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I bisogni educativi specifici nella scuola

Tutti i bambini necessitano di essere seguiti, supportati e stimolati nel processo di apprendimento. I primi a dover assolvere a tale impegno sono gli insegnanti, ma ciò è possibile solo se la scuola li mette in condizione di poterlo fare. Di Mariagiovanna Grifi
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Per questo motivo il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha approvato la legge 170/2010 , entrata in vigore nell’ottobre 2010, che riconosce in maniera ufficiale, e per la prima volta, i DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) e stabilisce alcune Linee Guida per il diritto allo studio per insegnanti e genitori (luglio 2011) . Si tratta di consigli e regole utili per aiutare nello studio e nella vita gli studenti con DSA. Nello specifico parliamo di dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia: difficoltà certificate dall’Asl (o altri organi competenti) che questi bambini hanno nella lettura, nella scrittura e nei calcoli matematici.

Chi ha un disturbo di questo tipo non ha assolutamente un problema cognitivo e non ha bisogno di un sostegno vero e proprio. Sono ragazzi e ragazze che affrontano il processo di apprendimento in maniera completamente diversa dagli altri e questo, ovviamente, crea loro degli scompensi. Non bisogna preoccuparsi. Ci sono tante strategie e strumenti che possono aiutarli. Su internet o nei negozi specializzati (per esempio librerie con testi scolastici e parascolastici) ci sono alcuni programmi (software gratuiti in rete o a pagamento nei negozi) per potenziare e sostenere l’apprendimento dei ragazzi con DSA. Vengono chiamati “strumenti compensativi” e anche a scuola gli insegnanti sono obbligati a farli usare ai ragazzi con difficoltà. Tra questi i più usati ed efficienti sono: la calcolatrice e la tavola delle tabelline; la sintesi vocale, che permette di rendere un testo “ascoltabile” (eliminando la fatica della lettura); software specifici per l’allenamento alla lettura; gli indici testuali e le mappe concettuali, che servono per facilitare la lettura e la scrittura, ma anche per meglio comprendere il testo e, per esempio, riscriverlo in maniera più semplice a computer per poterlo poi studiare.

Una notizia importante è stata data da un esponente del MIUR proprio a inizio mese durante l’ultimo convegno nazionale sui DSA tenutosi a Firenze: la Direttiva del 27 dicembre 2012. Questa nuova legge prevede che a beneficiare di un percorso individualizzato non saranno più solo i DSA, ma tutti i giovani con BES (Bisogni Educativi Specifici). Le indagini relative alla scuola e al successo/insuccesso scolastico sono giunte a una riflessione: lo svantaggio scolastico non dipende solo da Deficit e Disturbi certificati, ma spesso anche un ambiente sociale, economico e culturale carente può creare ostacoli al successo scolastico, così come l’aver subito un trauma o un lutto. Per tutti, quindi, gli insegnanti – a loro discrezione e secondo una loro analisi - potranno usare le “misure dispensative” e gli “strumenti compensativi” che da un paio d’anni sono consigliati per i DSA. In tal modo speriamo possa esserci una vera rivoluzione nella scuola: ogni bambino e bambina potrà avere il suo percorso di studio personalizzato, tenendo conto delle sue esigenze, della sua storia personale, delle sue difficoltà e del suo processo di apprendimento, unico e “ inimitabile” così come lo è ogni persona.

Di Mariagiovanna Grifi

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Comunicazione e nuovi media digitali, strategie e metodi di studio, difficoltà di apprendimento e disturbi evolutivi, misure dispensative e strumenti compensativi per DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), indicazioni per i BES (Bisogni Educativi Speciali), psicologia e didattica, nuovi orizzonti per le teorie psico-pedagogiche… questo e tanto altro su cui riflettere, discutere, proporre… in sintesi: produrre cambiamento. Rubrica di Mariagiovanna Grifi.
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