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Cavallo e senso del sé nei bambini

Come mettere in relazione il cavallo e i bambini? Questo animale li fa contattare il piacere, il senso di sé, la sensazione di essere guida e di essere guidati. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Monica Torsellini
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Dottoressa Torsellini, se pensiamo alla relazione tra cavallo e problemi psicologici, salta in mente qualcosa di magico, di intangibile, che in qualche modo  aiuti le persone con difficoltà. È davvero così?

Non è così. Anzitutto c’è una netta distinzione tra ippoterapia e riabilitazione equestre. Nella seconda, il beneficio non si riscontra nel contatto con il cavallo, ma è piuttosto una metodologia rigorosa per cui occorre una professionalità specifica. In particolare il Metodo di Riabilitazione Globale a mezzo del Cavallo (MRGC), sviluppato dall’unico ente riconosciuto in Italia per la formazione in riabilitazione equestre CNR ANIRE, è una metodologia che mette la persona in condizione di reagire, rendendo quindi il soggetto attivo e protagonista.
Questa attività con i cavalli permette di cominciare ad abitare il proprio corpo, modificando lentamente il modo in cui la persona vive lo spazio, il mondo, il tempo e lo stesso proprio corpo.

Aspetti prettamente tecnici a parte, le terapie a mezzo del cavallo sono efficaci, dolci e piacevoli.
Insieme ai cavalli, io lavoro molto con bambini ma anche con adulti “normodotati” (oltre che con quelli con varie problematiche psichiche e psicologiche).
La relazione con questi animali guidata da un professionista, li fa contattare il piacere, il senso di sé, la sensazione di essere guida e di essere guidati.
Il cavallo non giudica e non parla, evoca un linguaggio corporeo ed emotivo e induce un affinamento empatico necessario per entrare in relazione con lui, si affida e chiede che il cavaliere gli si affidi, è un partner relazionale che fa da specchio alla persona che si avvicina a lui. Il cavallo è un soggetto attivo, reagente e accogliente.
Con i bambini o gli adulti con problematiche specifiche è manifesto come la biomeccanica del movimento del cavallo, unita all’aspetto di sintonizzazione emozionale, favorisca dei miglioramenti evidenti e durevoli. E posso dire altrettanto della “psicoterapia con il cavallo” che pratico da anni e che sempre più apprezzo, in particolare con i bambini che sono ancora scevri di strutture rigide e in grado di affidarsi alla comunicazione non verbale.

I bambini, attraverso il contatto con il cavallo, riconoscono se stessi, rafforzano il senso di sé, imparano a riconoscere e consapevolizzare sensazioni e percezioni, esperiscono – e quindi apprendono - in senso profondo cosa sia una relazione e cosa significhi fiducia, sia darla che riceverla.

Dr.ssa Monica Torsellini
Psicologa e psicoterapeuta
Esperta in Gestalt Play Therapy
Terapista CNRANIRE
In collaborazione con Centro Equestre San Colombano
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