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La macchinina che non voleva dormire

Ci sono dei bambini che non vogliono andare a nanna? Elisabetta ha scritto per loro la favola della macchinina che non era mai stanca, ma ad un certo punto... E tu che favola vorresti leggere al tuo bambino?
C’era una volta una macchina che amava correre per ore ed ore. Percorreva le autostrade, saliva e scendeva le montagne, attraversava i continenti, percorreva i ponti. Però, quando arrivava l’ora di dormire, non voleva mai fermarsi.
Ogni volta le sue gomme dovevano insistere “siamo stanche, oggi abbiamo percorso così tanti chilometri, abbiamo fatto tanta strada. E poi è buio, non vedi? Adesso tutti vanno a dormire, i bimbi, le mamme e anche i papà. Perché non dormi un po’ anche tu?”
Ma la macchina non ne voleva sapere. “Io non ho sonno,” diceva. “A me piace correre, girare, vedere cose nuove.”
“Sai che facciamo?” le disse un giorno il volante. “Questa è una bella città in un paesino tranquillo. Noi ci prendiamo una vacanza! Le ruote, le portiere e anche io. Tu puoi continuare a girare tutti il tempo che vuoi. Ti aspettiamo qui tra un mese.”
E così fecero.
La macchina partì e i suoi pezzi le fecero “ciao, ciao” dai finestrini.
Passa un giorno, ne passano due, la macchina si sentiva così felice. “Adesso si che mi sento libera. Posso correre dove mi pare, senza mai fermarmi. Farò il giro del mondo: voglio far vedere a quei pigroni quanto è stupido perdere tempo dormendo.” E correva a più non posso.
Ma più passava il tempo più si sentiva stanca e ogni giorno riduceva un po’ la sua velocità, finché un giorno si accorse che aveva smesso di correre e si muoveva ormai molto lentamente.
“Dove vai così piano?” le chiese un piccolo passaggio a livello, quando la vide arrivare.
“Oh…” disse la macchina, “lo vedi anche tu? Mi sento così stanca… ma proprio non riesco ad andare più veloce.”
“Da quanto tempo non ti fermi a riposare?” le chiese il passaggio a livello.
“Beh, io non ho bisogno di riposare.”
“Io dico di si. Vieni, qui c’è un vecchio posteggio. Fermati un minuto: nessuno ti disturberà.”
La macchina lo ascoltò ma appena si fu fermata cadde in un sonno profondo. Dormi così, senza svegliarsi, per quattro giorni e per quattro notti. Quando si svegliò si sentiva di nuovo carica e piena di energia.
“Ciao Passaggio-a-livello! E grazie del consiglio. Adesso mi sento di nuovo bene, e voglio ricominciare a correre.”
“Stai attenta,” le disse il passaggio-a-livello, è meglio se ti fermi e dormi un po’ ogni notte, invece che correre tanto e poi dormire 4 giorni di seguito.
“HO DORMITO COSI’ TANTO??” chiese la macchina.
“Certo, e mentre dormivi sono passati di qui tuoi pneumatici e mi hanno detto di salutarti. Non è meglio stare con loro tutto il giorno e riposarsi insieme di notte?”
“Credo di si,” disse la macchina
“Allora corri,” le rispose il Passaggio-a-livello. “Se fai in fretta riesci a raggiungerli… ma non dimenticarti, di notte bisogna dormire”!

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