Fiorentini si Cresce

Setola e la sirena


Setola vuole andare dalla sua amica sirena, ma Dubia come sempre le fa i dispetti. Come fare per entrare nel magico mondo delle sirene? Di Paola Vergari
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Setola voleva andare a trovare la sua amica sirena Gioata, aveva tentato varie volte, ma la bacchetta l’aveva trascinata in altri mondi e storie e ormai era un anno che non si incontravano. Decise che sarebbe andata alla vecchia maniera, senza la bacchetta. Attraverso la fonte magica infatti dopo un tuffo e una nuotata lunghissima avrebbe raggiunto il mare incantato in cui Gioata e le altre sirene vivevano. 



Non perse altro tempo e indossando il suo costume fucsia si diresse alla fonte dove però Dubia stava giocando con le conchiglie.
Anche Impero, il suo cane prodigioso era con lei, non l’avrebbe mai lasciata andare così lontana senza la sua protezione.
Dubia comprese subito che Setola e Impero volevano tuffarsi ma essendo di natura dispettosa voleva impedirglielo.
Con la sua bacchetta portentosa ghiacciò la fonte e ridendo se ne andò verso il lago dei giorni innevati per costruire un pupazzo di neve al contrario, con la faccia in terra e i piedi in alto. Nel suo cuore neanche un briciolo di compassione, per lei ogni cosa doveva soffrire per poter accedere a un sapere superiore.

Setola nel vedere la fonte ghiacciata restò senza parole, ancora una volta il destino le metteva un ostacolo, ma lei amava troppo la sua amica sirena per rinunciare e così andò a cercare un bastone per rompere il ghiaccio e tuffarvisi dentro.
A ogni albero che incontrava chiedeva il permesso, ma tutti rispondevano che i loro rami non erano abbastanza forti per rompere il ghiaccio dell’incantesimo. Un piccolo olmo le suggerì di cercare una pietra che potesse spaccarlo. Ma anche la ricerca delle pietre fu vana, ogni pietra le diceva che non sarebbe stata abbastanza forte per rompere l’incanto. Una ossidiana le suggerì di saltarci sopra per vedere di rompere il ghiaccio. Ma qualunque cosa facesse questo restava intatto con l’unico risultato di esser caduta almeno una decina di volte.

Impero per aiutarla le andò a prendere la bacchetta, sperando che la sua magistrella avesse imparato ad usarla. Quando Setola lo vide arrivare con la bacchetta, lo abbracciò, poi prese la bacchetta e formulò la frase perfetta:
-Fonte fatata che porti alle sirene,
Sei stata incantata per darmi delle pene,
Per sempre resta così ghiacciata,
Che io me vado sconsolata. –

Il trucco fece proprio il suo effetto, ormai Setola aveva capito come usarle la bacchetta birichina e in un attimo il ghiaccio si dissolse, l’acqua era tornata tiepida e piacevole e Setola vi tuffò i piedi. I suoi bei quarzi che toccando l’acqua si trasformarono in pinne, poi Setola s’immerse e tutte le gambe divennero una splendida coda di sirena. Era la magia della fonte che le avrebbe permesso di raggiungere il grande mare di Gioata.
Setola s’immerse e nuotò fino al tunnel dove la corrente la risucchiò portandola con se. Anche Impero entrò nella fonte e anche le sue zampe si trasformarono in una coda di pesce e le zampe anteriori in branchie. Entrambi nuotarono nel tunnel cosparso di oro e argento verso il mar d’Arnakior il luogo nascosto del mondo dove migliaia di sirene nuotavano felici.
Il tunnel finiva su una parete rocciosa altissima a picco sul mare e l’acqua si gettava in un tuffo altissimo e spettacolare. Appena Setola uscì dal tunnel inondata dalla luce del sole e dall’arcobaleno che si creava con l’acqua, gridò di gioia richiamando su di se l’attenzione. Sprofondò nel mare raggiungendo le sue profondità e appena riemerse si accorse di essere circondata da tutte le magnifiche sirene compresa la sua amica Gioata. Anche Impero fece lo stesso tuffo e con la sua pinna blu entrò nell’acqua creando una spirale.
Passarono l’intero pomeriggio a giocare e solo verso sera, salutarono le amiche che avevano donato conchiglie splendide a entrambi, legandole come collane sulla testa.
Per tornare dovevano immergersi fino alla base della parete rocciosa dove un altro tunnel dalla corrente contraria li trasportò di nuovo alla fonte magica.
Appena si sedettero sul bordo della fonte le gambe e i piedi tornarono normali e così, rientrarono a casa, in tempo per la cena.
Dubia vide le conchiglie sulla testa di entrambi e per la rabbia di non esser riuscita a fermarli si trasformò in corvo e gracchiò così forte da far piovere tutta la notte.

Paola Vergari
 


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