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Negoziazione assistita

Novità in campo giuridico: i genitori con figli minori che vogliono separarsi o divorziare possono scegliere una strada facilitata, quella della negoziazione assistita da avvocati. Ne abbiamo parlato con la nostra esperta in materia, l’Avvocato Cristina Cocchi
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Il “Decreto giustizia” (convertito con modificazioni nella legge n.162 del 2014) ha introdotto alcune disposizioni per la semplificazione dei procedimenti di separazione e divorzio, che potranno svolgersi anche fuori delle aule dei tribunali.

Dallo scorso dicembre i coniugi che intendono separarsi o divorziare consensualmente o modificare le condizioni (di separazione e divorzio) già fissate in precedenza dal Giudice, hanno infatti a disposizione un nuovo strumento alternativo a quello tradizionale di presentare un ricorso congiunto dinanzi al Tribunale, che dunque non prevede l'intervento di un giudice: la negoziazione assistita da avvocati.

Per dare avvio alla procedura di negoziazione assistita è necessario almeno un avvocato per parte (per la separazione o il divorzio consensuale dinanzi al Tribunale è sufficiente un avvocato che assista entrambi i coniugi).
La procedura ha inizio con l'invito alla negoziazione assistita e con la sottoscrizione di una convenzione, cioè un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza di avvocati.

Una volta redatta la convenzione, gli avvocati procederanno alla stesura dell'accordo alle condizioni concordate tra i coniugi che potranno riguardare, come è noto, l'assegno di mantenimento e trasferimenti patrimoniali tra coniugi, l'affidamento e il mantenimento dei figli, l'assegnazione della casa coniugale ecc.
L'accordo deve essere poi inviato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente.
Se sono presenti figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti, incapaci o con handicap grave, entro 10 giorni il pubblico ministero autorizzerà l'accordo se rispondente all'interesse dei figli.
Se invece l'accordo viola gli interessi dei figli, il PM entro 5 giorni trasmette l'atto al Presidente del Tribunale che fisserà una udienza per la comparizione dei coniugi davanti al giudice.
Nel caso invece non ci siano soggetti deboli da tutelare, il PM verifica che non ci siano irregolarità e comunica il suo nullaosta.

Ottenuta l'autorizzazione si entra nella fase conclusiva della procedura: l'accordo deve essere trasmesso entro 10 giorni a cura dell'avvocato all'Ufficiale dello Stato Civile del comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto.
L'accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita è equiparato ai provvedimenti giudiziali di separazione e divorzio.

Avvocato Cristina Cocchi

Via Aretina, 167/B
Tel./fax 055.2479482
mobile 338.7499759

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