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Gualtiero e l'orologio che leggeva nei pensieri

Parole e apparenze non sono mai sufficienti per conoscere i veri pensieri della gente. Ma se un giorno Babbo Natale portasse un orologio magico [...]
Gualtiero Maggi scrisse a Babbo Natale per chiedere in regalo un violino nuovo, poiché quello che aveva prima era stato accidentalmente distrutto dal fratellino minore, il piccolo Filippo.

La lettera giunse puntualmente a destinazione nella fabbrica di doni di Babbo Natale, ma finì nelle mani dello gnomo Balocco, uno gnometto tanto simpatico quanto pasticcione: Balocco spedì il violino destinato a Gualtiero all'indirizzo di un altro bambino, e scrisse invece l'indirizzo di casa Maggi su di un pacchetto che conteneva uno strano orologio da polso.

Quello però non era un orologio come tutti gli altri: apparteneva infatti a Salonicco, un altro gnomo della fabbrica di Babbo Natale, ed aveva la magica proprietà di leggere nei pensieri della gente.
Quando la mattina del 25 dicembre Salonicco si accorse di avere smarrito il suo prezioso oggetto, era ormai troppo tardi.

A casa di Gualtiero i regali erano già sotto l'albero: lui e il fratellino Filippo non vedevano l'ora di scartarli.
La mamma e il papà gli avevano regalato un nuovo violino, e lui ne fu immensamente felice. Se però il violino era stato comprato dai suoi genitori, cosa aveva mai portato allora Babbo Natale?

- Guarda qui, Gualtiero, - lo chiamò la mamma - sembra che il dono di Babbo Natale sia racchiuso in questo piccolo astuccio.
Così dicendo, gli porse l'orologio da scartare.

- Un orologio?- fece sorpreso Gualtiero- Veramente gli avevo chiesto un violino, ma ora che ci penso bene mi occorreva anche un orologio da polso.- il fratellino Filippo gli aveva rotto anche quello- Si, mi piace davvero molto. Non riesco però a capire di che materiale sia fatto.

- Ma come,- disse il papà- non vedi che è di metallo?

- Metallo?- fece la mamma- Visto da qui mi pareva di plastica.

- Oh, insomma- disse il papà prendendo in mano l'orologio- non vedi che è … che è chiaramente di …. accidenti, ma di che materiale è mai fatto questo orologio?

- Mi sembra che cambi colore a seconda dell'esposizione alla luce del sole.- disse Gualtiero osservandolo attentamente- Si, di sicuro Babbo Natale doveva sapere che il violino nuovo l'avrei ricevuto da voi, e così mi ha mandato questo orologio da polso che è diverso da tutti gli altri: mi piace molto, è stata un'ottima scelta!


Il pomeriggio stesso Gualtiero andò al parco per giocare con la neve, che era caduta abbondantemente la notte precedente. Mentre si incamminava vide da lontano due suoi compagni di classe con cui non andava affatto d'accordo.

- Ciccione!- gli gridò Marco Marasco da lontano- Ecco il ciccione che arriva! Ecco il pupazzo di neve che cammina!

Gualtiero cambiò strada, i due gli si avvicinarono ugualmente.

- Cosa hai chiesto a Babbo Natale?- gli disse Gigi Cimino- Gli hai forse chiesto di riempirti il frigo di dolci?

- Lasciami in pace.- tagliò corto Gualtiero.

- Non me lo vuoi dire? Allora, sos'è che gli hai chiesto?- insistette quello.

- Un violino: ora vattene e piantala di scocciarmi.

- Un violino? Hai sentito, Marco, la femminuccia ha chiesto un altro violino.

Quelli iniziarono a ridere e a Gualtiero passò la voglia di andare al parco: se ne tornò a casa.
Mentre stava per entrare nel suo portone, una voce giunse da lontano:- Gualtiero!- era la signora Amalia che lo chiamava. La signora Amalia era la proprietaria di un piccolo negozio di strumenti musicali- Vieni qui tesoro, devo chiederti un favore.

Gualtiero la raggiunse: nel negozio c'era una coppia di coniugi.

- Questi signori,- gli disse Amalia- sono qui per regalare un violino nuovo al loro figliolo. Non sono però dei musicisti come te, e così non sanno come scegliere lo strumento dal suono migliore. Io potrei dar loro qualche consiglio, ma se tu suonassi ognuno di questi due violini che ho in vendita, renderesti la loro scelta ancora più facile.

Fu così che Gualtiero impugnò il primo violino e diede inizio alla sua breve esibizione: sulla soglia del negozio si formò subito una piccola folla di persone incantate dalla musica.

Anche i cani al guinzaglio che passavano di lì iniziarono a trascinare i loro padroni verso quelle note melodiose.

Quando Gualtiero terminò di suonare anche l'altro violino e uscì dal negozio, l'applauso caloroso della folla lo avvolse.

- Ha solo 10 anni,- disse la signora Amalia- e guardate che sensibilità artistica possiede già!


Dietro l'angolo della strada, Gualtiero si accorse che c'erano Marco Marasco e Gigi Cimino che avevano osservato tutta la scena: Gualtiero si diresse verso casa sperando di rincontrarli il più tardi possibile.
Una volta rientrato a casa, la mamma gli chiese se al parco si fosse divertito:

- No.- rispose secco Gualtiero.

- E perché?- domandò lei preoccupata.

- Ho incontrato Marasco e Cimino.

- E ti hanno chiamato ciccione e femminuccia?

- Si.

- E ti hanno fatto passare la voglia di giocare?

- Si.

- Bè, che tu ci creda o no, io ti dico che tra qualche anno quei due pagherebbero oro per avere le qualità che hai tu, o forse pagherebbero già adesso.

- Mamma, dai, tu dici così solo perché sei mia mamma ...

- Io dico così perché tu sei un bambino sensibile, buono, generoso, intelligente, onesto e, come se non bastasse, sai strabiliare le persone quando suoni il tuo violino.

- Mamma, so che lo dici solo perché sono tuo figlio, ma grazie lo stesso.

In quell'istante esatto l'orologio al polso di Gualtiero incominciò a colorarsi di un azzurro intenso: il bambino guardò il quadrante di vetro e restò stupefatto.

Al posto dei numeri e delle lancette erano comparse queste parole:

"No, piccolo mio, non lo dico solo perché sei mio figlio: lo dico perché è la pura verità.

Tu sei acqua di sorgente, e se quei due cretini ti infastidiscono col loro comportamento maleducato, è perché invidiano il tuo animo buono, la tua serenità e anche il tuo estro musicale".

Il bambino non credeva ai suoi occhi: l'orologio leggeva nei pensieri!

Gualtiero decise immediatamente di ritornare al parco: il tempo di riprendere sciarpa e cappello, e un attimo dopo era di nuovo in strada.



Appena fuori, gli passò accanto un papà con una carrozzina: l'orologio si colorò di verde e sul quadrante comparve la scritta:

"Ecco di nuovo quell'incredibile violinista in erba: chissà se anche il mio pupetto vorrà un giorno imparare a suonare uno strumento proprio come lui. Speriamo di si."

Camminando ancora, Gualtiero arrivò davanti al negozio della signora Amalia, e questa lo salutò; il quadrante divenne viola e il bambino vi lesse:

"Arte o no, quando questo soldo di cacio si mette a suonare è sempre capace di riempirmi il negozio di clienti. Chissà poi che ci troveranno mai …"

- Hai capito la vecchia!- pensò fra sé Gualtiero.



Girato l'angolo, vide in lontananza le sagome di Marasco e Cimino: questa volta Gualtiero non cambiò strada.
I due gli vennero incontro e incominciarono con la solita solfa; il quadrante dell'orologio questa volta divenne color giallo invidia, e Gualtiero vi lesse:

"Ma come accidenti riesce a far uscire quei suoni fantastici da quel pezzo di legno? Perché a scuola risponde alle domande della maestra anche senza bisogno di studiare? Perché il cane di mio nonno ogni volta che vede Gualtiero corre a fargli le feste, mentre a me invece ringhia contro?"

- Allora, secchione,- disse Cimino- come va?

Gualtiero scoppiò in una fragorosa risata e disse loro:- Ci vediamo ragazzi, statemi bene.



Una volta rientrato a casa, la mamma gli chiese come mai avesse deciso di nuovo di tornare al parco.
Lui le raccontò ogni cosa: per farle vedere che non mentiva riguardo all'orologio, si divertì a mostrare anche a lei come poteva leggere nei suoi pensieri.

-Concentrati su una sequenza di numeri.

- Fatto. – disse lei.

- 3293461. – disse lui.

- Sono senza parole! – esclamò la signora.

Quel pomeriggio Gualtiero disse a sua madre di aver imparato che parole e apparenze non sono mai sufficienti per conoscere i veri pensieri della gente. Le disse anche di avere acquistato molta più fiducia in se stesso.
Alla fine della giornata, però, Gualtiero decise che fosse meglio restituire l'orologio a Babbo Natale:

"Caro Babbo Natale,

ho molto apprezzato il regalo che mi hai fatto, mi è stato davvero molto utile. Ora però devo restituirtelo: così come io non voglio che qualcuno legga nei miei pensieri, allo stesso modo non è giusto che io possa leggere quelli degli altri.
Comunque grazie ancora per il più bel regalo di Natale che io abbia mai ricevuto,

Con affetto, Gualtiero"


E fu così che lo gnomo Salonicco poté riavere indietro il suo orologio: dopo aver letto anche lui la lettera di Gualtiero, fu immensamente felice di aver temporaneamente smarrito in quel modo il caro oggetto.
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