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DSA: segnali d’allarme

Sempre più genitori di fronte alle difficoltà scolastiche dei figli si chiedono come fare a capire se effettivamente potrebbero avere un disturbo di apprendimento. Di Mariagiovanna Grifi
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Non è facile parlare dei “segnali d’allarme” per i Disturbi di Apprendimento, soprattutto perché spesso i bambini vivono la scuola con difficoltà e i motivi non per forza sono riconducibili a un effettivo disturbo. Inoltre i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, ossia dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, non sempre si presentano da soli, ma accompagnati da altri disturbi evolutivi che coinvolgono anche la sfera del comportamento. La complicanza maggiore, però, sta nel fatto che i bambini con DSA sono tutti diversi tra loro, presentano caratteristiche e problematiche talmente variegate che non esiste una “formula” (come purtroppo ancora tanti credono) per poterli individuare, né definire. Il consiglio è di rivolgersi sempre a uno specialista qualora ci sia un dubbio, perché più il tempo passa più sarà difficile aiutare questi bambini a trovare strategie per vivere serenamente il loro disturbo.

La diagnosi vera e propria non può essere fatta prima della classe terza della scuola primaria poiché il ritmo di sviluppo varia da persona a persona e solo in terza gli studenti dovrebbero aver automatizzato alcune competenze utili per i successivi apprendimenti. Comunque alcuni segnali possono essere registrati da insegnanti e genitori già alla fine della prima classe della scuola primaria.

Per quanto riguarda la dislessia (disturbo che coinvolge la lettura), il bambino potrebbe:
- non riuscire a leggere le parole intere, facendo ancora fatica a mettere insieme le sillabe;
- oppure, pur leggendo abbastanza bene essere molto lento;
- oppure, leggere bene, ma non comprendere quello che ha letto.
In tutti questi casi il suo rapporto con la lettura è faticoso e difficoltoso, leggere non è diventata un’attività automatica. Ecco perché se pone attenzione sulla “prestazione di lettura” (leggere bene), non capisce nulla di quello che ha letto.

Per quanto riguarda la disortografia e la disgrafia (disturbi che coinvolgono la scrittura), il bambino potrebbe:
- non riuscire a scrivere in corsivo, neanche lentamente;
- oppure, scrivere in corsivo ma male (in alcuni casi potrebbe essere illeggibile);
- oppure, scrivere in modo chiaro e leggibile, ma molto lentamente e facendo una grandissima fatica, segnalando dolore alle mani e ai polsi.
Anche in questo caso le difficoltà sono dovute al fatto che scrivere non gli viene per niente naturale, nonostante l’ “allenamento” di un intero anno scolastico.

Per quanto riguarda la discalculia, conviene aspettare la classe seconda della scuola primaria poiché le competenze matematiche hanno bisogno di più tempo per essere interiorizzate; in seconda il bambino potrebbe:
- riuscire a contare fino a 5 o a 10 solo con l’ausilio di mani o figure;
- e/o non imparare i numeri “amici del 10”;
- e/o non automatizzare le tabelline (a volte non le ricorda affatto, altre con grande lentezza);
- e/o avere difficoltà a leggere e scrivere i numero oltre il 100.
Anche arrivato alla classe quinta elementare potrebbe:
- eseguire con fatica le moltiplicazioni e le divisioni;
- oppure, non riuscire a eseguire il calcolo mentale (o solo molto lentamente);
- e/o fare fatica a ricordare, in geometria, i tipi di angolo e di triangolo, le caratteristiche delle figure e le formule di aree e perimetri.
Valutare la discalculia non è semplice anche perché le difficoltà elencate potrebbero presentarsi insieme o isolate, inoltre potrebbero essere causate dalla dislessia (la discalculia potrebbe non essere il disturbo specifico di cui soffre il bambino, ma solo una conseguenza). Così come, bambini che presentano solo una diagnosi di discalculia potrebbero avere difficoltà anche nello studio di altre materie.

Infine, ci sono segnali non direttamente collegati all’apprendimento di lettura, scrittura e calcoli, ma che non vanno sottovalutati e riguardano gli atteggiamenti che potrebbero avere questi bambini durante la scuola primaria:
- avere scarsa memoria e non riuscire ad acquisire autonomia nel ricordare gli impegni;
- mostrare difficoltà a tenere aggiornato il diario e a tenere in ordine le loro cose;
- distrarsi facilmente in classe e/o apparire sempre molto stanchi;
- evitare alcune situazioni “stressanti” come la lettura ad alta voce, l’esposizione davanti a tutta la classe (potrebbero voler evitare anche quelle di gruppo), qualsiasi tipo di competizione o gara in cui bisogna mostrare le proprie abilità.
Molte volte questi bambini sono svogliati e disfattisti, hanno una bassa autostima che li porta a non avere alcuna fiducia e, spesso, finiscono per non avere voglia. Questo atteggiamento potrebbe derivare dal continuo senso di inadeguatezza di fronte alle richieste scolastiche e, soprattutto, nel confronto con i compagni.
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