Home - Educazione - Didattica Nuova

Insegnare il perdono ai propri figli

Il perdono è un gesto d’amore, significa ricambiare l’altro non con il male che mi ha fatto ma con il bene che gli dono. Di Mariagiovanna Grifi
Dove
Quando
  
Ingresso
Contatti
Tel:
Fax:
 
 
Consigliato a
Quando si subisce un torto, piccolo o grande che sia, il primo impulso è quello di vendicarsi. Abbiamo un bisogno costante di “metterci in pari” tra il dare e il ricevere, soprattutto siamo ossessionati dal dover ripagare gli altri con la stessa moneta. È il nostro Ego che lo richiede, per non sentirsi più debole, per proteggere il suo orgoglio ferito. Ma la rabbia e la vendetta non servono a niente, solo a generare altra rabbia e altri torti da fare e subire. Tutti possiamo compiere degli errori e tutti, anche involontariamente, possiamo far male a qualcuno.

Dovremmo insegnare ai nostri figli a non giudicare e a non colpevolizzare né sé stessi né gli altri perché siamo esseri umani con le nostre bellissime imperfezioni. In questo modo diventeranno adulti capaci di comprendere e perdonare. Don Bosco suggerisce alcune piccole accortezze per un’educazione familiare diretta al perdono come chiedere scusa dei propri sbagli, perdonare i bambini quando assumono un comportamento scorretto, lasciare che i figli vedano i genitori che si perdonano a vicenda dopo un litigio o una discussione. Chi si sente perdonato, o è abituato ad avere esempi di perdono in famiglia, è più disposto a perdonare.

È chiaro che perdonare non vuol dire condonare i comportamenti sbagliati o lasciare che gli altri si approfittino di noi, significa solo lasciare che l’amore vinca sempre, su tutti gli altri sentimenti. È questo il grande insegnamento da dare ai più piccoli: perdonare significa semplicemente lasciarsi tutto alle spalle, gettare via rabbia e risentimento; liberarsi, alleggerirsi e circondarsi d’amore. In tal modo anche chi viene perdonato sarà maggiormente disposto ad amare sé stesso e gli altri.
Può interessarti anche:

Didattica Nuova

Comunicazione e nuovi media digitali, strategie e metodi di studio, difficoltà di apprendimento e disturbi evolutivi, misure dispensative e strumenti compensativi per DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), indicazioni per i BES (Bisogni Educativi Speciali), psicologia e didattica, nuovi orizzonti per le teorie psico-pedagogiche… questo e tanto altro su cui riflettere, discutere, proporre… in sintesi: produrre cambiamento. Rubrica di Mariagiovanna Grifi.
Inserisci un commento Caratteri rimasti:
Nome
EMail
Permetti la pubblicazione del tuo indirizzo email
Letto e Compreso Privacy
 
 
 
 
 
 
Eventi per famiglie con bambini a Firenze
Disclaimer           Ufficio Stampa            Privacy Policy
(c) 2013 Tutti i diritti riservati - P.IVA 06038670482 - Concept, progetto grafico e gestione contenuti: Elisa Staderini