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Occhio alle piante!

In primavera esplodono colori e profumi sui nostri balconi. Ma alcune piante possono rivelarsi insidie pericolose per la salute dei più piccini e degli amici a quattro zampe. Scopriamo cosa fare in caso di intossicazione
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Disattenzione, impianti difettosi, uso incauto di alcuni prodotti e semplice negligenza, sono tra le cause più comuni di incidenti domestici.
Ma sono in agguato altre insidie che costituiscono pericoli inaspettati, sia per i bambini, immersi nella loro attività di esplorazione del mondo, che per i nostri amici animali.
Spesso ignoriamo la gravità del pericolo, ma il contatto con alcune foglie, fiori o bacche, può provocare intossicazioni e avvelenamenti.

Assicuriamoci quindi che le nostre piante non siano una minaccia per i piccoli che giocano all'orto o a fare la pappa, mentre maneggiano, tagliuzzano e perché no... assaggiano i fiori tanto belli e colorati!

In caso di evidente esposizione occorre valutare attentamente il tipo di reazione cutanea o gastro-intestinale: se si tratta solo di irritazione, gonfiore o arrossamento agli occhi o alla bocca in genere basta rinfrescare le parti con acqua fresca e assumere del carbone vegetale.
Nei casi più gravi che presentino forti nausee o dolori diffusi è meglio affrettarsi chiamando il Centro Antiveleni più vicino (Firenze-Careggi: tel.055-794.7819) o portare il bambino direttamente al pronto soccorso. L'ideale è riportare correttamente il nome della pianta o del fiore, meglio se parti della stessa: radici, foglie, petali, bacche.

Sfatiamo delle leggende in caso di avvelenamento:
-Non far bere latte alla persona avvelenata
-Non fare vomitare la persona
E' sconsigliato e talvolta può risultare molto pericoloso. L'efficienza del servizio di soccorso che riceverà, dipenderà dalla precisione della vostra chiamata.

QUALI SONO LE PIANTE POTENZIALMENTE PERICOLOSE?

Agrifoglio: sono tossiche sia le bacche (di colore rosso) che le foglie, e l'ingestione di pochi frutti può causare effetti sistemici (nausea, vomito, diarrea, sonnolenza, convulsioni).
Azalea: le parti velenose sono le foglie. Può dare stomatite, vomito, diarrea, debolezza, deficit della vista, convulsioni e coma.
Ciclamino: tutta la pianta (parti aeree, tuberi) è tossica. La linfa provoca irritazioni cutanee. L'ingestione può causare una sintomatologia gastrointestinale con vomito e diarrea; si possono anche avere crisi convulsive.
Ginestra: può costituire un pericolo mortale e la sintomatologia si manifesta con disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), crisi convulsive, stato comatoso che può giungere alla morte. Se si raccolgono i rami fioriti della pianta, non bisogna portare le mani alla bocca prima di essersele lavate accuratamente.
Gelsomino: l'intera pianta è velenosa. Può determinare incoordinazione dei movimenti, disturbi della vista, secchezza delle fauci, difficoltà di deglutizione, debolezza muscolare, crisi convulsive, insufficienza respiratoria.
Glicine: le parti tossiche sono i semi e la radice. In caso di ingestione i primi sintomi sono simili a quelli di una gastroenterite: vomito e dolori addominali con diarrea, congestione del volto e dilatazione pupillare.
Mughetto: i fiori, le foglie e i frutti (bacche rosse) sono tossici. È una pianta di grande pericolosità e il suo avvelenamento può essere mortale; deve esser posta attenzione anche al semplice contatto. Dolori addominali, salivazione, nausea, vomito, disturbi cardiaci rappresentano la sintomatologia; il quadro clinico, successivamente, evolve verso il coma e quindi la morte.
Oleandro: è un arbusto diffusissimo in tutta Italia che si ritrova, di frequente, ai margini delle strade come pianta ornamentale, ma anche nei giardini. Ha rametti, foglie e fiori che contengono un potente veleno; l'ingestione di una sola foglia può uccidere un adulto. È quindi prudente non utilizzare questa pianta nemmeno per alimentare il fuoco del camino e a maggior ragione per fare gli arrosti.
Stella di natale: è molto velenoso il succo lattiginoso che fuoriesce dal gambo del fiore. La sostanza può essere pericolosa sia per ingestione che per contatto cutaneo e soprattutto con gli occhi; occorre quindi molta attenzione nell'accudire la pianta.
Vischio: tutte le sue parti sono tossiche; particolarmente pericolose le bacche, per la loro capacità di attrarre i bambini. La tossicità dipende dall'alto contenuto di viscumina e dalla presenza di altre tossine. I sintomi sono quelli di una gastroenterite che insorge una decina di ore dopo l'ingestione ed è accompagnata da sete intensa, rallentamento dei battiti cardiaci, collasso, dilatazione delle pupille e visione doppia.
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