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Riprendiamoci Pinocchio

La città del giglio omaggia il più celebre dei burattini dedicandogli il 7 luglio, giorno del suo 130°compleanno con una festa al mercato centrale di San Lorenzo.
Pinocchio ai fiorentini! Di Elisa Staderini e Mariagiovanna Grifi
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Firenze - Alle 9,30 di giovedi 7 luglio 2011, al via “PINOCCHIO COMPIE 130 ANNI” organizzato con il Patrocinio del Comune di Firenze dall’Assessorato all’Educazione e dall’Associazione Culturale Pinocchio di Carlo Lorenzini che ha promosso l’iniziativa. Il corteo di sbandieratori apre la grande festa, esibendosi davanti al mercato centrale di San Lorenzo in vorticosi lanci di bandiere accompagnati da rulli di tamburi e dalle inconfondibili chiarine di Firenze.

Ed ecco spuntare Pinocchio con tanto di capellino e giacca fiorita - al secolo il piccolo Giovanni - accompagnato dal verde e nero grillo parlante – Tommaso - i quali hanno fatto il loro ingresso trionfale al primo piano del mercato, dove una gran folla tra bambini, adulti e turisti si è riunita per il compleanno del burattino.
 
Vogliamo riprenderci Pinocchio”. Con queste parole l’assessore all’Educazione del Comune di Firenze, R.M.Di Giorgi , sottolinea la ferma volontà di Firenze di riappropriarsi della paternità della celeberrima marionetta.
Lo scrittore Carlo Lorenzini, nato a Firenze e vissuto a Castello, utilizzò il famoso pseudonimo solo perché la madre era nativa di Collodi, ma in realtà le avventure di Pinocchio furono il frutto della vitalità di San Lorenzo, un quartiere di mercato e di persone, di chiacchierate e di scambi.
E non solo, l’albero in cui Pinocchio fu impiccato era proprio un quercione allora esistente alle Cascine mentre il fiume nel quale il burattino ad un certo punto cade, altro non era che il fosso al confine del polmone verde di Firenze. Dunque, per via di questo legame strettissimo con Firenze, il Presidente del Quartiere 1 Stefano Marmugi annucia che a maggio “riporteremo la festa del grillo alle Cascine” perché il grillo di Pinocchio rappresenti la nostra città.
 
Girando per le varie installazioni, vengo catturata dalla Bottega di Mastro Geppetto, nella quale si producono pinocchi di legno, tante piccole creazioni che vengono poi fatte pitturare ai giovani intervenuti. Quando scorgo una signora in giallo che porta in braccio il suo “bambino” di legno: un autentico Pinocchio di fine ottocento che finalmente uscito dalla vetrina di un salotto, si gode un bel po’ di aria e perché no, anche la giusta notorietà…
 
I bambini più grandi vengono affascinati dal gioco laboratorio Pinocchio Im-pertinente, nato dall’ingegno dal responsabile scientifico del Museo dei Ragazzi, la Dott.sa Paola Pacetti. Un burattino ha un cuore? Lo si può sentire battere? I ragazzi dei centri estivi del quartiere 4 sono stati messi di fronte a pagine bianche ancora da scrivere che hanno svelato loro rumori, suoni, sensazioni, odori e profumi stimolando tutti e cinque i sensi. Con l’utilizzo di stetoscopi da dottore, hanno ascoltato i vari materiali di cui erano composte le pagine, proprio come si ascolta un cuore che batte. Ma di cosa è fatto Pinocchio? rami, cortecce, foglie… ma anche cioccolata, menta, cannella e tantissimi altri ingredienti, per acquietare il pancino estremamente goloso del burattino: questi gli oggetti con cui si potranno finalmente scrivere le pagine del libro. Ma attenzione, non può mancare l’ingrediente fondamentale: la fantasia dei bambini che ha permesso loro di realizzare bellissime opere.
 
Continuando il percorso tra palloncini tricolore, arrivo al Paese dei Balocchi dove i piccoli artisti hanno colorato i personaggi della fiaba sul polyshrink, un materiale plastico che con il calore si restringe, arrivando ad ottenere delle graziose spille. Proseguo con L’albero degli zecchini, un laboratorio di disegno nel quale i ragazzi si sono cimentati in un concorso: l’immagine più bella sarà scelta per la realizzazione di un vero zecchino d’oro da una nota bottega orafa.


Infine alla festa di compleanno di Pinocchio, non poteva certo mancare lo spettacolo di burattini! Ed allora sù il sipario, con i famosi Pupi di Stac che hanno fatto rivivere la favola sotto gli sguardi fissi e attentissimi dei più piccini. Burattini e teatro d’attore dunque, in perfetta sintonia…
 




Il Presidente dell’Associazione Pinocchio di Carlo Lorenzini, l’architetto Monica Baldi, ha curato personalmente l’allestimento e ideato il percorso all'interno dello spazio del Mercato Centrale. “ Vogliamo che Pinocchio viva per sempre qui nel mercato di San Lorenzo” con queste parole l’assessore all’Educazione R.M.Di Giorgi chiude la mattinata spiegando che una parte dell’attuale mercato centrale sarà destinata a museo o spazio per laboratori o chissà altro.
Ma l’importante è che l’ immortale burattino di legno sia tornato finalmente a casa. E che sia stato ricollocato per sempre fra i Geni Fiorentini quel Carlo Lorenzini “i’su caro babbo”.
 
Di Elisa Staderini







“Lorenzini giornalista e… il Grillo Parlante nei Media”
: titolo significativo del dibattito, tenutosi nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio a completamento di un’intera giornata dedicata a Pinocchio, diretto a recuperare uno dei tanti “artisti dimenticati”, la cui opera invece è diventata parte integrante di una cultura che da italiana si è fatta universale.

Autorità, media e studiosi sono intervenuti sull’ “uomo” Carlo Lorenzini (Collodi), fiero attivista nelle “Guerre d’Indipendenza”, ma anche il “primo deluso italiano”: come cronista individua sin da subito i difetti della nuova “Nazione Unita” e con la sua penna pungente ed ironica si rende un giornalista “scomodo”. Un “Grillo Parlante” che mette in guardia dalle finte promesse: qualsiasi “Gatto” o “Volpe” che si incontri non è che un furfante o un matto! Come a gran parte dei “grilli parlanti” gli viene chiesto di tacere (un impiegato della Prefettura non poteva continuare a scrivere contro il parlamentarismo!) e allora Lorenzini sceglie una nuova forma: la letteratura per l’infanzia. Con “Pinocchio” trova il modo per continuare ad esprimere la sua opinione trattando qualsiasi tipo di argomento in modo sarcastico e con una buona dose di critica sociale, politica e culturale. Lo fa in sordina ed il suo diventa uno dei maggiori “romanzi di formazione” esistenti in cui vengono promossi valori universali. Questo è il senso della fiaba, di tutte le fiabe! Uno strumento educativo, ma anche di riflessione, un mezzo d’identificazione culturale, un patrimonio per e di tutti.
Questo il motivo per cui le avventure di Pinocchio hanno girato tutto il mondo e l’incentivo per cui sono state riscritte e reinterpretate in ogni altra dimensione artistica: cinema, teatro, musica, arti figurative.
Siamo tutti dei “pinocchi”, grandi e piccoli: di fronte alle continue scelte della vita preferiremmo il “Paese dei Balocchi”, ma dietro i dolciumi e la festa si nascondono illusioni. Meglio apprezzare la realtà e le emozioni concrete: un letto caldo, una tazza di latte ed un “babbo” affettuoso che ci rimbocca le coperte.
 
di Mariagiovanna Grifi
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