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La pazienza

Ecco la favola che Elisabetta ha ideato per spiegare ai bimbi da dove viene l'infinita pazienza che hanno le loro mamme! Sarà una pozione magica?
C’era una volta una fatina che si chiamava Pazienza. Come le altre fate era buona e dolce, ma a differenza delle altre era l’unica che non sapeva fare magie. Questo la rendeva un po’ triste.

«Perché tutte le altre fate hanno la capacità di fare magie e io no?» chiedeva sconsolata al re del paese delle fate.
«Ciascuno ha un certo numero di talenti,» rispondeva lui. «Ma non si possono scegliere. Se non sai fare magie, usa il cervello.»

Così Pazienza divenne una fatina laboriosa e utilizzava le piante e le radici degli alberi per preparare medicazioni e unguenti che non avevano nulla di magico. Accadde che una volta, quasi per caso, mescolando i semi di fiori diversi, buccia di limone e alcune gocce di succo di mandarino ottenne un liquido dolce. Quando lo assaggiavi ti dava un meraviglioso senso di rilassatezza e anche le cose che non ti piacevano o ti davano fastidio, d’un tratto diventavano poco importanti: rendeva la vita più bella e serena. Pazienza la mostrò al re delle Fate.

«Hai realizzato una cosa meravigliosa,» disse lui. «Adesso devi decidere che cosa fartene.»

Così la fatina Pazienza pensò a chi poteva regalarla. Pensa, pensa finalmente capì che chi ne aveva più bisogno erano le mamme, quando stavano con i loro piccini. Così fece in modo che ogni volta che nasceva un bambino, nel cuore della mamma si forma un meccanismo che comincia a produrre la pazienza...

Le mamme usano tutta quella che serve. Quando i bambini fanno i capricci, rompono qualcosa o sporcano tutto, le mamme usano tutta la pazienza del loro cuore. A volte quando ne hanno bisogno proprio tanta, usano tutta quella che hanno. La pazienza intanto si ricostruisce, ma a volte, per un breve istante la pazienza è finita. Allora le mamme sbuffano.
«Che c’è?» chiedono i bambini.
«Ho finito la pazienza,» dicono le mamme. Allora i bambini capiscono che la cosa è grave e cercano si essere ubbidienti per un pò, almeno fino a che non si ricostituisce una buona dose di pazienza, e la mamma torna serena. Così se un bambino fa cadere dell’acqua, si bagna o rompe qualcosa la mamma dice «pazienza!» e rimette tutto a posto senza più arrabbiarsi.
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