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E' arrivata la tazzina

Questa storia è per tutti quei bambini che hanno ricevuto in dono un fratellino o una sorellina. E se un pò di gelosia si fa sentire, aiuta a motivare il loro essere "maggiori"...
C’era sulla tavola di mia nonna una grossa caraffa di vetro.
Ogni giorno mia nonna la lavava e la riempiva di acqua fresca. Poi ci appoggiava vicino un bicchiere bello, rotondo, trasparente; e poi – per tutto il giorno – quando aveva sete, chiedeva alla brocca di versare la sua bella acqua fresca in quel bicchiere.
Non vi dico il bicchiere come era orgoglioso. E non era solo perché gli piaceva portare l’acqua, ma soprattutto perché quella bella caraffa generosa, aveva occhi solo per lui e lo faceva sentire tranquillo e protetto.
La vita avrebbe potuto continuare così, se non ché, una brutta mattina d’inverno, vicino al bicchiere, mia nonna mise una tazzina da caffè.
“Brocca cara,” le disse. “Anche qui dovrai versare un po’ d’acqua, quando ne avrò bisogno.”
La caraffa sorrise. Quella tazzina era bellissima, minuta, ma tutta decorata. L’unico che non era per niente contento era il bicchiere.
“Ma chi l’ha invitata questa? E che ci fa qui?” continuava a borbottare. “E poi piccola com’è … non serve a niente.”
La caraffa faceva finta di non sentirlo, ma ogni volta che versava acqua nel bicchiere, aggiungeva qualche goccia nella tazzina.
Un giorno il bicchiere non ne poté davvero più e andò dalla nonna a lamentarsi. “Devi togliere di mezzo quella tazzina,” le disse. “È piccola, non serve a niente e poi piange sempre e fa i capricci.”
“Lo so,” gli rispose la nonna. “Per questo l’ho messa vicino a te. Vorrei che le insegnassi tutte le cose che sai tu, perché sei grande e giudizioso.”
“E lei mi ascolterà?” Chiese il bicchiere.
“Ci puoi scommettere. Tutte le sere viene a raccontarmi le cose meravigliose che sai fare e quanta acqua tieni nella pancia.”
Il bicchiere si sentì molto meglio.
“Hai fatto bene, nonna. Adesso vado e le insegno tutte le cose che so fare io.”
E così fece e mentre le insegnava capì che la tazzina era simpatica e insieme giocavano e ridevano un mondo. E divenne il miglior bicchiere maggiore della cucina di mia nonna.
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