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Vaccino antinfluenzale:pro e contro nell’infanzia

Con l’arrivo del freddo ripartono all’attacco i virus dell’influenza.
Scopri come difendersi dalle epidemie. In più: è meglio vaccinare i bambini oppure no?
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Novembre 2011 - anche se quest’anno abbiamo assistito a giornate così tiepide che ricordano la primavera, stiamo comunque andando incontro alla stagione fredda.
Uno dei mali tipici di questo periodo è sicuramente l’influenza, una malattia virale e soprattutto contagiosa tra i bambini che provoca epidemie ogni anno.
Si diffonde attraverso l’aria che respiriamo, basta che le persone che sono state infettate starnutiscano o tossiscano per infettare gli altri.

Tutti conosciamo i sintomi influenzali che solitamente sono febbre improvvisa, tosse, raffreddore, dolori muscolari, stanchezza, brividi di freddo e malessere generale.

E’ possibile prevenire la malattia? Sicuramente alcune semplici mosse ci possono essere di aiuto:

• fare sempre la prima colazione che deve essere ricca di vitamine
• fare degli spuntini, meglio se a base di frutta o spremute perché l’organismo non si indebolisca
• mantenere una buona e sana alimentazione a base di proteine, vitamine, sali minerali, frutta e verdura
bere molta acqua, che aiuta ad eliminare le scorie dall’organismo
lavarsi mani e viso durante la giornata, utile per eliminare i germi
evitare di toccarsi occhi, naso e bocca: le prime vie di accesso dei virus.
Naturalmente, una delle regole più ovvie è quella di coprirsi non appena arriva il primo freddo, facendo molta attenzione alla gola.
Ed ultimo ma non meno importante, cosa a cui non molti pensano ma che vale la pena di ricordare: essere felici. Proprio così, perché se si è sereni il nostro sistema immunitario trae innumerevoli benefici. Non a caso i latini usavano dire “Mens sana in corpore sano”…
Se questi piccoli accorgimenti vengono seguiti costantemente potremmo riuscire a non ammalarci di influenza ogni volta che veniamo a contatto con il virus, cosa che accade veramente spesso nell’arco di una sola giornata!

Ma per chi volesse prevenire ulteriormente, esiste il vaccino antinfluenzale in vendita nelle farmacie.
Questo è costituito da frammenti di virus che vengono isolati e coltivati nell’albume d’uovo, successivamente una piccola parte di essi verrà iniettata nel corpo delle persone per far sì che essi formino i propri anticorpi contro un determinato ceppo influenzale. Il vaccino ogni anno è diverso, perché tutti gli anni cambia il virus, anche se i sintomi sono tendenzialmente sempre gli stessi.

Riguardo a questo argomento ci sono due scuole di pensiero, sia tra le persone comuni in ambito medico: chi è a favore del ricorso al vaccino ed altri che sono nettamente contrari.

I dottori a favore, solitamente consigliano il vaccino per i bambini a partire dai sei mesi d’età essendo soggetti ad un rischio più elevato per la presenza di alcune patologie di base, come le malattie all’apparato respiratorio (asma), il diabete, le malattie congenite o acquisite del sistema immunitario, le sindromi da malassorbimento intestinale ecc.
Viene ritenuto importante anche per la fascia di età a maggior rischio influenza, quella dei piccoli in età scolare, che sono estremamente soggetti alla malattia e che hanno un ruolo centrale nella diffusione dell’influenza nella comunità. Infatti è possibile capire facilmente quando il virus entra in azione considerando l’aumento delle assenze all’interno delle scuole.

Viene sconsigliato invece, ai bambini allergici alle proteine dell’uovo, presenti in quantità minima nel vaccino, e ai bambini di età inferiore ai sei mesi perché non hanno ancora sviluppato gli agenti che stimolano una risposta immunitaria.
Subito dopo aver effettuato il vaccino, è possibile che il corpo del bambino reagisca con febbre, malessere e dolori muscolari o più semplicemente con un po’ di dolore o rossore nel punto dell’iniezione, ma questi tipi di sintomi durano un giorno, al massimo due.

Ma per saperne di più, ci rivolgeremo ad un esperto medico - responsabile della SS Pediatria del Nuovo Ospedale del Mugello a Borgo San Lorenzo - lo stimato pediatra, collaboratore di Fiorentini si Cresce, il Dott. Massimo Strano.

Personalmente lei consiglierebbe il vaccino antinfluenzale per i bambini? Se si, per quale motivo?

Sicuramente si per tutti qui bambini che hanno particolari patologie, quali Asma,diabete, patologie immuno depressive ecc., bambini a cui certamente tale vaccino viene già proposto ed anche ad i loro familiari, per ridurre la probabilità di contagio, visto che il vaccino non è protettivo al 100%.
Tenendo presente che il vaccino si propone dai 6 mesi di vita non prima, lo consiglierei anche ai bambini fino ai 5 anni, come viene anche proposto dal Ministero della Salute e dalle Varie Società Pediatriche. Questo perché i bambini in questa fascia di età sono soggetti più sensibili alla infezione influenzale, e cosi facendo potremo limitarne la diffusione.
Una categoria di persone che dovrebbe essere vaccinata sono le donne in gravidanza nel periodo influenzale cosi facendo proteggiamo anche i figli nei primi sei mesi di vita.


Dott.Strano qual è il periodo migliore in cui ricorrere al vaccino?

Il periodo migliore è quello da ottobre/novembre tenendo presente che le dosi di vaccino sono due ad un mese di distanza per chi lo esegue la prima volta.

Potrebbe gentilmente elencarci i rischi che si possono correre facendo vaccinare i bambini?
Irritazione locale nel punto di vaccinazione, ed un eventuale rialzo febbrile dopo 2/3 giorni è cosa possibile e di poco conto.
Per i soggetti allergici alle proteine dell’uovo, visto che il virus è coltivato nelle uova per la preparazione del vaccino, è da decidere caso per caso, anche se con i nuovi vaccini la presenza di proteine dell’uovo si riscontra a bassissimi livelli tali che l’allergia non è più considerata una controindicazione.
Abbiamo già detto che esiste un legame tra lo stile di vita e il presentarsi dell'influenza. Ci sono altri comportamenti utili per la prevenzione che vorrebbe suggerire?
La cosa migliore è di lavarsi sempre le mani, di frequentare solo se indispensabile luoghi eccessivamente affollati, arieggiare le stanze come facevano le nostre nonne e mamme, evitare persone chiaramente raffreddate o ammalate, spremute di arance e una vita sana possibilmente con varie ore all’aperto.


Qual è il periodo di durata della protezione ricevuta dal vaccino?

Circa 6/8 mesi, tenendo presente che la sua efficacia di copertura raggiunge il 70%, al contrario di altri vaccini che arrivano quasi al 100%.
Con le buone pratiche di comportamento possiamo comunque ridurre i rischio di malattia.


E’ comunque consigliabile parlare con il proprio medico e capire quanto è davvero necessario il vaccino per i vostri figli, dal momento in cui ognuno di noi è diverso.
Non dimenticate inoltre, di consultare il pediatra in caso di febbre alta, di vomito e di ripetuta diarrea, i bambini piccoli si disidratano facilmente ed è molto importante che in questi casi siano sottoposti immediatamente ad un controllo medico.

E.S.

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