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La psicologa CONSULENTE ADOZIONI risponderà a tutte le vostre domande inerenti bambini e genitori. Scrivete a adottandoconamore@fiorentinisinasce.it
La Dott.ssa Silvia Lanfranchi, psicologa e psicoterapeuta, iscritta presso l'Albo degli Psicologi della Toscana, sezione A, numero d'iscrizione 3979. Attualmente lavora con l' Ente per le adozioni internazionali AFN e presso l'ambulatorio di Caldine.
Formata nelle seguenti tematiche: le emozioni e le risorse nell'infanzia e nella famiglia e le difficoltà dell'apprendimento.
Per Fiorentini si Cresce offrirà consulenze gratuite sull'argomento ADOZIONE.
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Amore in ugual misura |
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Gent.ma Dott.sa Lanfranchi, è da un po di tempo che ho in testa il pensiero di adottare un figlio…
Ho un bimbo di 5 anni e mezzo ed un marito che ha subito un cancro e relativa chemioterapia 3 anni fa, ormai fuori dal pericolo anche se sottoposto periodicamente a controlli.
Le vorrei chiedere, visto il trascorso di mio marito, avremmo comunque i requisiti come coppia, per poter adottare? O esistono degli “stop” per chi è stato malato.
Inoltre vorrei chiedere, vista l’età del mio piccolo, potrei fare richiesta per un bambino della sua età o giu di li, oppure non avrei alcuna possibilità di scelta? Come credo non potrò sceglierne il sesso, giusto?
Un’ultima domanda: veramente questo è piu un consiglio… nel caso decidessimo per la via dell’adozione, come fa una mamma a essere sicura di dare l’amore in ugual misura al figlio naturale cosi come al nuovo arrivato in famiglia? Questa è la parte che mi spaventa di più… oltre poi a far abituare il primo all’arrivo di un piccolo sconosciuto…
Grazie per le risposte che vorrà darmi,
cordiali saluti
Antonietta.
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Carissima Antonietta, le risponderò punto per punto, se ha ancora delle incertezze non esiti a chiedere.
Se ha già un figlio, il bambino adottato dovrebbe avere meno anni di lui, e come pensava senza preferenza di sesso, come per il parto naturale. La malattia superata da suo marito non dovrebbe essere un problema per i requisiti di coppia, però per questo le consiglio di sentire direttamente il CAI, per farsi consigliare, poiché ogni Paese internazionale ha regole diverse e paletti diversi per quanto riguarda i requisiti di coppia.
In realtà, per quanto mi riguarda, ritengo che affrontare giorno per giorno una malattia così, sia per suo marito che per lei e la coppia è sintomo di una grande intesa e capacità di resilienza e di sostegno reciproco. Soprattutto con già un bambino da crescere.
L'amore genitoriale, è diverso, anche se ugualmente intenso e naturale per ogni bambino sia di pancia che di cuore. E' una paura che spesso hanno i genitori. E' importante mantenere un equilibrio ed essere consapevoli dei propri sentimenti. A volte poi è più facile che si corra il rischio contrario di dare di più al figlio adottato o dire di no solo al figlio naturale. Nei lunghi tempi dell'attesa le coppie vengono accompagnate e preparate all'arrivo e all'accogliere il piccolo in famiglia, sia tramite l'ASL che l'Ente scelto successivamente, cercando di offrire delle informazioni, degli strumenti e degli spunti di discussione e di confronto in più e soprattutto condividendo l'attesa.
Anche i figli, in genere d'accordo fin dall'inizio nell'intraprendere questo percorso, vengono coinvolti in alcuni incontri, spesso perchè sono proprio loro a chiederlo, perchè vogliono sentirsi parte di questo cambiamento familiare e non vedono l'ora di conoscere il proprio fratellino o sorellina e le sue abitudini.
Credo che pure i figli adottati stessi, anche se ci possono essere problematiche iniziali di emotività, inserimento e di fiducia, quando si sentono di potersi affidare, sono i primi a ricercare anche delle piccole somiglianze, a cercare quel contatto fisico che aumenta ancor di più il contatto con loro.
Non so se sono stata di utilità perchè è una dinamica molto personale e delicata, le trascrivo una poesia che secondo me coglie in modo molto bello il tema delle genitorialità, che ho pubblicato di recente in un intervista: autore anonimo:
C'erano una volta due donne che non si conobbero mai.
Una che tu non ricordi, l'altra che tu chiami "mamma".
Due vite differenti nel completamento di una sola, la tua.
Una era la tua buona stella, l'altra era il tuo sole.
La prima ti diede la vita, la seconda ti insegnò come viverla.
La prima ti diede il bisogno d'amore, la seconda era lì per colmarlo.
Una ti diede le radici, l'altra ti offrì il suo nome.
La prima ti trasmise i suoi doni, la seconda ti propose un obiettivo.
Una fece nascere in te l'emozione, l'altra calmò le tue angosce.
Una ricevette il tuo primo sorriso, l'altra asciugò le tue lacrime.
Una ti offrì in adozione, era tutto quello che poteva fare per te, l'altra pregò per un bambino e Dio la guidò diritto a te.
E ora quando piangendo tu mi poni l'eterna domanda, eredità naturale o educazione, di chi sono frutto?
Nè dell'uno nè dell'altra, mio bambino, semplicemente di due differenti forme di amore.
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Adozioni straniere... e i nati in Italia? |
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Dottoressa Lanfranchi, ho una curiosità in merito all'adozione, le chiedo: perché è più frequente l’adozione di bimbi stranieri, quando anche in italia nascono bambini che vengono abbandonati? Che fine fanno questi ultimi? E’ vero che questi vengono tenuti negli istituti perché lo stato ci guadagna o sono solo dicerie di malelingue?
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Negli ultimi anni, sia in Italia che in altri Stati economicamente più sviluppati, si è verificato un forte calo delle nascite con conseguente aumento di richiesta di adozione.
E' stato registrato un forte e costante aumento delle adozioni internazionali con conseguente adozione di bambini stranieri.
Questo può essere spiegato dal miglioramento delle condizioni socio-economiche dell'Italia e degli altri paesi più sviluppati, con conseguente riduzione del numero dei bambini in stato di abbandono a livello nazionale.
E' possibile fare domanda per entrambi i percorsi all'inizio; in seguito, molti paesi stranieri al momento dell'accettazione della richiesta di adozione richiedono la sospensione della richiesta di adozione a livello nazionale.
Entrambi i percorsi, sia a livello nazionale che internazionale, sono purtroppo lunghi, ma, dalla mia esperienza in questi anni, posso dire che qualsiasi sia la provenienza sono anni di attesa premiati da dei bellissimi bambini che riempiono il cuore di gioia e di amore.
Secondo la mia esperienza inoltre non vengono tenuti negli istituti con fini di guadagno, forse è più un problema di procedure. Infatti, ad esempio, alcune coppie in attesa di adottare con il nostro Ente, hanno sospeso il percorso con noi, perchè avevano ricevuto la chiamata dalle adozioni nazionali per un bimbo di pochi giorni o pochi mesi.
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Bambino adottato: quando mandarlo a scuola? |
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Salve dottoressa,
siamo una coppia in attesa di abbinamento, finalmente ormai il momento dell'incontro con il bambino dovrebbe essere vicino! Volevamo sapere, secondo lei, com'è opportuno comportarci per quanto riguarda l'ingresso a scuola. |
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Carissimi,
i momenti dell'incontro e del rientro a casa tutti insieme sono molto importanti e carichi di emozioni per voi e il bambino/a; innanzitutto vi consiglio, se potete prendervi dei giorni in più di ferie dal lavoro, di farlo, per trascorrere più tempo possibile con il vostro bambino nella sua città e cultura natia. Sono momenti in cui, conoscendovi pian piano, avete la possibilità di iniziare a formare la vostra famiglia e un legame di fiducia fra di voi. Prendetevi i vostri spazi e i vostri tempi.
Quando rientrerete tutti insieme in Italia, il vostro nucleo sarà più forte e gradualmente potrete fargli conoscere parenti, amici e tradizioni italiane.
Il momento ottimale per l'ingresso a scuola, dipende dal bambino stesso, dal suo carattere, dalla sua esperienza.
L'ingresso a scuola è un momento importante di accoglienza nel gruppo dei pari e del loro modo di vivere, di conoscenza di nuove parole italiane e del loro significato, quindi è un passo importante che ha bisogno di essere accompagnato e sostenuto insieme agli insegnanti.
In genere avviene in tre mesi circa dall'arrivo del bambino in Italia. In quei mesi il bambino ha il tempo di imparare un po' la lingua italiana, di prendere ancora più fiducia in voi e con i vostri parenti ed amici. Il momento preciso può comunque essere flessibile.
Nel frattempo potete portarlo in parchi e ludoteche o a casa di amici con figli per una prima ambientazione con il gruppo dei pari e osservare quanto è pronto all'ingresso a scuola, o se non è ancora pronto, avere l'occasione di osservare e chiedergli come mai.
Un caro saluto,
Silvia Lanfranchi |
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I primi passi per l'adozione |
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Salve dottoressa,
da parecchio tempo io e mio marito stiamo pensando alla possibilità di adottare un bambino, volevamo iniziare a fare i primi passi burocratici in questo percorso, a chi possiamo rivolgerci per raccogliere informazioni in più? |
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Carissimi,
il percorso adottivo è una bellissima scelta d'amore ed un'esperienza intensa ed emozionante.
L'iter è ancora abbastanza complesso ma già on line può trovare molte risposte, le consiglio questi due link del centro adozioni di Firenze, molto completi e dettagliati:
www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/salute/adozioni/
www.commissioneadozioni.it/IT.aspx
Se preferite poi, avere più informazioni, parlando direttamente con loro, può anche fissare un appuntamento telefonando al loro recapito: Telefono: 055 2616414 - 055 2616416
Nel salutarvi, vi invio i miei auguri per l'inizio di questo vostro percorso,
Silvia Lanfranchi |
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Sposati o no, si può adottare? |
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Buongiorno dottoressa,
le volevo chiedere, se per adottare bisogna essere sposati oppure no.
Grazie
Stefania |
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Salve,
si è vero, per lo stato italiano è un requisito necessario per adottare. Bisogna essere sposati da almeno tre anni, il periodo, però, può essere minore se compensato da una convivenza pre-matrimoniale.
I miei saluti,
Silvia Lanfranchi |
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