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Favola del piccolo aquilone

Ecco la favola dedicata a quei bambini che cercano di emulare gli amici anzichè usare la propria testa. Come sempre, scritta da Elisabetta per una mamma di FsC
C’era una volta un aquilone rosa a cui piaceva volare nel cielo blu; un piccolo guinzaglio lo aiutava a non perdersi, e a trovare sempre la strada per ritornare a casa sua.

Tutti i giorni il piccolo aquilone rosa usciva volando da casa sua, e tutti i giorni faceva un incontro interessante. Un giorno vide una piccola rondine nera che volava vicino ai tetti.

“Ciao Aquilone, vieni a fare un giro con me?” chiese la rondine.

“Subito,” la seguì l’aquilone. “Anch’io voglio essere una rondine come te,” ma quando la rondine rientrò nel suo nido sotto il tetto, per riposarsi, l’aquilone andò a sbattere contro le tegole e cadde per terra.

Il giorno dopo vide un gabbiano che volava e si tuffava tra le onde a prendere i pesci.

“Ciao Aquilone, vieni a fare un giro con me?” chiese il gabbiano.

“Subito,” lo seguì l’aquilone. “Anch’io voglio essere un gabbiano marino,” ma quando il gabbiano si tuffò tra le onde a pescare un pesce, l’aquilone rosa cadde nel mare e si bagnò tutto.

Un giorno vide un pettirosso che si riposava sui rami di un albero.

“Ciao Aquilone, vieni a fare un giro con me?” chiese il pettirosso.

“Subito,” lo seguì l’aquilone.

“Anch’io voglio essere un pettirosso come te,” ma come si avvicinò all’albero, per sedersi vicino al suo nuovo amico, rimase incastrato tra i suoi rami e a momenti si bucò.

Ogni volta la mamma lo andava a prendere.

“Mamma,” piangeva l’aquilone, “perché non posso essere anch’io come la rondine o il gabbiano o il pettirosso?”

“Piccolo aquilone, tu sei come sei, come la tua mamma e il tuo papà; non puoi seguire ogni uccellino che passa.” Poi lo prese per mano e lo portò a volare con sé sopra al parco giochi. “Guardate,” urlarono i bambini.. “Guardate che belli quegli aquiloni colorati. Io ne voglio uno rosa,” disse una bambina con le treccine. “E anch’io”, “E anch’io” e il piccolo aquilone pieno di orgoglio guardò la sua mamma e poi agitò la sua lunga coda e volò via.
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