lo fa in situazioni di tensione (per es. quando viene brontolato, cade...etc..). Penso che lei possa intervenire abbracciandolo o rassicurandolo del suo stato d'animo (senza perdere la decisione dell'arrabbiatura). Se lo fa' in situazioni senza un preciso motivo, potrebbe scherzarci sopra, magari chiedendogli "cos'hai in bocca? una noce?.....fammela prendere... o qualcosa del genere..."
Vedrà che con il tempo potrà cambiare metodo consolatorio e magari ne subentrerà un'altro.
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Ingresso alla materna: crisi profonda |
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Salve, sono Valentina da Mantova e sono mamma di Aurora, una bimba di 2 anni e mezzo che ha cominciato da qualche settimana la scuola materna.
Le preciso che non è mai stata al nido e che il suo unico ambiente che l'ha sempre circondata sino a poco tempo fa era esclusivamente la casa dei nonni, ha sempre dimostrato di avere un temperamento e carattere molto forte, determinato e non per niente timido, e quelle volte che le occasioni permettevano che lei stesse in compagnia di altri bambini, a parte qualche tiro di capelli o innocuo spintone non ha assolutamente mai avuto problemi a conforntarsi o rivolgersi a loro.
Ripeto, qualche settimana fa Aurora ha cominciato l'inserimento alla scuola materna e la prima settimana per effetto della "novità" assoluta sembrava addirittura non accorgersi nemmeno della mia presenza, che io ci fossi o meno sembrava non fare assoluta differenza e la cosa se da un lato mi rendeva un pò perplessa dall'altro lato invece mi sollevava parecchio. Poi come mi aspettavo è arrivata la crisi, consistente nel classico pianto al mio saluto, al non dormire tranquillamente di notte, al volere in maniera ossessiva il ciuccio in ogni momento...
La cosa che sinceramente mi preoccupa di più è il fatto che passa tutto il tempo che rimane là attaccata alla gamba della maestra che molto probabilmente ha preso come suo punto di riferimento dal momento che ormai sa che una volta entrata "la mamma" va a lavorare... il problema è che andando contro ad ogni mia aspettativa e ad ogni suo lato caratteriale non vuole assolutamente interagire con gli altri bambini, non vuole partecipare a nessun tipo di attività, rendersi partecipe di alcun tipo di diverimento o gioco che le maestre hanno organizzato.... passa 4 ore a guardare terrorizzata la maestra senza muovere dito e senza dimostrare interesse per qualcosa. Immagino quante persone le abbiano già posto questo tipo di quesito e raccontato episodi simili al mio, ma sono a chiederLe:
crede sia normale che nonostante il carattere che ha sempre dimostrato di avere non voglia interagire con i suoi simili?
c'è qualcosa che io "genitore" posso fare per aiutarla in qualche modo?
il fatto che il gioco non stimoli in nessun modo il suo interesse e che non abbia il desiderio di giocare con gli altri bimbi può voler indicare un problema di socializzazione?
può essere che nonostante magari per 2 giorni sia andata meglio, poi ritorni a chiudersi di nuovo in se stessa?
cosa sta succedendo nella sua mente per arrivare a comportarsi così? è terrorizzata dal nuovo ambiente che la circonda forse?
crede che arriverà a sbloccarsi e a voler giocare con gli altri bimbi?
Sono un pò demoralizzata perchè adesso come adesso la sto portando in un ambiente dove è palese non si stia divertendo per niente nè apprenda qualcosa. Sinceramente il pensiero che mentre tutti gli altri si stanno divertendo a giocare insieme e a fare attività molto divertenti, mia figlia non si svuole sganciare dalle gambe della maestra mi produce un nodo in gola impressionante!!! Non è minimamente interessata nemmeno al didò quando invece a casa ne va matta!!!
In attesa di ricevere un suo parere in merito, la ringrazio anticipatamente per la disponibilità ed attenzione prestatami.
Saluti Valentina.
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Sicuramente l'ambiente nuovo crea un disagio a sua figlia, dal quale dovrà venirne fuori.
I meccanismi di reazione alle "frustrazioni" sono vari da bambino a bambino, molto probabilmente sua figlia reagisce così.
Da quanto mi racconta sembra che le maestre facciano di tutto per integrarla, proponendole giochi che le possano interessare o nuove attività, credo quindi che sia questione di tempo. Una cosa importante è che lei sia tranquilla quando lascia la bambina a scuola, cerchi di far capire la fiducia che lei ha nelle maestre e la felicità che ha nel lasciarla in un ambiente dove può divertirsi e magari anche annoiarsi.
Quando entra in classe le faccia notare l'ambiente che la circonda come qualcosa di bello (ma come sono belle le sedie!!!...hai visto quanti giochi... me li fai vedere???... guarda quanti fogli, mi fai vedere se ci sono i pennarelli??...). La scuola è importante per i bambini, imparono a interagire con gli altri e a uscire fuori dalle situazioni senza che ci sia nessuno ad aiutarli.
Anche fuori, dopo scuola, si interessi a quello che ha fatto, la accolga con il sorriso e con un forte abbraccio, le faccia capire che la deve lasciare per lavoro e che quando la riprende è la gioia più bella. Provi ad invitare anche qualche amichetta a casa sua o la porti ai giardini dove vanno gli altri bambini.
Cerchi di stare tranquilla che prima o poi si abituerà, l'importnate è che non faccia trapelare la sua preoccupazione, un carattere come sua figlia prima o poi ce la farà.
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La bimba morde |
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Salve, ho una bimba di 3 anni che frequenta il primo anno di scuola materna, le maestre mi fanno presente che la bimba morde in continuazione.
Tale situazione si era verificata anche l'anno scorso all'asilo nido e anche al mare questa estate ho assistito a un litigio con un bimbo, si contendevano un gioco e lei per averla vinta ha morso.
Vorrei un consiglio da lei su come comportarsi in questa situazione, se imporle delle penitenze del tipo non farle vedere i cartoni e non portarla ai giardini.
Ringraziando le porgo i saluti.
Lisa
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Mordere è sicuramente un atteggiamento aggressivo molto forte, credo che ogni volta che si verifichi un episodio di questo tipo sia importante brontolare la bambina e punirla, privandole di quelcosa che a lei piace (per tutto il giorno non le fa vedere i cartoni oppure non le compra il gelato o non le fa fare merenda....).
Ci vuole molta decisione e fermezza, deve capire che non può e non deve farlo.
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Una bimba in più... |
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Le scrivo perchè non ne veniamo più a capo, abbiamo una bambina Teresa di 2anni e mezzo che da 3 mesetti è diventata sorella maggiore di Linda...
Il primo mese è stato idilliaco, tutto coccole e abbracci, poi siamo passati alla fase :" Non vogliio più Linda!" oltre che verbalmente ha messo in atto anche l'utlizzo delle mani che partendo da carezze si trasformano in graffi,
pizzicotti e pugnetti!!!!!
da qualche settimana ha cominciato anche la scuola materna!!!! il problema per cui io e mio marito non ne veniamo a capo è che nei momenti in cui siamo noi quattro è quasi tutto gestibile, nel momento in cui abbiamo
ospiti a casa e festeggiamo qualcosa Teresa fa di tutto per farci disperare, capricci, monellate... l'idea che ci siamo fatti è che soffra quando non è lei al centro dell'attenzione (compleanno della mamma, battesimo sorella, ecc..ecc..!
E allora ecco la domanda, come farle capire che non può essere sempre lei al centro dell'attenzione?
per questioni economiche i nonni ci hanno sempre aiutato nel tenerla, la mattina con la nonna materna e nel pomeriggio con la nonna paterna, l'ultimo mese di gravidanza i pomeriggi li passavamo sempre io e lei....
potrebbe darci la formuletta magica :D....o magari qualche dritta per aiutarla!
grazie mille
Silvia
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Formule magiche purtroppo non ce ne sono!!! ahimè!!!
Quando c'è un nuovo arrivo in famiglia i bambini che già c'erano soffrono e questo è un dato di fatto, non esiste una situazione differente. Credo che dobbiate andare per tentativi.
Quando c'è una festa dividetevi, un genitore sta con la bimba più grande e l'altro con quella più piccola, scambiandovi ogni tanto per non farle sentire l'assenza di uno e dell'altra. Ovviamente le mani non le deve alzare, brontolatela e fatele capire che se venisse fatto a lei non le piacerebbe.
Con il tempo, piano piano, tutto inizierà ad equilibrarsi, abbiate pazienza e perseveranza, coinvolgetela in quello che fate con Linda (cambio pannolino :"Teresa aiutami a sceglierlo", aiutami a vedere se mangia...etc...)e ritagliatevi comunque degli spazi da soli con lei, perchè possa "accogliere" lentamente questa nuova entrata in famiglia senza che sia troppo "traumatico"!!! Inoltre una cosa importante, le piccole "frustrazioni" da bambini sono quei passaggi che una volta superati, aiutano a crescere!
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Mamma super stanca |
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Gentilissima dottoressa, sono una mamma di due bambine, una di quasi cinque anni e una di sette mesi.
Il mese di agosto la più grande non è andata all’asilo, mentre io ho iniziato a lavorare tutte le mattine.
Purtroppo devo ammettere di essere parecchio esigente e nervosa con la +grande perché mi sento parecchio stanca, la più piccola non dorme quasi mai (continua a svegliarsi 3/4 volte per notte e durante il giorno arriva a dormire massimo due ore in tutto) così non riesco a dar retta ad entrambe.
La più grande da circa 15 giorni si lamenta continuamente di essersi fatta qualche goccia di pipì addosso e così dicendo si nasconde e si guarda le mutandine, poi accortasi che non si sono bagnate se le rimette, ma nei successivi 30minuti lo fa almeno 4 o 5 volte, poi si siede nel water e fa qualche goccia di pipi e magari ci ritorna dopo poco. E così diverse volte durante la giornata. Domenica ha tentato di farlo anche in chiesa durante la messa.
Le ho chiesto se sente bruciore ma lei risponde di no o forse qualche volta si.
Ho messo in relazione anche il fatto che soffre di stipsi e che magari fosse tutto correlato. Presto andrò a fare un’urinocultura , ma non avendo episodi di risvegli notturni per urinare mi son chiesta se non dipenda dal mio umore nero o dalle mie pretese nei suoi confronti.
Le chiedo dottoressa se questo disturbo può essere una manifestazione di stress e nervosismo, causato dal mio comportamento?
Cosa mi consiglia di fare?
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Sicuramente i figli assorbono e percepiscono il nostro umore ancora prima che noi ce ne rendiamo conto!
Una volta fatta una visita accurata di ordine medico ed escluso ogni forma di infezione vaginale, credo che l'atteggiamento di sua figlia sia una richiesta di attenzione da parte sua. Gli episodi che mi descrive generano in lei(madre) una preoccupazione e quindi la distolgono dall'attenzione che ha verso l'altra bambina. Il consiglio che posso darle (avendo prima verificato col suo pediatra, ripeto, che non sia nulla) è quello di non dare più importanza all'evento in sé, ma cercare di stare un po' più tranquilla, più calma, provi a spiegare a sua figlia che lei è molto stanca perchè la sorellina è un po' birbona e non dorme la notte.
Provi anche ad andare a lavoro in bicicletta o camminando, magari un po' di sport la rilasserebbe. So che quello che le sto dicendo non è semplice, se non si riesce a dormire la notte, tutto il resto diventa difficile, ma dobbiamo pensare che non ce lo hanno chiesto loro di venire al mondo... e forse un bacio e un abbraccio in più cambierebbero molto la situazione.
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C'è il babbo... grrrrrrr |
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Cara dottoressa, sono mamma di un bambino di 14 mesi : è sempre stato un bambino sereno e felice ma da qualche settimana il suo comportamento mi fa un po preoccupare.
Quando il suo papà è insieme a noi, per qualsiesi motivo si mette a piangere, a strillare diventa rosso per gli sforzi.
Mio marito sta male perche vorebbe stare tranquillo con il suo bambino e continua a chiedermi cosa gli succede: premetto che non lavoro e stiamo sempre insieme, come devo comportarmi?
grazie mille.
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Salve,
credo che suo figlio sia un po' geloso di lei. Da quello che mi racconta lei passa molto tempo insieme al bambino e lui, quando vede arrivare il padre, ne è geloso, perché distoglie l'attenzione da lui. Non si preoccupi che comunque sono fasi e presto suo figlio gestirà meglio la situazione.
Dica a suo marito di non demordere dal giocare con lui, magari per facilitare l'interazione, gli dica di spostarsi in una stanza dove il bambino non la può vedere o sentire.
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Aggressività |
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G.ma dott.ssa,
sono la mamma di un bimbo di 21 mesi. Da quando aveva 9 mesi frequenta il nido. Le maestre me lo descrivono come un bimbo dolce e sensibile ma quando si arrabbia si trasforma: se un bambino gli toglie un gioco lui lo spintona oppure lo picchia.
A casa, invece, quando gli vieto di fare qualcosa reagisce alzando le mani oppure dando testate.
Io non capisco da dove derivino questi atteggiamenti. Sia io che il padre non lo abbiamo mai picchiato (solo qualche volta qualche schiaffetto leggero sulla mano o sul pannolino), al massimo alziamo la voce per dissuaderlo da questo comportamento aggressivo.
Cosa posso fare? Mi devo preoccupare?
Lo scorso anno, nel nido che frequentava, lo hanno voluto spostare con i bambini più grandi perchè ritenevano che avesse bisogno di più stimoli. E' possibile che, trovandosi con bimbi più grandicelli, si sia scatenata questa sua aggressività per difesa?
Grazie mille in anticipo per il Suo aiuto
Alessandra
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L'aggressività in un bambino così piccolo è comunque normale," il gioco è mio e lo tengo io".
Non ho capito perchè sia stato spostato con i bambini più grandi, forse questo evento ha stimolato maggiormente il suo carattere particolarmente deciso. Credo comunque che l'importante sia che il bambino venga brontolato con decisione e fermezza tutte le volte che mette in atto i suoi atteggiamenti aggressivi. Non deve essere soffocato dalla vostra presenza costante, deve solo imparare a capire che non si deve fare. Ci vuole comunque pazienza e ancora tanto tempo prima che possa capire del tutto.
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L'amica del cuore |
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Buongiorno, mi scuso se Le mando questa mail anche se non sono fiorentino ma ho urgenza di avere un parere professionale perché mia figlia Martina, 11 anni a Novembre, inizia oggi la frequenza della prima media nella quale classe non è stata assegnata la sua amica del cuore, Ilaria. Piange e si rifiuta già frequetare, lo stesso Ilaria anche se con meno enfasi. Abbiamo provato a farla ragionare ma senza esito
Da 5 anni ci siamo trasferiti da Roma a Riano, a nord di Rm, motivo per cui Martina ha avuto il primo distacco dalla sua prima amichetta. La nuova casa è una villetta isolata rispetto al paese, con i mezzi pubblici a debita distanza. La famiglia di Ilaria abita nella villetta ( circa 200 mt) vicino alla nostra, con Martina ha frequentato le elementari. Tra le due bambine si era creato un forte legame sia di amicizia oltre il gioco, in modo particolare di studio. Martina è una bambina introversa che spesso tende a isolarsi, come anche scritto nella valutazione scolastica. Abbiamo notato dei forti cambiamenti anche grazie all’amicizia di Ilaria.
Ora invece temiamo che possa isolarsi nuovamente perché, pur rimanendo l’amicizia con Ilaria, non condivideranno le ore di studio a casa che sono maggiori alle ore di gioco e da stimolo per stare insieme. Peraltro i nuovi compagni di scuola di Martina non sono nelle vicinanze della nostra casa, motivo per cui dovrà studiare da sola per questo temiamo che possa isolarsi. Ovviamente fermo restando l’affiancamento di mia moglie oltre le ore di lavoro.
Purtroppo ora non si trovano nella stessa classe e questo è vissuto come un trauma da mia figlia. Venerdì u.s. abbiamo provato a parlare con la preside per rappresentare questa situazione e invece di avere un dialogo è nato uno scontro perché non ci ha ricevuto riservatamente per ascoltarci, si è arroccata sul fatto che le classi sono state ripartite secondo criteri decisi dal consiglio di Istituto…punto e basta. Martina era presente perché avrebbe voluto parlare anche lei con la Preside, invece è andata così.
Negli ultimi 5 anni Martina ha subito altri traumi i perché nel 2008 abbiamo subito il sequestro della nostra casa comprata regolarmente, con circa 200 Guardie Forestali davanti la casa che ci hanno intimato anche di abbandonare immediatamente la casa. E’ successo a dicembre 2008 alle ore 6 di mattina e ha coinvolto circa 120 villette e altrettante famiglie.
Dramma per tutti, particolarmente per i bambini. Da pochi mesi è morta anche la nonna, mia madre, evento che ha traumatizzato ancora Martina. Come se non bastasse io e mia moglie ci stiamo separando, pertanto potrei andare via da casa. Io e mia moglie riteniamo che l’amicizia con Ilaria, con la frequentazione della stessa classe anche per condividere le ore di studio potrebbe aiutare nostra figlia.
Avrei voluto dire queste cose alla Preside, invece ci ha chiuso la porta in faccia. Le chiedo un consiglio su cosa possiamo fare, visto che oggi è iniziato l’anno scolastico. Le sono grato per i suoi suggerimenti. Grazie e saluti
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Salve,
credo che i figli purtroppo, non si possano proteggere da tutto quello che la vita riserva loro: il nostro compito è perciò quello di fargli capire, con parole semplici,quello che succede attorno a loro. Sicuramente sua figlia sta passando un momento difficile, ma non è "attaccandola" all'amichetta del cuore che si risolve la situazione.
Quello che le posso consigliare è di aiutare sua figlia ad interagire anche con gli altri ragazzi di classe sua, aiutandola a stabilire nuovi rapporti con i suoi compagni di classe; se abitate lontano, proponete alle madri degli altri ragazzi di venire a casa vostra affinché possano studiare assieme. Siate voi a semplificare la situazione, senza "sedimentarla" in un passato che non potrà più venire. Per quanto riguarda la sua amichetta del cuore, lasciate che la inviti o che si incontrino durante il fine settimana, affinché la loro amicizia non venga mai meno. Parlateci e spiegateglielo, oramai ha 11 anni e non è più una bambina piccola, deve imparare a vivere nel mondo anche da sola, datele fiducia, ce la può tranquillamente fare.
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Nonne... |
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Buona sera, sono un uomo di 35 anni sposato e con un bellissimo bambino di 2 anni e mazzo.
Il mio problema è il rapporto di mia madre con il suo nipotino.
Generalmente non aveva un carattere straordinariamente possessivo nei miei confronti ma dopo il matrimonio qualcosa è cambiato. Ha un problema di relazione con mio figlio: è attaccata a lui in modo quasi
ossessivo, pensando forse di esserne la madre; non posso lasciarli troppo soli perchè lei riesce a distruggere in pochi minuti quel pò di educazione che riesco a dargli.
La metto al corrente delle regole che abbiamo studiato per lui ma con quella superiorità che la contraddistingue non ne rispetta nessuna. Il rapporto con mia moglie è puramente formale; cordiale ma niente di più in quanto ogni tentativo da parte di mia madre di avvicinare mia moglie è solo mirato allo scopo di vedere il bambino. E’ diventata una situazione troppo esasperata per la mia famiglia. Cerco di parlarle ma dopo pochi giorni è tutto come prima: CHE FARE? Aspetto una sua graditissima risposta.
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I nonni sono sicuramente una risorsa importante per noi genitori e per i bambini stessi.
Spesso le nonne reagisco in modo possessivo con i nipoti, quasi per un senso di rivalsa nei confronti delle compagne che le hanno rubato il figlio!!!
Il consiglio che posso darle, oltre a quello di parlarle francamente, è quella di rassicurarla che comunque, lei (suo figlio) non lo perderà.
Inoltre la nonna di oggi è quella donna che si trova ancora ad essere giovane e con la possibilità di godersi un bambino a cui vuole bene, senza dover rincorrere il tempo come quando era giovane... adesso sua madre ha il tempo, prima, quando aveva lei, non lo aveva.
Rendetevi disponibili a lasciarglielo ma con regole precise... qualche piccolo vizio comunque dovrà essere concesso, da che mondo è mondo i nonni hanno sempre viziato i nipoti! Suo figlio col tempo si renderà comunque conto che la casa dei nonni è diversa, con regole diverse, dalla casa dei suoi genitori. L'importante è che voi non discutiate mai sulle regole da voi stabilite, all'interno del vostro nucleo familiare.
Inoltre, tanta pazienza, si ricordi che i nonni sono un punto di riferimento importante nella vita dei bambini.
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La nuova "sorellastra" |
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Salve Dott.ssa Bartoli,
ho una bimba di quasi 10 anni. Premetto che sono separata da 3 anni ed io ed il mio ex marito non ci rivolgiamo la parola. Ho un compagno che frequento da 2 anni con una figlia di 9 anni anche lui. Mia figlia non ha problemi a scuola, generalmente e'buona e generosa.
Ma quando stiamo tutti insieme o andiamo via con amici tende ad avere un comportamento tipo: ci sono prima io, diventa quasi maleducata negli atteggiamenti e tende a fare dispetti senza motivo e stupidi. Si rende cosi' antipatica agli altri che, tendono alla fine ad evitarla innervosendola ancora di piu'.
Se la sgrido sembra quasi non mi ascolti; le spiego i motivi e come dovrebbe comportarsi ma poi ricapita. Con quale atteggiamento devo pormi per farle capire di portare rispetto agli altri ed agire con piu' umilta'? Continuare a parlarle sperando che capisca o riempirla di "no" e punizioni?
Grazie
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salve,
da quello che mi ha scritto posso capire che sua figlia ha un cambiamento, quando è con la nuova famiglia... se è così, credo che sia normale, spesso i bambini cercano di attirare l'attenzione del genitore anche con cose molto infantili. Il consiglio che posso darle è quello di cercare di starle accanto in quei momenti che magari per lei sono difficili. Quando uscite tutti insieme, le tenga la mano, le sorrida, interagisca con le. Poi, dopo un po', proponga dei giochi con tutti (carte, giochi da tavolo, pallavolo....). So che magari è da tanto tempo che sta con il suo compagno, ma sua foglia può non ancora accettare la cosa. Provi con questo metodo, al massimo, cerchiamo un'altra soluzione.
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Sindrome del Nido Vuoto |
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SALVE.
Ricerco di nuovo un suo parere. Oggi la mia bimba di quasi 4 anni ha iniziato la scuola materna... sono contenta ma non troppo e penso di soffrire della sindrome del nido vuoto. Faccio il possibile per non farle capire la mia preoccupazione o meglio la mia ansia.
Vivo a Milano e la cosa che non mi fa piacere è che la mia bimba deve fare il tempo prolungato e io dato che non ho l’esigenza vorrei portarla a casa nel pm ma non so se faccio bene o male. Vorrei un suo parere.
Nonostante i miei studi in psicopedagogia non riesco a fare la mamma no ansia!
Grazie anticipatamente.
Saluto cordialmente
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Salve,
come giustamente lei ha detto la sofferenza del nido vuoto è un problema che riguarda maggiormente il genitore , in particolare la madre.
Quello che le posso consigliare è di lasciare sua figlia al tempo pieno.
I 4 anni sono un'età in cui i bambini hanno bisogno di stare con gli altri bambini, così poi, quando andrà a riprenderla a scuola avrete entrambe, un maggior piacere di stare insieme. Non conta la quantità di tempo disponibile, ma la qualità con cui lo gestisce insieme alla bambina.
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Vizi e capricci |
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Buongiorno, sono la nonna paterna di una bambina di sette anni.
Bambina che vive con i nonni materni, in quanto, i genitori lavorano e stanno tutto il giorno fuori casa.
La bambina e' molto viziata, e nell'ultimo anno, quando le viene detto no, (questo non lo puoi fare, oppure questo non lo puoi avere), reagisce in modo aggressivo alzando le mani, calciando, e dicendo parolaccie nei confronti di tutti, anche verso il padre, che dopo aver provato ripetutamente a farle capire la ragione del no, arriva a sculacciarla e castigarla (non facendole vedere i catroni animati ecc.ecc.).
Ma lei non accenna a cambiare, anzi, e' sempre piu' ostinata a provocare le reazioni del padre e di chiunque le dica no, pur sapendo che arrivano le reazioni spiegate sopra.
In famiglia non sappiamo come comportarci, gradiremmo molto un suo consiglio.
Grazie.
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Da quanto capisco i genitori di sua nipote stanno fuori tutto il giorno.
I nonni paterni certamente faranno del loro meglio perchè la bambina possa stare bene. Il consiglio che posso darle è quello di dire a suo figlio e a sua nuora che quando tornano a casa del lavoro, provino a stare un po' di tempo con la bambina, salutarla con i baci e gli abbracci a far vedere che le è mancata e che vogliono stare con lei.
Stimoli i genitori a fare mini gite il week end. Quando poi la bambina fa i capricci, dica a suo figlio che spesso le sculacciate creano maggiore nervosismo nel bambino e, anzichè aiutare, spesso peggiorano la situazione. La bambina deve essere brontolata e quindi anche punita(non farle vedere i cartoni....) ma con amorevolezza.
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Nonna "mamma" |
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Salve, ho visitato il sito di fiorentini si cresce e devo dire che è molto bello e ho letto anche alcuni suoi consigli molto interessanti e mi sono detta: forse se le scrivo può essere d'aiuto anche per me !!!! :-)
Arrivo subito al punto:
sono mamma di un bimbo di quasi tre anni, un bambino solare, curioso, molto furbo, molto attivo, ma il problema non è lui,è la famiglia paterna in particolarissimo la nonna!!!
Io credo che per lei io e mio marito non esistiamo come genitori,di tutto quello che le diciamo anzi le dice mio marito su come comportarsi con il bambino all'inizio ci dà ragione ma poi dimentica tutto quello che si è detto e fa sempre di testa sua anche in nostra presenza e se sgridiamo il bambino lei è subito pronta nel consolarlo e alza subito gli occhi come per far capire che stiamo sbagliando.
Con me stà sempre in competizione, se il bimbo cade e cerca me, lei vuole consolarlo lo stesso in tutti i modi cercando di non farlo venire da me, se glielo lascio qualche ora, cosa che nn faccio quasi mai capitare, e il bimbo piange perchè io sono andata via, lei me lo nasconde per paura che poi non glie lo lascio un'altra volta, ci invita quasi sempre a pranzo o a cena ma non per piacere di stare insieme ma per cogliere occasione per stare con il bimbo... sicuramente con quello che le sto scrivendo sembra che il suo comportamento è dato dal fatto che magari non gie lo faccio mai vedere ma non è così, abitiamo a due passi e lo vede diciamo tutti i giorni anche perchè ci passo spesso, é il fatto che secondo me lei ha un rapporto molto morboso, a volte anche malato.
E' capitato molte volte che lo venisse a prendere con la scusa di lasciarmi un pò libera nel fare le faccende di casa anche se non ho mai avuto problemi in questo, le faccio tranquillamente tutti i giorni mentre lui gioca senza darmi alcun problema. Ho notato però che lei non vuole che ci sia io quando c'è il bambino anche perchè ho visto che quando lui stà da lei e non la calcola magari cerca più il nonno o me lei fa tutte le cose che attraggono il bambino in modo da farlo giocare con lei, non credo sia molto normale, lei vuole stare sempre al centro dell'attenzione del bambino.
Devo dire che forse ho sbagliato io dall'inzio a darle tanto spazio ma io ingenuamente credevo davvero che lo facesse per darmi una mano anche se a volte mi sembrava esagerata ma per non creare problemi ho sempre lasciato stare, ma adesso stà diventando un problema, a parte che è una donna che vuole essere sempre partecipe di tutto ciò che facciamo e si sente messa da parte e si arrabbia con il figlio (a me fa sembrare che va sempre tutto bene) se non la mettiamo a conoscenza di qualcosa, insomma noi ci sentiamo ancora figli e non genitori e questo ci crea anche problemi.
Mio marito molte volte le ha fatto capire che i suoi comportamenti sono sbagliati ma lei niente non capisce o fa finta di non voler capire.
Qualche volta è capitato che mio figlio l'ha chiamata mamma davanti a me, io l'ho corretto e lei invece gli ha detto:TU SEI UN AMORE!!! Non era forse meglio dirgli che lei è nonna e non mamma? Tutti questi comportamenti mi hanno creato dei forti disagi anche psicologici perchè, adesso non tanto ma fino a qualche mese fa si, lui voleva stare con lei e non con me e lei ci ha sempre goduto al contrario di me che ogni volta era un pianto amaro, quello che mi ha fatto più male è che lei, essendo già madre, non ha minimamente pensato che forse ci potevo star male, tutto questo ha scaturito in me una forte gelosia soprattutto con lei e con le persone che pretendono mio figlio, infatti quando ero ancora ingenua non sono mai stata gelosa di lui perchè non vedevo cattiveria.
Mi scuso se mi sono dilungata troppo anzi diciamo che le ho scritto proprio un piccolo antipasto di ciò che succede ma spero di esser stata abbastanza chiara, io le chiedo di darmi un consiglio perchè a volte non so come comportarmi anche perchè io per loro sono una che vede le cose che non esistono, vorrei anche staccarmi un pò da questa famiglia ma non solo per il problema di mio figlio ma per NON SENTIRCI PIU' FIGLI.
E poi, secondo lei, se mio figlio vuole stare con lei è perchè lui non mi considera, perchè non lo faccio divertire abbastanza?Io do tutta me stessa a lui! Spero che risponderà presto alla mia mail,grazie infinite...
Stella
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Salve Stella,
le nonne e i nonni sono un bene prezioso per i nipoti, per la storia che essi possono raccontare di noi genitori; sono spesso adorati, idealizzati e amati, ma nulla è eguagliabile all'amore che i figli provano per i propri genitori.
Sua suocera può essere invadente e a volte esuberante con suo figlio, molto probabilmente per una forte competizione che può avere nei suoi riguardi (si ricordi che le ha "rubato" il figlio!!!) e vuole quindi isolarsi con il nipote per cercare di ricreare quello che fu o quello che avrebbe voluto che fosse stato il rapporto con suo figlio vero.
O semplicemente dimostrare a suo marito che lei (sua suocera) è migliore di lei... qualunque sia il motivo, l'importanza del contatto che suo figlio può avere con il soggetto più maturo è fondamentale, anche per la crescita nel rispetto dell'anziano (anche se anziana non è ancora, ma lo diventerà).
Il consiglio che posso darle è di mostrare piacere nel dare il bambino a sua suocera, magari sfruttando l'occasione per andare a rilassarsi a fare qualcosa per se stessa. Corregga il bambino se sbaglia mamma con nonna o viceversa, cerchi di dare delle regole alla nonna ma poi, cerchi di lasciarli soli, così sua suocera ottiene del tempo con suo nipote e lei del tempo per se stessa!!
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Timidezza |
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Bongiorno Dott.ssa,
mia figlia ha 3 anni e ½ e ancora non riesce a relazionarsi con gli altri bambini. Preferisce giocare da sola, non si avvicina mai ai bambini, e anzi se in luogo ci sono tanti bambini vuole andare via. E’ strano anche perché da quando aveva 8 mesi va all’asilo nido e gli unici bambini che considera suoi amici sono proprio quelli del nido, con i quali gioca anche se li incontriamo ai giardinetti. Anche con gli adulti è piuttosto timida, ma la cosa ovviamente mi preoccupa meno.
Vorrei capire cosa io e mio marito possiamo fare per farle superare questa timidezza.
Grazie
Silvia
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Salve,
credo che non si debba preoccupare per il comportamento di sua figlia, la bambina è semplicemente timida con chi non conosce ma, come lei stessa mi dice, con i suoi compagni di classe non ha il minimo problema. Inoltre all'età di sua figlia è normale che il bambino singolo, quando deve entrare in un gruppo grosso di bambini sconosciuti, tenda a giocare da solo.
Quello che posso consigliarle è di spronarla nel gioco con gli altri, magari prendendola per mano e facendole vedere come si fa il primo passo, (andare verso una bambina che magari gioca sola, e dire"ciao, come ti chiami?" "perchè non giocate assieme?"... prima chiedete se a vostra figlia va bene di giocare con "quella bambina" e se acconsente, procedete, se al contrario non ne vuole sapere, aspettate un'altro giorno e riprovateci, fin tanto che possa imparare come si fa il primo approccio... dopo un po', se la cosa procede positivamente, cercate di farlo fare a lei da sola) . Ovviamente il mio consiglio è anche di non far capire a vostra figlia che questo lato del suo carattere vi può creare problemi. Con il tempo le cose si delineeranno maggiormente, e il carattere della bambina verrà del tutto fuori, senza bisogno di nessun aiuto.
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La notte nel lettone |
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Buon giorno,mia figlia ha 3 anni compiuti a Marzo, frequenta il nido e a Settembre andràa all Materna.
Già da due mesi non usa piu' il pannolino, la notte con ottimi risultati e già dalla scorsa estate non ha piu' avuto il pannolino per l'intera giornata, l'ho allattata fino a 14 mesi e non ha mai avuto il ciuccio.
Mi ritengo abbastanza fortunata in merito alle tappe e alla riuscita di esse, un' unica cosa per cui non riesco a trovare un metodo è quello della notte.
l'addormento nel mio lettone leggendo le fiabe, successivamente viene il padre e la porta nella sua culla. Non passano neanche tre ore che mi chiama e vado a riprenderla e la porto nel lettone.
Il pomeriggio invece fa il suo riposino nella sua culla.
Noto che ha bisogno del contatto fisico, infatti la notte con la manina cerca il mio seno.
Grazie
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Salve
il momento del sonno è una grande conquista per i bambini e... per noi genitori!
Se il bambino non viene abituato fin da piccolo a dormire solo, spesso l'esigenza di avere l'adulto accanto, tende a prolungarsi nel tempo. Inoltre, credo che le dinamiche che lei mi descrive siano quelle adottate durante l'allattamento ( la bambina veniva addormentata a letto al suo seno e poi portata in culla dal padre...).
Non esiste una regola per far si che il bambino dorma da solo. La cosa più importante è decidere di farlo, a partire da un giorno, dopo del quale non transigere più che la bimba venga a letto con voi.
Dovete credere fino in fondo che vostra figlia acquisterà tantissimo e così voi, se riuscirete a raggiungere questa tappa.
Dopo questa prima importante fase provate a passare una giornata speciale con lei (anche andare a prendere il gelato...), magari comprate un piccolo oggetto per camera sua e quando tornate a casa, addormentatela raccontandole una favola, accanto a lei.
Le prime volte sarà difficile, ma forti della vostra convinzione, provateci sempre senza più cedere, neppure per un minuto, non trovate compromessi, non tornate più indietro da quello che avete deciso.
Se vostra figlia è una bimba capace di adattarsi al controllo degli sfinteri così presto, sicuramente si adatterà anche a questa importante fase.
Vi consiglierei di fare qualsiasi cambiamento quando avete un po' più di tempo, magari il sabato o la domenica o quando il giorno dopo non lavorate.
Ci vorrà tanta pazienza e decisione ... soprattutto quando la bambina urlerà o piangerà!
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Enuresi: controllo corticale
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Buongiorno, ho due gemelli di quasi 7 anni (maschio e femmina). Il maschietto soffre di enuresi notturna. Fatti i dovuti controlli clinici non è risultato nulla a livello fisico. Abbiamo aspettato un periodo nel quale pensavamo che la cosa si risolvesse spontaneamente ma così non è stato.
Vorremmo sapere come comportarci. Grazie.
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Salve,
se sono stati fatti ogni tipo di accertamento, credo sia importante per voi genitori e per chi sta accanto al bambino,di non enfatizzare la cosa, cercando di sminuirla il meglio possibile (cercate di non farlo sapere a sua sorella, che magari potrebbe mortificarlo in altre situazioni con amici in comune... o il bambino sentirsi minacciato dal fatto che sua sorella potrebbe dirlo). Ci sarebbe una tecnica comportamentale da adottare in questi casi e sembra che funzioni, la cosa importante è che il bambino voglia provarci ( e qui dovrete intervenire voi come genitori, spiegandogli che così potrà risolvere la cosa, che è solo un aiuto e che nessuno lo verrà a sapere....etc...):
Modello del controllo corticale
La tecnica usata è quella del “campanello”: si basa sull’uso di un allarme acustico che suona immediatamente quando il bambino nel sonno emette le prime gocce di urina. Il risveglio deve essere immediato, il bambino dovrà alzarsi, andare in bagno e svuotare completamente la vescica. Qualora il bambino avesse troppo sonno e non volesse alzarsi, i genitori devono farlo comunque alzare dal letto, per andare in bagno. E’ importante spiegare al bambino l’importanza della sua collaborazione.
Dopo un numero relativamente ridotto di risvegli, il bambino impara a percepire le contrazioni vescicali che precedono la minzione e a svegliarsi prima dell’emissione dell’urina.
I risultati si ottengono già dopo 15-20 giorni, ma la terapia deve essere protratta per almeno due mesi per consolidare tale controllo.
Provate a chiedere al vostro pediatra. |
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Generazioni a confronto |
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Salve Dottoressa Bartoli,
ho un bambino di 3 anni ed una gelosia pazzesca nei confronti di mia madre e di mia suocera. Quando ci sono loro mi fanno sentire una bambina piccola, perché sembra che loro abbiano tutte le risposte per quanto riguarda la cura del mio Ricky.
Non riconoscono il mio ruolo di madre e soprattutto di adulta… che devo fare secondo lei?
Grazie L.
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Salve L.,
le dinamiche familiari che lei mi descrive sono tipiche in molte famiglie. Quelle che sono state madri un tempo (sua madre e sua suocera), si sentono più capaci di quelle che lo sono per la prima volta e credendo di aiutare, spesso esagerano soffocando quello che è l'istinto naturale in molte donne: essere madre.
Il fatto di farla sentire non adulta credo sia legato alla difficoltà di sua madre e di sua suocera di accettare il fatto che i figli crescano e che da adulti, diventino anch'essi genitori, come loro...
Lei non deve essere gelosa, perchè lei è la madre e nessuno le può togliere il suo ruolo, quando suo figlio è con sua madre o con sua suocera, ne approfitti per rilassarsi.
E' comunque importante far capire quanto lei sia capace, non assuma atteggiamenti che possono far credere che lei non sappia come fare o di far fare tutto a loro. Principalmente è lei che deve credere di essere diventata adulta e madre, il resto vien da sè.
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Terrore nel tagliarsi i capelli |
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Gentile dottoressa
Le scrivo per sottoporle il mio problema.
Mio figli o di tre anni e mezzo ha il terrore del parrucchiere. Ogni volta è una tragedia. Tanto che alla fine ci sto rinunciando ma mi rendo conto che non è la soluzione ideale. Perchè il piccolo è così terrorizzato dal barbiere? Eppure non sente dolore e l'ambiente è molto accogliente.
Grazie per la sua risposta
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Gentile singora,
Ciò che spaventa i bambini è l'atto stesso del tagliare i capelli, forse riconducibile alla paura della trasformazione e del recidere parte della loro immagine.
Un consiglio che posso darle è quello di giocare al barbiere con suo figlio, si faccia pettinare i capelli e con delle forbici immaginarie lasci che lui li tagli a lei, lo faccia giocare anche col papà, con il quale si identifica maggiormente.
Quando andate del parrucchiere portate una favola e sedendosi accanto a lui, gliela legga ...
Cerchi di non usare la parola "taglio" ma "facciamoci belli", gli faccia un regalino una volta "fatto bello" e lo lusinghi di baci una volta concluso il tutto.
Non forzi la cosa ma abbia la pazienza di fargliela assimilare e apprezzare.
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A scuola in un modo, a casa in un altro |
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salve io ho un bambino di quasi 3 anni al asilo un angelo pipi e cacca in water ,qui invece pipi mamma e non arriva al bagno e pipi addosso.
Non so piu che fare,idem la cosa col cibo a asilo mangia qui si impunta a non mangiare.ho provato coi pupazzi che fan pipi in water nulla,all inizio ci riusciva pipi in water ora no.col mangiare e una presa di testardaggine no mamma scottamse mangia e un miracolo.coi noi teo fa caprici normale no,ma ti sfida nel farlo mangiare,lei che farebbe,con le buone c ho provato ma e testardo |
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Salve,
spesso esistono differenze comportamentali in ambiente familiare o in ambito scolastico. In quest'ultimo il bambino vive in costante contatto con i suoi coetanei, con i quali svolge molte attività, anche quella di mangiare ed andare in bagno e grazie a questo rapporto giornaliero con i compagni suo figlio apprende e imita da loro. Inoltre la relazione con l'educatore non potendo essere esclusiva ad un solo bambino, stimola l' indipendenza e quindi, tutti quegli atteggiamenti adeguati al normale sviluppo psico-fisico di questa età.
Il rapporto con la famiglia invece, viene investito dal bambino di grandi sentimenti a volte per lui non gestibili(da qui scattano i capricci, o tutti quei comportamenti a volte "fuori luogo") , inoltre il rapporto esclusivo con la figura adulta lo rende ancora più prepotente con questa.
Quello che posso consigliarle è di provare ad assecondare il meno possibile i capricci di suo figlio al momento del pasto, provi a lasciarsi aiutare mentre cucina e a proporgli il cibo come favola ma non lo aiuti a mangiare, lasci che faccia da solo e sorrida quando ci prova, se suo figlio non fa assolutamente niente, provi a lasciarlo senza mangiare (una volta ogni tanto non succede niente). Così per il problema della pipì addosso, non lo brontoli, provi a non dar importanza sul momento, ma ribadisca con tono fermo e deciso che non deve farlo e che lui ha tutte le capacità per poterla fare sul wc da solo, lo premi se ci riesce.
L'educazione è una fase molto importante e faticosa per i genitori ma spesso le soluzioni vengono trovate insieme, con i continui tentativi per prove ed errori che si stabiliranno tra lei e suo figlio.
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Quando i nostri figli sognano |
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Gentile Dott.Bartoli
ho una curiosità: a che età si inizia a sognare? mio figlio che ancora non ha tre anni, non mi racconta mai se e cosa sogna ma a volte di notte si sveglia piangendo...potrebbe essere qualche incubo? o ancora è presto per sognare?
Grazie
Gabriella
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I bambini sognano fin da piccolissimi, è solo difficile ottenere un resoconto del sogno stesso. E' comunque importante, al risveglio da un possibile incubo, che voi genitori lo accogliate il meglio possibile cercando di farlo parlare attraverso il disegno o immagini che voi stessi rappresentante in attinenza con quello che vi racconta.
Cercate comunque di non "metterci del vostro" provando a farlo sfogare il più liberamente possibile, ciò permetterà di valorizzare il sonno e il sogno stesso.
Il contenuto dei sogni nei bambini così piccoli, è molto trasparente e si tratta spesso della soddisfazione di un desiderio diurno o la copia fedele di vicende familiari o scolastiche.
E' importate al momento di mettere a letto vostro figlio che cerchiate di proporgli ninnananne rassicuranti o giochi magici che lo facciano rilassare e se l'incubo si ripresenta, proponetegli, come già ho detto, di disegnarlo e poi, magari, stracciarlo o buttarlo via, come se fosse un gioco.
L'attività onirica è comunque fondamentale per lo sviluppo biologico e psicologico del bambino, quindi non preoccupatevi, ma "accoglietela". |
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Paura del vasino |
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Gentile Dott.ssa Bartoli,
mi chiamo Silvia, sono la mamma di Matteo un bambino di 2 anni e 3 mesi , questa estate ho provato a togliergli il pannolino incoraggiata dal fatto che mi diceva di avere fastidio e continuava a levarselo.
Ho iniziato a metterlo sul vasino per gioco e la cosa stava andando bene fino a che non ha fatto per la prima volta la cacca . Pensando di far bene con mio marito e la nonna abbiamo fatto i complimenti a Matteo, dicendogli che era stato bravo, che aveva fatto bene, ecc.. Da allora non ha più voluto saperne e tutte le volte che parliamo di vasino fa finta di niente o risponde che ha paura.
Ho provato a mettere sul vasino anche il suo peluche preferito, dicendogli che era bravo a fare pipì li e che non succedeva niente di male, Matteo reagisce dicendo che lui è bravo ma al momento in cui gli chiedo se vuole provare mi dice di no e scappa tutto impaurito.
Per ora ho lasciato perdere , non vorrei che il vasino diventasse un incubo per lui, è ancora piccolo e tempo per togliere il pannolino ne abbiamo, ma vorrei trovare il modo per fargli coraggio e fargli capire che non deve aver paura, come posso fare?
La ringrazio in anticipo per la sua risposta , cordiali saluti
Silvia |
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Togliere il pannolino è una fase di sviluppo molto importante, quando i bambini usano il vasino, lo fanno con l'idea che una parte di loro se ne sta andando.
E' probabile che sia ancora troppo presto per suo figlio accettare questa evacuazione e quindi la rifiuta. Avete fatto benissimo a provare con i bambolotti, provate ad aspettare ancora un po' di tempo e nel mentre fatelo venire in bagno con voi, giocateci insieme.
Potreste anche metterlo sul water insieme a voi.
Non sgridatelo e non date troppo peso all'evento altrimenti non farete altro che rafforzare il suo rifiuto.
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Mangia la solita minestra... |
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Gent.ma Dott.sa Bartoli,
sono il padre di un bambino di nove anni. Io e la madre ci siamo separati circa cinque anni fa, il bambino non ha mai manifestato problematiche di alcun tipo per questo evento, anzi mio figlio si è sempre dimostrato molto sereno, socievole, tranquillo. A scuola ha un ottimo rendimento ed è molto ricercato dai compagni, che spesso lo invitano a casa loro a giocare, perfettemente d'acordo con i loro genitori, i quali apprezzano l'educazione del bambino.
Qual è allora il problema? Mio figlio si rifiuta in modo perentorio e sistematico di mangiare in modo variegato, si impunta nell'assimilare rigorosamente la solita ristrettissima cerchia di alimenti: pasta in bianco, pasta al pomodoro, petto di pollo, frittata, wurstel, banana e direi nient'altro.
Impossibile proporgli qualcosa di diverso. La stranezza è che si rifiuta nel modo più assoluto non di mangiare, ma anche di assaggiare altri alimenti. Piuttosto che ingerire un pomodoro, una pasta al pesto, un po' di verdura e frutta farebbe qualsiasi cosa.
Il problema si è manifestato già all'età di dodici mesi, quindi prima della separazione, quando l'insegnante dell'asilo nido mi disse: "Suo figlio mangia con gli occhi". Forse abbiamo sbagliato a non insistere, ma il fatto che Simone (questo è il suo nome) sia sempre stato un bravissimo bambino, ci ha reso difficile adottare metodi incisivi.
Gradirei un suo parere su quanto sopra, considerando il fatto che mio figlio esce da scuola alle 16,30 dopo aver saltato totalmente o quasi il pranzo.
RingraziandoLa per l'attenzione, gradirei un Suo parere su quanto sopra, eventualmente fornendomi anche un suggerimento su professionisti o strutture in grado di aiutarci.
Cordiali saluti.
Giovanni Agresti |
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La maggior parte dei bambini sono molto selettivi riguardo al gusto e quindi a quello che gli piace o meno. Il fatto che lei sottolinei di non aver usato metodi incisivi nell'educare suo figlio al cibo, mi può far pensare ad un circolo vizioso che si è creato al momento del pasto.
Il bambino ha capito che può ottenere qualsiasi tipo di alimento e quindi lo pretende in maniere categorica. Provate, in complicità con la madre, ad imporvi, a cucinare solo una pietanza a pasto e se non la vuole, non mangia.
Provate a non dar peso al fatto e comportatevi come se non succedesse niente. Se i bambini non mangiano una volta, mangeranno di più dopo.
La frutta è molto importante, provate a fargli una macedonia, magari il colore lo può allettare a così inizierebbe a prendere confidenza con il sapore della frutta. Cercate a non assecondarlo in tutto e..tanta pazienza! |
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Si mangia le unghie |
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Gentile Dott.sa Bartoli,
le scrivo perche mio figlia 5 anni, ha iniziato la scorsa estate a mangiarsi le unghie.
Trovo che sia una cosa bruttissima oltre che dannosa nel caso di infezioni, percio ho parlato e riparlato con mia figlia spiegando le ragioni per cui non dovrebbe mangiarle e soprattutto cercando di capire perchè lo fa.
Al mare è venuto fuori il terrore del gommone, non accettava l'idea di montare sul gommone e cosi ha iniziato a scaricare la tensione rifacendosela sulle dita.
Poi è andata bene per tutto settembre fino a che pochi giorni fa ho trovato di nuovo le sue manine rovinate. Mi ha detto che aveva paura che non tornassi a prenderla, era stata tutto il giorno dai miei genitori. Quindi Dott.sa Bartoli le chiedo, visto che è palese che mia figlia abbia degli scarichi tensionali di questo genere, come posso fare ad evitarglieli? parlando sembra non funzionare, minacciandola meno che mai...Mi consigli lei.
Grazie dell'aiuto, una mamma in difficoltà
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Mordersi le unghie è per la bimba una soluzione alle tensione che vive e che non riesce a sfogare esternamente al suo corpo. Per questo motivo le proporrei di trovarle uno sport o altro, attraverso il quale poter sfogare le sue ansie interne (ballo, canto, musica...) .
Inoltre consiglierei di continuare ad inibire il comportamento di sua figlia, con semplici frasi ("ti fai male"), in quanto deve rendersi conto di fare qualcosa che non deve.
Come aiuto pratico, in commercio ci sono smalti trasparenti dal sapore amaro che possono aiutare in queste situazioni (spieghi alla bambina che è per il suo bene e che lo smalto la aiuterà a
non ammalarsi...).
Un ultima cosa, non meno importante delle altre, non sempre è salutare "modificare comportamenti e situazioni", vostra figlia dovrà abituarsi a gestire frustrazioni, dovrà imparare a fronteggiarle e a difendersi, fanno parte della sua vita e gli sono necessarie. Cerchi quindi di accompagnarla in questo percorso con tolleranza e tanta pazienza. |
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Bastian contrario |
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Buongiorno!! Avrei bisogno di un vostro aiuto urgente!!!
Mio figlio ha quasi 9 anni, frequenterà la 4' elementare e da sempre ha questo carettere tipo bastian contrario!
Prende tutto come una sfida, deve sempre arrivare primo! E' agitato, non in modo ossessivo ma... le maestre lamentano la sua vivacità!
Un grosso problema è il momento di fare i compiti, trova 1000 scuse x non farli, arriva sempre al punto di farmi perder la pazienza....insomma una sfida continua!
Cosa potrei fare, cosa mi suggerisce per cercare di 'calmarlo' un po'!!
Ho provato di tutto, le punizioni non servono anzi, lo rendono ancora piu' nervoso! Gli ho tolto la psp, la televisione... ma non mi sembra di aver risolto molto
Ora mi sto imponendo di star calma io, di non farmi vedere sempre nervosa.... cerco di parlargli... ma non è facile!
Mi sa dare qualche consiglio!
Grazie
Ada |
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L'educazione dei figli è una lotta continua ed estenuante ma è una parte fondamentale perché possano crescere sicuri di se stessi e affrontare il mondo senza paure.
Non esiste un metodo unico con cui porsi ai bambini e solo i continui tentativi ed errori stabiliranno un rapporto idoneo per entrambe le parti.
Bisogna armarsi di pazienza quando ci rivolgiamo a loro (magari andando in un'altra stanza quando ci fanno arrabbiare per riuscire a respirare e trovare la calma) specialmente se c'è un tono di sfida come con suo figlio e la strada che mi ha detto che sta inseguendo ultimamente ( star calma, non farmi vedere sempre nervosa..) potrebbe essere una soluzione ai suoi problemi.
Per quanto riguarda i compiti è importante che il bambino non li senta come imposizione ma come responsabilità. Provi, all'inizio, a
proporglieli con tranquillità e con un bel sorriso(che non guasta mai nel rapporto con i figli!! ) magari facendogli scegliere da quale materia partire, si soffermi sulle nozioni interessanti che può imparare anche utilizzando il tono della voce.
Inoltre provi a dargli fiducia su piccole azioni quotidiane, per esempio si faccia aiutare a cucinare, ad apparecchiare, provi a mandarlo da solo a comprare il pane (se è vicino), gli dia compiti che possa essere in grado di fare senza pericoli e compiacersi con lui delle sue azioni.
La vivacità del ragazzo è adeguata ai canoni dell'età, soprattutto se è un maschio, per questo le consiglierei di fargli fare uno sport così che
possa incanalare le sue energie in qualcosa di positivo per lui e per la sua autostima. |
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Occhiali...come dirglielo? |
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Gentile Dott.sa Bartoli,
mio figlio che frequenta il secondo anno di scuola materna, dovrà portare presto gli occhiali. Chiedo a lei un consiglio: è meglio affrontare la cosa dicendoglielo piano piano, oppure lasciamo che lo scopra il giorno della prossima visita, quando l'oculista ci dirà il tipo di gradazione che dovrà portare il piccolo?
Cosa sarebbe meno traumatico per un bimbo di 4 anni?
Grazie, Alberto. |
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La novità degli occhiali non sempre viene accettata positivamente dal bambino. Non solo per la difficoltà pratica di indossare questo nuovo
"oggetto estraneo", ma soprattutto perchè la sua immagine cambia e, per quanto sia piccolo, il bambino lo percepisce.
E' quindi importante che i genitori per primi siano consapevoli che l'immagine del loro piccolo cambierà. Sarà del tutto normale che all'inizio vostro figlio verrà visto "con uno sguardo un po' diverso" e che non apparirà più così "perfetto" .
E' comprensibile provare questi sentimenti, ma è importante riuscire a superarli, pensando che si sta intervenendo per il bene del piccolo e per il bambino l'opinione dei genitori è fondamentale. Pertanto sarà importante guardarlo con la stessa ammirazione e dolcezza, per farlo sentire bello come prima.
Cercate di abituare il bambino gradualmente alla novità: non si può pretendere che indossi gli occhiali sin da subito, per tutto il giorno. Se il piccolo, dopo qualche settimana, non si sarà ancora abituato, prendete in considerazione il fatto che il problema potrebbe derivare dalla montatura: potrebbe essere inadatta. E' importante avere pazienza e rassicurare il piccolo nei momenti di disagio (anche a lui servirà tempo per abituarsi al nuovo se stesso riflesso allo specchio). Aspettatevi, quindi, anche una fase in cui il piccolo tenderà a lasciare in giro gli occhiali, a toglierseli oppure a romperli.
Questo periodo di "messa a punto" solitamente passa rapidamente per la grande capacità di adattamento, che solo i bambini hanno. Fate in modo che il piccolo percepisca gli occhiali come "amici, preziosi alleati per i suoi occhietti", dicendogli per esempio che i suoi "amici occhiali" gli permettono di vedere molto meglio i suoi cartoni animati preferiti! I primi tempi, provate a gratificarlo in qualche modo, se riesce a portare gli occhiali per il tempo concordato.
E' importante quindi anche non drammatizzate se qualche amichetto o compagno lo prende in giro. Durante il periodo della scuola materna, per i bambini è più importante l'opinione dei genitori. Quando il bambino cresce, aumenterà il suo disagio di sentirsi diverso dagli altri, questo perchè l'opinione dei compagni diventa determinante. Quindi, anche le eventuali prese in giro possono ferire in maniera profonda. Ma pensare di proteggere sempre il vostro bambino da tutto, è impossibile. Col tempo imparerà a difendersi da solo e a capire che non si può avere sempre l'approvazione di tutti. Può essere doloroso, ma fa parte della crescita.
Cercate di fare paragoni con esempi positivi, per esempio dicendogli: "Così assomigli al tuo maestro", oppure un campione dello sport o un
eroe/eroina della TV. Non colpevolizzatelo o punitelo se non vuole portare gli occhiali, poichè li detesterebbe ancora di più.
Provate quindi a dirglielo con cautela e a non usare toni altamente emotivi, provate anzi a farlo giocare con gli occhiali e con la scelta
della montatura andando nei negozi specializzati. |
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Ci siamo, è adolescenza! |
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Sono disperata e stanca! Ho un figlio di 11 anni che da sempre ha un carattere molto irrequieto ma adesso siamo proprio alla "frutta". E' dispettoso, insolente e maleducato, sia nei miei confronti che nei confronti dei miei genitori con i quali trascorre quasi tutta la giornata. Non mangia quasi niente e tutte le volte che arriva l'ora dei pasti lo devo imboccare, questo gli permette di giorcare alla psp o di vedere la tv senza accorgersi di quello che mangia. Questa situazione di persè crea già un enorme disagio organizzativo, soprattutto se si considera che suo padre è fuori casa per lavoro dalla mattina alla notte, e tutte le incombenze ricadono su me e sui nonni. Sembra essere in lotta con il mondo! Pur portandolo spesso fuori (viaggi, gite, week end) lamenta di avere una vita schifosa, di non essere lasciato libero come gli altri suoi amici...Cosa devo fare? Lui non ha regole, crede di poter fare tutto quello che vuole quando vuole e come vuole. Fino ad oggi nel padre ha avuto un valido aiuto perchè, considerandolo piccolo, lo ha assecondato con la speranza che con l'età avrebbe cominciato a ragionare. Ma così non è stato!!! Adesso siamo disperati in 2 anzi in 4!!
Non teme punizioni e nè schiaffi o pizzichi materiali (gli dò anche questi per la disperazione). Ho pensato che forse il collegio potrebbe fargli capire cosa significa vivere con regole e orari, pensa che possa essere una buona idea? Io vivo in un paesino della Puglia, pertanto questo comporterà il suo trasferimento in città, lontano dai suoi amici
e dalla sua scuola.
Per piacere sto per cadere nella totale depressione, datemi un consiglio.
Grazie, Rossella
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11 anni è un'età difficile, in cui il "bambino" lascia il posto al "ragazzo" con le sue esigenze di uscire, di stare con gli amici e di giocare con loro.
Educare un bambino non significa accontentarlo in tutto, non sono i sì detti che fanno di una persona un bravo papà è al contrario la capacità di insegnare regole e valori da rispettare affinché i bambini riescano a crescere integrati nella società e pienamente sviluppati come individui autonomi e indipendenti.
L'imboccare suo figlio consoliderà in lui la sua incapacità nel farcela da solo, suo figlio non deve giocare alla psp, deve mangiare e questo glielo può dire solo lei, se non lo fa, non mangia. Deve renderlo capace di essere indipendente perché è nell'età per riuscirci, gli dia regole e valori importanti sui quali non transigere, valori che le appartengono. Lo faccia uscire con i suoi amici, lo iscriva ad uno sport dove possa sfogare le sue ribellioni.
E' sicuramente un'età, quella di suo figlio, in cui tutto viene messo in discussione, anche i propri genitori, è l'adolescenza. Si ritagli pure lei alcuni spazi nella giornata in cui
ricaricarsi, magari quando il ragazzo è a giocare, anche lei è importante!
Personalmente aspetterei per il collegio, a volte non sono buone soluzioni.
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5 anni- enuresi notturna |
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Ciao sono Francesca la mamma di Ester che ha 5 anni e mezzo lei ha un problema di enuresi notturna.
Dall'eta di 3 anni lei dorme sempre con il pannollino l'anno scorso d'estate gli e l'ho tolto ed era riuscita per un mesetto a giorni un po alterni a non farla a letto poi arrivato l'inverno aveva riniziato tutti i giorni e gli ho rimesso il pannolino.
Quest'anno ho riprovato è un mese che è senza pannolino e fa pippi a letto e non si sveglia non sente neanche il bagnaio, dorme fino alla mattina tranquilla .
Ester ha due fratelli uno di 3 e 1/2 e l'altro di 2 …la pediatra mi ha detto che puo essere gelosia…… non so piu come fare. Ho provato a svegliarla la notte ma si arrabbia e non fa pipi gli o detto che se riesce a non farla gli compro la bicicletta …… che posso fare? |
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L'enuresi notturna per un bambino sopra ai 5 anni può essere causa di problemi fisiologici da non escludere e su cui indagare. Tuttavia, potrebbe anche esserci, da parte di vostra figlia, una regressione per la nascita dei due fratellini. Spesso il bambino maggiore si sente spodestato dal trono e aziona i meccanismi "imitazione" del più piccolo e il
pannolino messo per andare a letto dalla madre è per sua figlia un momento di intimità che potrebbe volersi ritagliarsi. Inoltre l'alternanza con cui prima glielo toglie e poi glielo rimette, può causare un' incapacità di capire quello che deve fare. Provi semplicemente a toglierlo del tutto, con decisione, senza far vedere a sua figlia che è preoccupata per questo problema. Cerchi anche di ritagliarsi del tempo da dedicare solo a lei e guardi cosa succede la notte. Controlli se darle maggiore importanza, baci e coccole provochi in lei una reazione sull'episodio notturno. Non la brontoli quando accade e non si perda d'animo, ci vorrà del tempo, deve solo abituarsi. Se dovesse continuare le consiglierei di consultare comunque il pediatra, anche per escludere qualsiasi tipo di problema fisiologico.
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Una settimana di mare e non ci saluta più... |
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Salve Dott.sa Bartoli
io e mia moglie Giada lavoriamo in città mentre nostro figlio di 3 anni attualmente è al mare con i nonni.
Li raggiungiamo il venerdi sera per ripartire la domenica sera, e nonostante le code siamo felici di spostarci per tutta l'estate solo per stare con lui. Ma una cosa ci turba, il comportamento del bambino al nostro arrivo. Quando ci vede, non ci degna di un saluto colpendo soprattutto mia moglie. Il piccolo fa finta di non vederla e lei ci soffre parecchio, fino al sabato in giornata quando torna ad essere coccolone con noi due.
Poi la domenica il distacco va bene, non piange e non fa storie, ma il problema è diventato grosso per Giada.
Gentile Dott.sa Bartoli cosa ci consiglia di fare? riportarlo in città è problematico...oltre al caldo tremendo di questi giorni!
Spero in una sua risposta. Grazie
Roberto (AR) |
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Il fatto che si renda necessario e in questo caso anche più opportuno (dal momento che lavorate entrambi) lasciare il figlio al mare con i nonni, spesso si deve fare i conti con il proprio senso di colpa. E' importante che ripetiate a voi stessi che fate la cosa giusta e che non lo abbandonate, bensì gli create una situazione più divertente che starsene in città. Spesso i bambini si accorgono del sentimento di un genitore e già all'età di 3 anni ci giocano sopra, quindi l'indifferenza che manifesta all'inizio, può essere un modo di "accentuare" questo sentimento che esiste e sente, soprattutto nella madre. Oltre a ciò esistono anche in lui quelle emozioni contrastanti che esplodono quando vi vede (rabbia per l'abbandono e felicità del ritorno)e che non riesce a gestire, quindi l'indifferenze diventa per lui anche una strategia per placare i suoi turbamenti, tant'è che poco dopo li
calma con le sane e dolci "coccole del pomeriggio". |
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Bimbo troppo irrequieto |
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Buon giorno Dott., le scrivo perche' ho un problema che mi sta molto a cuore, il mio nipotino di 6/ anni e mezzo che ha gia' finito adesso la prima elementare, da molti problemi con i suoi genitori, in quanto non da assolutamente retta, dice parolacce, sputa anche ultimamente e non riesce con i compagni a giocare tranquillamente, ma li stuzzica tanto che loro stessi poi lo allontanano.
Sono molto in ansia anche perche' tra i genitori si e' creata un rottura in quanto mio genero non sopporta piu' comportamenti del bambino e non solo urla con lui ma litiga molto anche con mia figila tanto da pensare alla separazione.
La maestra e' stata anche contenta del suo anno scolastico, e 'un po' e' migliorato ma ancora non siamo arrivati al punto di vederlo cambiare.
Se puo' darmi dei consigli di cosa insegnarli e spiegarli tanto perche' poco a poco lui riesca ad imparare e comportarsi meglio.
Premetto e' gia' stato dalla logopedista e ha fatto due anni con lei , e da un psicologo della scuola, ma mio genero poi non ha voluto piu' di tanto proseguire in questa direzione, anche perche' i medici stessi non glielo hanno come dire consigliato.
La ringrazio anticipatamente una nonna preoccupata
Grazie di cuore.
Maria Rosa Collina |
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Salve,
sarebbe importante sapere da quando esattamente sono cominciati i problemi tra i genitori. Spesso un bambino può rispecchiare una situazione di stress che, non riuscendo a controllare, la sfoga con comportamenti aggressivi e di rifiuto. Il modo di porsi di un genitore è fondamentale per l'esempio di educazione che si vuole dare al bambino, se questo atteggiamento è litigioso il figlio non potrà altro che imparare a "litigare".
Inoltre le regole che si incontrano alla scuola elementare in genere sono più severe di quelle della scuola materna e ben presto il bambino sarà in grado di rendersi conto delle conseguenze di determinati comportamenti.
Lei come nonna potrà insegnargli delle strategie per poterlo fare nel modo più efficace...la solita e buona regola di contare fino a 10 prima di reagire...insegnare al bambino a fare respiri profondi per allontanarsi dalla situazione che lo molesta sollecitandolo in attività che lo possono attrarre piacevolmente.
Per quanto riguarda il comportamento con i genitori, credo sarebbe opportuno che loro stessi si facciano delle domande.
Cordiali saluti.
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La gelosia |
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Cara Dottoressa, le scrivo perchè abbiamo un problema con il nostro figlio maggiore.Lui ha 9 anni ed è estremamente geloso del fratello di 4 anni e mezzo.Il piccolo è molto esuberante vivace gioiale e fatica a rispettare le regole.
Mentre il più grande è più tranquillo, molto intelligente (con ottimi risultati scolastici), ma allo stesso tempo polemico, molto serio, insicuro (ma non accetta mai di sbagliare).
Non riuscendo a gestire la sua gelosia, diventa disobbediente e particolarmente dispettoso, sia nei confronti del fratello che degli altri. Spesso alza anche le mani sul piccolo.
Tutto ciò scatena delle animate discussioni in famiglia, e lui assume sempre la parte della vittima.
Noi non crediamo di fare parzialità, anzi, vista la disobbedienza del piccolo è spesso lui ad essere punito.
Come dobbiamo comportarci?
Ringraziandola anticipatamente la saluto. Saverio |
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E' assolutamente normale riscontrare nei figli, in particolar modo nei primogeniti, dei vissuti di gelosia, specie se il bambino più grande sta attraversando una fase di passaggio molto difficile. Nove anni sono un'età dove si avvertono i primi desideri di indipendenza ma si ha ancora tanta voglia di "coccole" e protezione. Il doversi confrontare con un fratello minore, più esuberante e più coinvolgente, può creare uno stato di gelosia.
Quello che posso consigliarvi è di cercare di mettervi nei panni del maggiore, trattandolo con tanta dolcezza e tolleranza (pensando che comunque è ancora un bambino in lotta con se stesso), senza però perdere mai la fermezza dei rimproveri necessari. Si tratta di avere la giusta decisione nell'evitare di lasciarsi tiranneggiare dalle sue dimostrazioni strumentali (per esempio se volete abbracciare il figlio più piccolo, non farlo di nascosto o non manifestare felicità per una sua conquista se c'è il più grande presente), chiarendo attraverso i propri comportamenti che non si rinuncia alla libertà di amare e di ricevere amore anche dall'altro figlio.
Cercate di far evolvere tali sentimenti nella giusta direzione (fategli capire il vantaggio di essere grande rendendolo più indipendente su alcuni aspetti) senza negarne l'esistenza né viverla come il
fallimento del proprio stile educativo. Tutto ciò sarà faticoso e difficile, ma è sicuramente maturante per suo figlio perché creerà le condizioni necessarie per instaurare dei rapporti affettivi futuri che non siano piegati alle proprie esigenze egocentriche. Il tempo comunque rappresenterà un buon alleato poiché permetterà al bambino geloso di constatare che i genitori continuano a volergli bene, anche se contemporaneamente amano qualcun altro oltre a lui.
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Tempo pieno o tempo ridotto? |
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Salve Dott.ssa Bartoli,
mi chiamo Maurizio e le scrivo per chiederLe un parere su un dubbio che abbiamo sul modulo scolastico da scegliere. A settembre Martina andrà a scuola e abbiamo la possibilità di iscriverla sia a tempo pieno che ad un tempo pieno ridotto, come classe sperimentale, a 32 ore anziché 40, con 2 pomeriggi e il sabato a casa. Ora noi saremmo orientati verso il tempo ridotto se non fosse che in questa classe non ci sarà neanche un compagno/compagna dell'asilo. In qualche modo Martina può soffrire di questa situazione? Sicuramente al mattino vedrà entrare tutti i suoi attuali compagni in una classe, mentre lei sarà destinata ad un'altra. Per conoscenza Martina è una bambina allegra, non sta mai zitta e ama stare in compagnia, non ha mai avuto problemi di inserimento. Lei cosa ne pensa? |
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Salve Maurizio,
i bambini dell'età di vostra figlia giocano ancora individualmente, esiste l'amica che chiama spesso, ma il legame e la simpatia che si può creare tra bambini compare solo dopo i 4 anni. Il gioco è ancora incentrato su se stessi. Vi consiglierei quindi, di scegliere la soluzione più idonea alle vostre esigenze. Inoltre durante la giornata scolastica, le classi si riuniscano in spazi comuni e vostra figlia potrà incontrare le sue amichette del nido, anche se, da come mi avete accennato nella email, la predisposizione all'allegria e allo stare in compagnia della bambina le faciliterà il percorso di una nuova socializzazione.
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Quando "partono le mani"... |
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Cara Dott.ssa Bartoli, buonasera,
mi chiamo Cristina e ho trovato il Suo indirizzo sul sito di Fiorentini si cresce e le Sue risposte mi sono piaciute tanto e perciò Le scrivo, per mia figlia di 8 anni ( 9 in agosto ) ;
Sabrina ha sempre dimostrato di essere arguta, intelligente, estroversa, spiritosa, dolce, simpatica ( la sorella di 15 invece è sempre stata timida ed introversa, sono come il giorno e la notte ), e fin qui tutto ok, ha sempre dimostrato gusti precisi e ben definiti sin da piccola, ma c'è un suo atteggiamento che sin dai tempi del nido è emerso, scemando pian piano, ma che si fa vedere anche oggi che è in terza elementare: per un niente, per esempio se una bambina le dà fastidio, ma non con dispetti, basta che le parli di qualcosa che a lei non interessa, come oggi, le prende il nervoso e dà un pizzicotto, ma forte che lascia il segno, l'altra volta a ginnastica stessa storia ad un bambino che IL GIORNO PRIMA l'aveva spaventata con un ragno di plastica, oppure ancora, ad un bimbo che le ha solo chiesto cosa stesse disegnando ha dato un pugno vicino ad un occhio!!!! Eppure è una bambina solare, fantasiosa, sensibile, ma ogni tanto le "partono le mani" nemmeno lei sa perchè. Io le ho detto che se alza le mani passa sempre dalla parte del torto, che non è mai una soluzione, e le ho consigliato di tenersi le mani una con l'altra ed allontanarsi un attimo dal bambino/a quando sente che sta per spazientirisi...ma fino ad ora non ce l'ha fatta.
Questo le crea grossi problemi con gli altri, alunni e maestre, oltre a perdersi magari quel premio x tutta la settimana che è stata brava, rovinando tutto per 5 secondi di nervoso...il pugno è stato un episodio, ma i pizzicotti sono una costante da sempre.
Un'altra cosa che le dico per avere un quadro della tenancia che ha, ed è questa: in agosto 2009 abbiamo adottato dal canile una cagnolina, che è una santa, perchè lei veramente sfinisce tutti perchè è vivace e chiacchera sempre, ma con questo povero animale ( che più di avvisarla con un grrr non ha mai fatto ), è veramente lo sfinimento! Ora va LEGGERMENTE meglio, ma sono passati ben 9 mesi di battaglie pluriquotidiane per fare in modo che lasci in pace sto cane, povero!
Sono preoccupata, le maestre mi consigliano di portarla da un medico, ma io non sono convinta e spero che basti farla ragionare come abbiamo sempre fatto, riusciremo a venirne a capo.
La prego, mi dà un suo parere per favore? Mi sarebbe di grande aiuto, perchè questa situazione mi spiazza e preoccupa molto.
La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi, e La saluto cordialmente,
Cristina.
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Il carattere esuberante di un bambino, così di una persona adulta, è certamente innato. Gli episodi di violenza che sua figlia si trova a scaricare sugli altri, possono derivare da una incapacità di gestire l'emozione della rabbia ( e ciò è anche capibile, data l'età). Il consiglio che posso darle è di farle provare una sport (pallavolo,calcio, circo.....) di gruppo dove la bambina si troverà "costretta" a stare alle regole del "gioco" di interazione con gli altri e a doversi confrontare con una realtà, altra da lei, affinché l'obiettivo del gruppo venga conseguito (ciò sarà anche fonte di autostima!). Il beneficio che ne trarrà sarà quello di poter scaricare le dirompenti emozioni in qualcosa di cui poi, potrà essere orgogliosa. Con caratteri così esuberanti e brillanti è necessaria fermezza e
decisione anche da parte vostra, con tanta, tanta pazienza!!!
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Armi giocattolo:stimolano la violenza oppure no? |
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Salve Dott.ssa Bartoli, mio figlio è un bimbo dolcissimo che ama tanto giocare. Vorrebbe delle pistole armi in generale, mentre io sono contraria e non gliele compro. Suo padre dice che non c'è niente di male perchè lui da piccolo giocava con le pistole e non per questo è diventato un delinquente. Il nostro bambino nonostante non abbia delle armi giocattolo, se le "crea": ogni oggetto in mano sua diventa una pistola con cui fare "bang" e "ammazzare". Le chiedo se posso ritenere questo un normale comportamento (ha 4 anni e mezzo) oppure se è sintomo di una qualche violenza latente e quindi dovrei preoccuparmi. La ringrazio dei consigli che mi darà. |
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Le armi giocattolo, i giochi di lotte, le battaglie sono utili al bambino (in special modo ai maschi) per sfogare la naturale aggressività insita in lui.In più, come già, furbescamente e anche saggiamente, le ha suggerito suo figlio, potrebbe utilizzare qualsiasi oggetto (un mestolo, le costruzioni lego...)facendo finta che sia un'arma, perché la cosa importante è che lui SIMULA la lotta e NON la COMPIE realmente e questo lo aiuta ad incanalare le sue spinte aggressive. Concetto come violenza o guerra, sono concetti estremamente difficili da far capire ad un bambino, in special modo così piccolo. L'aggressività è importante incanalarla attraverso sport o balli che possono rispondere alle esigenze del bambino in particolare.
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Comportamenti ribelli: la preadolescenza |
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| Salve, mio figlio ha quasi dieci anni. E' sempre stato un bambino bravo educato con una buonissima reputazione a scuola fin dall'asilo. Con me (la madre) ha sempre avuto un comportamento un po' piu' capriccioso ma solo in casa non in pubblico. Negli ultimi tempi sta diventando una situazione insostenibile, nonostante non abbia ripercussioni sul rendimento scolastico mi ha dichiarato letteralmente guerra! Non vuole studiare fare i compiti, ho perso completamente la mia autorevolezza, e' insolente maleducato, mi sfida continuamente senza temere neanche punizioni. Abbiamo provato a privarlo del computer e i giochi elettronici (suo interesse basilare), ma niente anzi e' come se oramai non avesse piu' senso neanche provare a "fare il bravo". Esprime chiaramente il suo disinteresse allo studio o ad una sua collaborazione. Non so piu' come gestire la situazione. Ho provato a stimolarlo passando piu' tempo con lui, andando da qualche parte facendo qualcosa insieme...ma si rifiuta addirittura di uscire con me, dice che non gli interessa uscire con me. Da due anni e mezzo e' nato il suo fratellino che sicuramente ha tolto tanta attenzione a lui, ma io non so cosa farci adesso, ora c'e' il piccolo ed io non posso dividermi. Il padre anche se non e' stato menzionato, e' molto presente ma anche lui non riesce a trovare la strada. Lui e' un po' piu' temuto e rispettato ma con me oramai e' a briglia sciolta e neanche il padre riesce a intervenire. Caratterialmente e' molto introverso e non tira fuori niente, anche se negli ultimi periodi ha dimostrato molta rabbia nei miei confronti. Sono disperata arrivo la sera sono sfinita perche' ogni giorno e uno scontro continuo. Datemi un consiglio, vorrei parlare con qualcuno ma non so a chi rivolgermi. Grazie F.S. |
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I comportamenti ribelli di suo figlio sono l'espressione di un percorso emotivo che il bambino si trova a vivere. In questa fase il sentirsi grandi e piccini oscilla da un 'ora ad un'altra. La presenza del fratellino,di 2 anni e mezzo, quindi con il suo carattere già formatosi e con la sua imposizione nella scena della famiglia, sicuramente ha accentuato questo pendolo che non è stabile. Il rifiuto del suo "contatto" è una protezione alle sue emozioni di desiderio di lei e delle sue attenzioni ( prima lui era il re della famiglia ora deve condividere la scena con un altro protagonista che sicuramente si fa sentire). Non vuole essere stimolato, bensì preso e portato fuori, al cinema, a mangiar la pizza, come un grande. Ha bisogno di essere rassicurato che per lei è sempre il suo amato ragazzo. Cerchi di ritagliare spazi di tempo solo per lui, senza il piccolo. Provi a non parlargli più dello studio come dovere, bensì come una piacevole responsabilità dell'essere grande, perché lui possa sentirsi orgoglioso di se e lei di lui("sei grande e sai quello che devi fare"). E'inoltre importante che un genitore mantenga il rispetto per sè stesso, non permettendo di farsi maltrattare, dimostrandosi convinto del proprio valore e di non meritarsi di essere trattato male, anche perchè così facendo stabilisce un modello per il figlio e lo stimola a fare altrettanto.
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Aggressività dei bebè |
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Salve,sono mamma di una bimba di quasi 11 mesi. Vorrei chiedere il suo parere perchè la bimba che tra l'altro è estremamente vivace ed apprende con sorprendente facilità, ha dimostrato in questo ultimo periodo atteggiamenti di aggressività (lancia oggetti con rabbia, dà pizzicotti), insofferenza ( ad es. non tollera neppure più il bavaglio che si strappa con incredibile stizza) e tante bizze quando non le facciamo fare tutto ciò che desidera. Per noi genitori si tratta di una situazione veramente frustrante anche perchè siamo persone (almeno per quanto posso giudicare) tranquille e teniamo in maniera particolare a mantenere il nostro nido sereno. Ci dispiace vedere che nonostante i nostri sforzi di educarla con amore e nel rispetto delle più elementari regole comportamentali e sociali faccia l'esatto contrario. E' talmente indisciplinata che non mangia neppure nel seggiolone. Abbiamo provato con le buone e con le "cattive" ma sicuramente ci sfugge una veduta più ampia della situazione. Mi dico e dico a mio marito che se seminiamo bene tanto male non potremo poi raccogliere ma a volte mi rendo conto che siamo messi a dura prova e che la situazione è molto faticosa. In buona sostanza mi piacerebbe sapere se possiamo considerare questi atteggiamenti una tappa normale del processo di crescita oppure dobbiamo approfondirli meglio. Alessandra
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Le manifestazioni di aggressività da lei descritte sono molto comuni nei bambini in questa fase dello sviluppo. Il bambino si trova investito di una carica emozionale che spesso non riesce ad esprimere se non con atteggiamenti aggressivi. E' una fase in cui viene fuori tutto il suo carattere (vivace e deciso nel vostro caso)e non ha la percezione dei propri limiti. Il genitore dovrà quindi essere convinto che il porre dei limiti (quindi dire no o stabilire regole) comporta dare al bambino sicurezza, senso di protezione e che è importante farlo con decisione e autorevolezza. Quando manifesta aggressività (pizzicotti o altro) provate e contenerla tranquillizzandola amorevolmente ma comunque manifestandole la fermezza del "non devi farlo". Se posso consigliarvi quando è nel seggiolone provate a darle dei giochi (libri musicali, libri con le finestrelle, cucchiaio per batterlo sul tavolo...)perchè si distragga dalla situazione di protesta e mangi.
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La famiglia allargata: il difficile è far accettare la nuova situazione |
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| Sono un padre separato da oramai 3 anni, ho una bambina di 10 anni. Adesso convivo da circa 1 anno con la mia nuova compagna. Abbiamo serie difficoltà ogni volta che mia figlia deve passare dei giorni con me. Mia figlia non vuole rimanere a dormire con noi, vuole stare con me, ma solo durante il giorno perchè la sera vuole tornare dalla madre. Cosa posso fare? Abbiamo provato ad assecondare le sue richieste, ad avere un atteggiamento autoritario imponendo la nostra volontà, a spiegare la nuova situazione, a chiederle di comprendere che io e la mia compagna le vogliamo bene, ma la situazione sta degenerando. Non voglio che ogni nostro incontro si trasformi in una situazione di profondo disagio. Io e la mia compagna cerchiamo di fare di tutto per farla stare bene, ma spesso i nostri tentativi vengono fraintesi sia da mia figlia che dalla mia ex-moglie, che non gradisce la presenza della mia compagna in casa quando c'è la bambina. |
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La separazione è un evento importante nel quale i figli si trovano coinvolti involontariamente. Di per se l'evento non è catastrofico, ma porta inevitabilmente un cambiamento e quando si verifica tale situazione è necessario un tempo di adattamento al nuovo. La presenza in più di nuovi partner comporta un notevole sforzo di adattamento, si tratta di riuscire ad instaurare un rapporto nuovo non sovrapponibile a quello che si ha con i propri genitori. In questo nuovo contesto i figli sono più vulnerabili ai cambiamenti ed il problema non si risolve pensando che con il tempo i figli si abitueranno alla nuova presenza. Per intraprendere un percorso evolutivo, bisogna riuscire a sviluppare una relazione armonica tra i genitori separati, senza che l'uno offenda l'altro o manifesti anche non verbalmente un disagio, e quella con i nuovi partner, cercando, da parte loro, di non interferire in modo significativo nella funzione educativa dei genitori e raggiungendo un accordo sulla distinzione dei ruoli. Deve essere chiaro che nessuno vuole prendere il posto di nessuno. E' quindi importante ristabilire una situazione funzionale del nuovo sistema familiare, ripristinando un situazione di benessere sia per gli adulti che per i ragazzi.
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Il problema dell'enuresi |
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Ho una bambina di 8 anni che ha problemi di enuresi notturna e diurna negli ultimi sei mesi . Non so più come comportarmi ho provato sia con i premi che con le punizioni ma è veramente dura. Da bambina avevo lo stesso problema, cosa posso fare? Grazie, una mamma stanca...
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| Fare la pipi addosso per il bambino è fonte di disagio e di imbarazzo di fronte ai genitori, spesso è la manifestazione di un disagio che va individuata attraverso strategie di comportamento e comunicazione efficaci a risolvere il problema, tenendo conto di quelle adottate nel passato e risultate essere fallimentari. Importante è non sgridare il bambino o costringerlo ad andare in bagno durante la notte o anche dargli premi se riesce a non farla addosso, in quanto potrebbe generare insicurezza o addirittura un rifiuto del bagno. L'intervento psicologico di tipo psicoeducativo, sarebbe un buon aiuto per l'aiuto dell'enuresi. |
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Svogliato e solitario:come aiutarlo? |
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Mio figlio ha 11 anni e frequenta la prima media, ha delle grandi difficoltà a scuola, il suo rendimento è discontinuo, in classe spesso si estranea e non lavora, ha problemi di concentrazione ed è insofferente ai compiti. Rischia di rimanere indietro con il programma a pochi mesi dall'inizio della scuola, io cerco di aiutarlo a fare i compiti, ma non ci riesco. In più ha problemi con i compagni, con i quali non riesce ad instaurare un rapporto. A volte sembra svogliato, ma non riusciamo a capire quando si trova veramente in difficoltà o si adagia. Vorrei sapere come aiutarlo e come affrontare il problema?
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La scuola rappresenta, dopo il contesto familiare, l'ambiente che contribuisce al processo evolutivo dei ragazzi, nei suoi aspetti relazionali, emotivi, affettivi e cognitivi. Le difficoltà che i ragazzi incontrano nell'ambito scolastico possono essere il segnale di un malessere affettivo e relazionale, che si può manifestare con difficoltà di apprendimento, rendimento scolastico inferiore alle reali capacità, difficoltà di concentrazione e di attenzione, iperattività, disimpegno e particolari difficoltà a comunicare e relazionarsi sia con compagni che con gli insegnanti. In questo senso il disagio scolastico può essere considerato un malessere psicologico al quale possono contribuire in modo determinante gli insuccessi scolastici (brutti voti, bocciature, note disciplinari) e la mancanza di riconoscimenti positivi da parte dei compagni, che contribuiscono a minare il livello di autostima e di fiducia nelle proprie azioni. Si tratta di una realtà molto complessa dove non entrano in gioco solo le abilità cognitive, la capacità di impegnarsi nello studio e la buona volontà, ma i problemi scolastici possono essere di natura diversa e presentare diversi livelli di gravità, e derivare dall'interazione di più fattori relativi anche ai contesti di vita extrascolastici del ragazzo. E' importante in questi casi non sottovalutare i sintomi e rivolgersi ad uno psicologo professionista per approfondire le cause che sono alla base del comportamento del ragazzo, ed individuare cosa determina la sua svogliatezza, il suo rifiuto, la sua insicurezza, che non sono sempre direttamente collegate alla scuola. E' importante tenere conto che un intervento precoce favorisce la risoluzione del disagio vissuto dal ragazzo, ma anche dalla sua famiglia, evitando che si stabilizzino dei comportamenti disfunzionali che possono aggravare e cronicizzare la situazione.
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