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Il seme di pesca

La piccola Anna dovrà entrare in una classe diversa e proprio non vuole... Ecco la favola che le farà cambiare idea!
Una volta Adel aveva piantato con cura tanti semi dei frutti più buoni: pesche, albicocche, susine, mele e perfino fichi. Li aveva messi dove la terra è più ricca e grassa e ogni giorno li bagnava e controllava se crescevano bene.
Una mattina – quasi per caso – si accorse che qualcuno aveva buttato un seme di pesca sulla terra, non in mezzo agli altri, ma vicino al sentiero sassoso. Si era avvicinata, ma il seme si era richiuso su sé stesso e faceva di tutto per nascondersi.
“Che fai qui?” gli aveva detto Adel. “Non vuoi diventare un albero grande e bello come tutti gli altri?”
A quelle parole il semino si era fatto ancora più piccolo e con una vocina flebile aveva detto: “Qui sono tutti amici e io non conosco nessuno.”
“Sciocchezze,” Ha commentato mia nonna. Ha preso una paletta e ha scavato una bella buca profonda proprio in mezzo al giardino. “Mi vergogno a stare qui in mezzo,” ha cercato a dire il seme di pesca. “Lasciami in un angolino tranquillo…” Adel però non gli ha dato retta, gli ha fatto un lettino di terra, gli ha rimboccato e l’ha lasciato lì.
Dopo qualche giorno, quando è tornata, non credeva ai suoi occhi. Il seme aveva buttato radici e foglie tutto intorno, si era fatto tanti amici e non smetteva mai di chiacchierare.
“Hai visto, piccolo seme. Avevi tanta paura, ma è bastato metterti tra altri semini come te e in pochissimo tempo ti sei fatto un sacco di amici.”
“Hai proprio ragione,” ha risposto il semino. “Adesso però scusami, non ho tempo per parlare con te: devo andare a giocare con gli altri.”

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