Home - Ufficio Stampa

Mamme canguro: la natura al servizio della scienza

Lizzy è una bimba nata prematura che ce l'ha fatta. Il suo sorprendente recupero si deve al KMC (Kangaroo Mother Care) o marsupioterapia
Dove
Quando
  
Ingresso
Contatti
Tel:
Fax:
 
 
Consigliato a
Lizzy oggi ha nove anni. Ed è una bella bambina bionda. Forse un po' minuta per la sua età ma è molto agile, vispa, ama stare con i coetanei e adora la danza.

Ma Lizzy ha avuto fretta di nascere: dopo sole 28 settimane e 5 giorni di gestazione è venuto al mondo un fagottino di soli 670 grammi... Allora era un freddo giorno di dicembre, poi ha impiegato quattro mesi a "finir di crescere"; ha imparato ad alimentarsi e respirare correttamente, è diventata forte. Finalmente, in un ventoso giorno di aprile, ha varcato la soglia dell'ospedale, ormai pronta ad affrontare il mondo, con l'invidiabile peso di 2,5 Kg. Lizzy deve il suo sorprendente recupero al suo essere stata una "bimba canguro".

Lizzy è una dei tanti bimbi prematuri che "ce l'hanno fatta" e non è neanche una delle più piccole. Moderne incubatrici, farmaci di nuova generazione e la specializzazione medica degli ultimi anni, hanno fatto diminuire considerevolmente la mortalità infantile causata dalla nascita pre-termine e dalle complicazioni ad essa collegate. Il parto prematuro rimane comunque un evento traumatico. Per i genitori è forte il senso di inadeguatezza e la madre deve spesso combattere con un doloroso senso di colpa, alimentato in seguito anche dall'impossibilità di allattare il piccolo o di potersene occupare subito personalmente.

Dal punto di vista medico l'attenzione viene posta su eventuali anomalie e patologie: cardiache, respiratorie, gastrointestinali, cerebrali. Tuttavia, anche quando il nascituro non ha particolari problemi fisici, la prematurità degli organi non permette di alimentarsi e di respirare come un bambino nato a termine, quindi il recupero può essere lento e impegnativo.

Diventa fondamentale, nei mesi che seguono, riallacciare il rapporto madre-figlio e diventa ancora più importante surrogare l'utero materno con un valido sostituto. Le incubatrici? Non solo...

Molti anni fa in Colombia, non vi erano sufficienti incubatrici per accogliere tutti i bimbi nati pretermine. I medici furono così costretti a mettere insieme più bambini con il rischio di far circolare le infezioni. I farmaci scarseggiavano ed ecco che alcuni pediatri di Bogotà ebbero l'idea di sperimentare una nuova tecnica di assistenza ai piccoli neonati. L'idea era semplice ma si rivelò subito sorprendentemente efficace. I piccoli venivano posti a contatto con la pelle della madre, sul suo seno, con indosso soltanto il pannolino. In questo modo le madri recuperavano il rapporto interrotto col figlio, i bambini potevano ascoltare ancora il battito cardiaco materno, potevano sentire il calore del corpo della mamma, potevano ascoltare la sua voce. Per i bambini più grandicelli questo voleva anche dire poter essere allattati precocemente ed essere dimessi in tempi rapidi.
I dottori constatarono che questo tipo di assistenza neonatale influiva positivamente anche dal punto di vista strettamente medico. I bambini così trattati, dimostrarono di essere meno soggetti ai problemi tipici dei prematuri, come il reflusso gastroesofageo e le crisi di apnea.

Era ufficialmente nato il "Kangaroo Mother Care", ovvero la Marsupioterapia. Il nome ovviamente è ispirato ai marsupiali australiani, i quali accolgono nella loro tasca addominale i loro piccoli, che nascono ancora immaturi e finiscono di svilupparsi esternamente all'utero materno. Ben presto il successo del metodo fu tale da essere sperimentato in altre parti del mondo, e la sua pratica viene oggi proposta anche ai neo- papà che sono felici di vivere finalmente il proprio ruolo da protagonisti.

E' stato dimostrato che i piccoli "bimbi- canguro" sviluppano meno infezioni, sopportano meglio il dolore, dormono di più e sono in generale più tranquilli. Ma questo metodo ha effetti sorprendenti anche sulle mamme. Se all'inizio la paura e il senso di inadeguatezza può frenare i gesti materni verso il piccolo, con il metodo - canguro le madri acquistano sicurezza, si sentono coinvolte e placano la naturale ansia causata del pensiero del rientro a casa.
In seguito i bambini prematuri recuperano il divario con i loro coetanei ognuno con i propri tempi e la maggior parte di loro condurrà una vita perfettamente uguale a quella di tutti gli altri bambini.
Anche a Firenze il KMC (Kangaroo Mother Care) viene praticato e consigliato ai neo genitori dei bimbi prematuri. Il personale medico e infermieristico dedica non solo la propria professionalità ma soprattutto il proprio supporto psicologico ai papà e alle mamme che, disorientati da una nascita precoce, cercano di recuperare il rapporto fisico e psicologico con il proprio figlio. Nel reparto di terapia intensiva neonatale è consuetudine ormai vedere padri e madri accogliere all'interno delle camicie a contatto col proprio petto, questi teneri fagottini, tanto piccoli quanto forti e attaccati alla vita. I bambini prematuri hanno uno sguardo più attento e consapevole dei bambini nati a termine e i loro genitori imparano a capire quanto la maternità e la paternità, non siano per niente scontati, ma una bellissima conquista quotidiana.

Di Monica Nicolosi
Può interessarti anche:

Ufficio Stampa

Inserisci un commento Caratteri rimasti:
Nome
EMail
Permetti la pubblicazione del tuo indirizzo email
Letto e Compreso Privacy
 
 
 
 
 
 
Gli eventi per famiglie
Disclaimer           Ufficio Stampa
(c) 2013 Tutti i diritti riservati - P.IVA 06038670482 - Concept, progetto grafico e gestione contenuti: Elisa Staderini