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La Porta dei Misteri – 1 La leggenda. Intervista a Filippo Torrini

Scrivere una trilogia fantasy a soli 12 anni? Si può! 

Firenze 10 Dicembre 2012 - Tra tutti gli intraprendenti ragazzini toscani, oggi spicca la figura riccioluta di un giovanissimo fiorentino d.o.c. che cresce di nome Filippo Torrini. Occhi chiarissimi per il 13°enne cresciuto a pane, Momo ed Harry Potter, appassionato di sci, tifoso dei viola, amante di libri e storie fantasy ma soprattutto scrittore in erba.

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E proprio grazie alla sua passione Filippo è stato in grado di dar vita al suo primo libro “La Porta dei Misteri – 1 La leggenda”, (Polistampa, pp. 240, euro 15) presentato il 24 novembre scorso a Firenze.

‘La Porta dei Misteri – 1 La leggenda’, fa parte di una trilogia che Filippo ha concluso lo scorso anno. Racconta di Frey, il dodicenne protagonista, che coinvolge i suoi quattro amici in un’avventura oltre i confini del mondo, alla ricerca di sei chiavi magiche. Queste sono le sole capaci di aprire la grande Porta dei Misteri, una porta oscura che cela un misterioso oggetto, in grado di riportare il bene tra gli uomini, eliminando ogni sorta di male.  Ma una catastrofe imminente incombe sul mondo se i quattro non riusciranno ad aprirla entro breve… Un dubbio intanto si insinua in loro: quello che stanno facendo, è davvero per fini benevoli o stanno invece diventando strumenti di qualche forza maligna?
 
Filippo, da quanto tempo avevi in mente il progetto di scrivere la Porta dei misteri?
L’idea mi è venuta da quasi quattro anni. A nove anni e mezzo avevo già letto molto, e scrivevo piccoli racconti, ma non li avevo mai portati a termine. Uno di questi era la Porta dei Misteri. Avevo buttato giù qualche appunto e iniziato a scrivere i primi capitoli, ma non avevo l’energia per continuarli, e li ho chiusi in un cassetto. L’anno scorso ho riaperto questo cassetto e quasi per gioco ho ricominciato a scrivere: improvvisamente mi sono accorto che quella storia mi appassionava sempre di più! E dopo due mesi, avevo finito il primo libro!

Un ragazzino della tua età nel tempo libero si diverte con gli amici. Invece tu quanto tempo hai dedicato alla tua trilogia, rinunciando
magari ad altri svaghi?
In realtà non ho rinunciato ad altri svaghi, un po'perché durante l’estate in cui l’ho scritto ho fatto la mia vacanza normalmente, un po'perché comunque per me scrivere è “uno tra i migliori svaghi”.

Visto che si tratta del genere fantasy, ci puoi dire chi sono i tuoi autori preferiti? Ti sei ispirato a qualche loro opera per questo racconto?

I miei autori preferiti sono Tolkien, Rowling, ma soprattutto il mio libro preferito è Momo di Michael Ende! Ispirazioni particolari non ne ho avute, ma è chiaro che tutto quello che si legge entra a far parte di noi. Un'altra autrice che mi piace è Licia Troisi.
 
Il giovane Frey altri non è che l’alter ego del giovane Filippo con tutti i suoi pregi ma anche con i difetti che amici e parenti nel tempo gli hanno fatto notare. Cosi anche il nome rivela quanto il personaggio sia in simbiosi con l’autore: Frey è infatti il diminutivo di Ferrante, secondo nome di Filippo Torrini che - ci svela- avrebbe tanto preferito fosse il primo!
 
Filippo, sarai fiero di te stesso, un risultato così grande alla tua età non è certo da tutti. In famiglia ti hanno sostenuto? Chi ha fatto maggiormente il tifo per te?
In famiglia mi hanno sostenuto alla grande! Forse quando chiesi a mia madre “Vuoi leggere il mio libro?”, sottoponendole duecentocinquanta pagine mentre lei in vacanza si era portata già i suoi libri, non fece un salto di gioia. Ma dopo poche pagine era già la mia prima fan, anche perché non si immaginava che io avessi fatto un lavoro del genere. Anche mio padre, nonostante non ami il genere fantasy, ne è rimasto entusiasta.

Vorresti dire qualcosa ai giovani “Fiorentini/Toscani che Crescono”? Potresti essere un modello per molti di loro.
Non mi sento in grado di dare consigli a nessuno, l’unica cosa che posso suggerire perché a me è servito molto, è di credere in quello si fa!

E sicuramente Filippo ci ha dato il migliore tra i consigli, perché aver fiducia nella propria idea, inseguirla e toccare con mano il risultato finale è veramente gratificante. E lui ne è un ottimo esempio.

Elisa Staderini
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Commento inviato da: lizzy in data: 10/12/2012
Non vedo l'ora di leggere la porta dei misteri insieme a mio figlio. Ottimo lavoro Filippo, continua cosi!!!!!!
Commento inviato da: ele in data: 10/12/2012
bravo Filippo......complimenti !!! mi piacerebbe leggere il tuo romanzo e farlo leggere ai miei figli !! bravo davvero !
 
 
 
 
 
 
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