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Il bambino spacca-tutto

Una favola per arginare l'aggressività dei bambini. Come sempre, da Elisabetta Mauti
C’era una volta un bambino talmente forte, ma talmente forte, che gli bastava soffiare forte per rompere i muri e far cadere le case.
Una volta questo bambino non aveva voglia di alzarsi dal letto: soffiò con tutte le sue forze e nel muro della sua camera si aprì un buco talmente grande da lasciarlo passare. Lo stesso accadde in palestra, e in piscina e a scuola di musica.
Ogni volta che qualcosa non gli piaceva o gli dava fastidio, bastava solo che soffiasse forte e quella parete si apriva a metà, come la porta di un saloon e lo lasciava passare.
“Che forzuto,” dicevano alcuni.
“È il bambino più forte del mondo.” Dicevano altri.  
“Sarà più forte di Superman!”
Nessuno però sapeva che questo bambino, nel suo cuore, si sentiva triste.
Perché? Ve lo dico io.
Quel bambino aveva paura. Se nessun muro era abbastanza forte da resistere al suo soffio, questo significava che niente poteva proteggerlo. Aveva paura di soffiare troppo e di far crollare la casa in cui viveva o la sua scuola. Aveva paura che prima o poi avrebbe fatto del male alla sua mamma, al suo papà e ai suoi fratelli.
“Vorrei che esistesse un muro talmente grosso e forte che possa resistere al mio soffio potente e sotto al quale io mi possa riparare e non fare del male alle persone che mi vogliono bene.”
Così decise di partire alla ricerca di quel muro.
Si mise uno zaino sulle spalle e partì. Man mano che camminava e incontrava città e paesi, osservava le mura che quegli uomini avevano costruito. Ma ogni volta si avvicinava, soffiava e il muro si sgretolava davanti a lui, in tanti pezzi. Cammina, cammina, cammina, la storia non cambiava mai.
Un giorno finalmente arrivò sulla riva di un grande lago. In cielo, grossi nuvoloni si addensavano e si stava preparando un temporale.
 “Vieni con me, bambino; qui tra poco ci sarà l’inferno.” Gli disse un pescatore e lo portò con sé nella sua piccola capanna. Il bambino si mise alla finestra ad osservare la tempesta che arrivava. Onde altissime correvano sulla spiaggia e la strappavano via. Gocce pesanti di pioggia la colpivano dall’alto e trasportavano tutto nel mare. Solo la piccola capanna resisteva. Quando finalmente la pioggia cessò, il bambino chiese al pescatore: “Ma come è possibile che questa piccola capanna non crolli sotto la forza di una tempesta?”
“È il mio segreto,” gli disse il pescatore. “Ma a te lo voglio raccontare. I muri di questa capanna resistono a qualsiasi temporale perché sono stati costruiti dall’acqua di una tempesta.”
“Davvero?” Chiese il bambino curioso.
“Certo. Nessuno può distruggere quello che lui stesso ha costruito.”
“Ma allora, il muro che sto cercando, lo devo costruire io?”
“Proprio così,” rispose il pescatore. “Torna dalla tua mamma e costruisci con lei un muro forte e tu, lei e tutta la vostra famiglia sarà pronta a difenderlo: quel muro non cadrà mai.”
Così il bambino, ringraziò il pescatore e tornò di corsa dalla sua mamma, per raccontarle ogni cosa. E indovinate un po’: quel bambino costruì una casa bellissima per sé e per la sua mamma. E le mura che il bambino aveva scelto di costruire erano solide e forti e che proteggevano i loro abitanti e nessun soffio riuscì più a farle cadere.

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