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Il cibo nella storia di Firenze

Sai chi ha inventato il gelato? E cosa mangiavano gli etruschi? Curiosità culinarie toscane attraverso i secoli. Di Elisa Staderini
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Oggi le dispense sono colme di cibo spesso anche proveniente dall'estero. Ma i nostri antenati cosa mangiavano in terra di Toscana?

A tavola al tempo dei romani

Fino alla caduta dell'impero Romano d'Occidente (476), la cucina toscana coincideva con quella romana. Era semplice e modesta e si basava essenzialmente sul pulmentum, (orzo cotto nel brodo), sulla puls (una sorta di polenta a base di farro, miglio e fecola di patate), su pesci, verdure e formaggi. Sulle tavole dei contadini erano presenti zuppe di ortiche, ghiande, lucertole e addirittura - non ci crederete - anche topi! Magari bolliti...
Ai banchetti dei ricchi invece il cibo abbondava di arrosti, cacciagione, pesci e qualche verdura. Certo oggi ci stupiremo del fatto che il tutto venisse servito senza ordine e soprattutto senza l’uso di piatti o di posate: pensate che in Toscana si usava un solo grande bicchiere da vino che serviva per tutti i commensali!

La cucina degli etruschi

Possiamo affermare che i veri genitori della cucina toscana furono gli Etruschi passati alla storia come popolo di grandi bevitori di vino dediti ai piaceri della mensa. La terra Toscana era molto fertile e produttiva: non mancavano campi di frutteti, legumi e cereali.
Infatti la cucina degli Etruschi si basava sulla minestra di farro, o di lenticchie, di ceci, fave, diffusa sia tra i poveri che tra i ricchi. Si mangiava anche la carne di bovini, ovini, suini oltre che di cacciagione. Questa veniva cucinata alla brace oppure in grandi calderoni di bronzo (ovviamente dai nobili).
A partire dal secolo VII a.C. si hanno testimonianze di produzione dell'olio d'oliva usato principalmente per preparare unguenti e profumi, ma anche nella preparazione dei cibi.
Il vino era molto forte e per questo non poteva essere bevuto pretto, così veniva mescolato all’acqua come era già in uso presso i Greci.
Nella terra di Toscana rimane ancora oggi una connessione con l’antica cucina per l'uso dei cereali: diffusissima e apprezzatissima è infatti la minestra di farro!!

Goloserie alla corte dei Medici

Ma i nostri avi mangiavano dolci? Il gustosissimo gelato per esempio, quando è nato e chi l'ha inventato?
Sappiamo che l'uso di refrigerare frutta e sostanze dolci (miele) risale agli antichi Romani che potevano attingere alle riserve di neve dalle cime dell’Etna o del Vesuvio per poter preparare gustosi sorbetti. Mescolavano infatti il ghiaccio tritato con il miele e la frutta, creando così una sorta di crema.
Durante il Medioevo, questa dolce abitudine cadde in disuso a causa delle invasioni dei barbari e del grande malcontento che esisteva.
Successivamente arrivarono gli anni della rinascita delle arti e degli ingegni nella città di Firenze.
Il noto architetto fiorentino Buontalenti che si dilettava in cucina creò in quel periodo fantastici dolci amalgamando una crema con il ghiaccio. Si dice anche abbia inventato la prima macchina per fare il gelato!! E certo non è un caso se ancora oggi trovate nelle gelaterie fiorentine la deliziosa crema buontalenti!
Ecco svelata l'origine del gelato: una prelibatezza nata proprio a Firenze.

Elisa Staderini
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