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Il piccolo venusiano

Ci son dei bambini che non amano le cinture di sicurezza? Se in auto non se le vogliono proprio allacciare, allora leggetegli la favola scritta per loro! Come sempre by Elisabetta
C’era una volta una famiglia venusiana che doveva andare in vacanza su Marte.
Fatte le valigie, salirono nella loro nuova astronave familiare; papà si mise al volante, mise in moto si allacciò la pesante cintura di sicurezza; anche la mamma allacciò la cintura e lo stesso fecero i loro 4 figli. Anzi no, solo 3: l’ultimo, il più piccolo, lui proprio non voleva allacciarla.
“Il casco me lo posso anche mettere,” diceva. “Ma la cintura - quella no. Non la metterò mai. Mi stringe la pancia e non riesco a respirare.”
Papà e mamma venusiani provarono in ogni modo a convincerlo, ma non c’era niente da fare.
“Se non ti allacci la cintura, finirai per cadere.” Diceva papà.
“Io mi tengo forte,” rispondeva il cucciolo.
“Potresti farti male,” ribatteva la mamma.
“Starò attento,” diceva il piccolo. Per quanto i genitori insistessero, lui non si arrendeva.
Alla fine papà mise in moto e l’astronave partì sfrecciando per il cielo, attraverso le galassie.
Il piccolo venusiano si teneva forte al suo sedile ma ad un tratto – quando meno se lo aspettava – avvenne l’imprevisto. Papà fece una frenata brusca, e lui cadde dal sedile: scivolò fino in fondo all’astronave. Ma qualcuno doveva aver lasciato aperto un finestrino e lui… cascò fuori.
Così si ritrovò solo, in mezzo a quel cielo nero e gli venne una gran paura: “Aiuto, papà... vienimi a prendere…” si mise ad urlare, ma invece del papà gli venne incontro un terribile mostro lunare, grande come un dinosauro con una enorme bocca piena di denti e se lo mangiò in un boccone.
Come era buio lo stomaco di quel mostro. Il piccolo venusiano voleva piangere dalla paura; ma non ne ebbe il tempo perché nello stomaco del mostro nuotava un enorme squalo marziano che appena lo vide, se lo mangiò in un boccone. Accidenti, pensava il piccolino: venir mangiato due volte nello stesso giorno non se lo aspettava, ma ecco che dentro la bocca dello squalo c’era un gigantesco ratto peloso. Ci credereste? Il ratto spalancò la bocca e si mangiò il cucciolo.
Lo spazio adesso era davvero poco, lui si sentiva schiacciato da tutte le parti e c’era quella terribile puzza di alito di topo che faceva venire voglia di vomitare. Ah, come avrebbe messo volentieri quella cintura dell’astronave adesso.
Proprio in quel momento si sentì un urto fortissimo: qualcosa doveva aver colpito il mostro lunare. Poi un secondo urto; forse era stato colpito lo squalo marziano. Un terzo colpo e la bocca del ratto si spalancò lasciando entrare un grosso braccio.
“Questa è la mano del mio papà: la riconosco,” pensò il piccolo. Era proprio così: il papà lo prese per le orecchie e lo rimise a sedere sull’astronave.
“Vuoi allacciarti la cintura adesso o preferisci che ti lasci qui?”
“La allaccio subito.....” sussurrò il piccolo venusiano e da quel giorno non viaggiò mai più senza cintura.
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