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Scuola dell'infanzia: nessuna apertura dall'Amministrazione

A seguito dell'assemblea cittadina del 13 aprile, continua il botta e risposta tra l'Assessore Giachi e il Comitato Genitori "L'Infanzia non si appalta"
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L’Assessore Giachi dichiara che non ci sarà nessun dietrofront. Resta quindi bloccato il dialogo tra i cittadini che dovrebbero partecipare a scelte così delicate come l'istruzione dei propri figli, e l'Amministrazione.
Non è passata inosservata dalla città la censura degli striscioni, dei cartelli e delle semplici comunicazioni del Comitato agli altri genitori, imposta in tutte le scuole comunali dalla direzione istruzione, che ha considerato tali genitori come "soggetti esterni" alla scuola.

Per quanto riguarda l'aspetto "lavoro", il Comitato Genitori ricorda che fra i contratti delle cooperative che saranno incaricate di gestire i bambini al pomeriggio, non esiste il profilo contrattuale dell'insegnante, ma solo quello dell'educatore. A livello giuridico quindi, per il dopo pranzo non ci saranno insegnanti.
Viene da sè che la maggior parte dei posti diventerà precaria e priva di tutele attraverso l'esternalizzazione, con un grave impoverimento dell'intera città.

L’Assessore Giachi nell'intervista rilasciata a La Nazione il 15 aprile 2015 afferma che: “Se qualche famiglia preferirà chiedere il trasferimento dei figli in una sezione non sperimentale, cercheremo, per quanto possibile, di accontentare tutte le richieste”.

Il Comitato ribatte in maniera decisa: "Ricordiamo che le nostre bambine e i nostri bambini non sono pacchi da spostare in un grande Tetris fra le scuole della città a seconda di dove l'amministrazione gradisce effettuare i propri esperimenti. Tutte le iscritte e tutti gli iscritti devono avere pari diritto alla continuità didattica, a rimanere con le proprie compagne e i propri compagni per coltivare le proprie relazioni, frequentando una scuola vicina alla propria residenza: ricordiamo infatti che si esternalizzeranno non singole sezioni, ma intere scuole. E' inoltre inaccettabile pensare di creare una lotta fra le famiglie per accaparrarsi la scuola non esternalizzata: vogliamo lo stesso servizio per tutte le bambine e tutti i bambini!"

In sintesi le famiglie aderenti a "L'Infanzia non si appalta" chiedono all'Assessore di rinuciare all'appalto e riaprire il dialogo con tutti i cittadini che li sostengono.
E' loro opinione che questa scelta sia tutta politica e che non tuteli affatto né i piccoli né i genitori, che non rispetti la trasparenza e il diritto di informazione, e che creerà del lavoro sottopagato, precarizzato e privo di diritti.

Elisa Staderini
Fiorentini si Cresce


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