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Parlare bene e con sicurezza fin da giovanissimi? Si può!

Una scuola nuova: utopia? O magari è davvero possibile aprirsi al cambiamento? Cosa potremo fare per accompagnare i nostri ragazzi nel futuro? Quali nuovi strumenti potremo offrire loro? Di Elisa Staderini
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Magari sarebbe utile insegnargli a parlare in pubblico con sicurezza! Riuscire a farsi ascoltare senza provare imbarazzo ed essere in grado di dire ciò che si vuole in modo efficace per convincere chi ascolta. 
E anche se oggi questa tecnica la chiamiamo Public Speaking, tanto nuova però non lo è davvero! Praticata e celebrata dagli antichi Demostene e Cicerone, l'ars oratoria diventa finalmente una materia di studio sui banchi di scuola.

Abbiamo incontrato la Life&Business coach Elisabetta Martelloni, specializzata nel "linguaggio del corpo" e in "linguistica" - la conoscenza delle quali - ci svela Elisabetta - sono i cardini di una qualità della vita, lavorativa e non, sicuramente più efficace e serena. -
Al via dunque il corso sperimentale che vedrà protagonisti i ragazzi dell'Istituto Russell-Newton di Scandicci a partire da febbraio 2017.

Elisabetta, come ti è venuta l’idea di portare il public speaking nella scuola?
- Un paio d’anni fa ho cominciato ad elaborare un sogno: creare una scuola con caratteristiche diverse da quelle a cui siamo abituati, dove gli insegnanti hanno competenze di Coaching e, oltre alle materie tradizionali, venga insegnato anche il Public Speaking. Evidentemente l’Universo era in ascolto…
Infatti, poco tempo dopo due care amiche mi chiamarono perché avevano un progetto in mente…  
Una è Elisabetta Santanni, che ha alle spalle una formazione filosofica e politologica, oltre ad una lunga attività di ricerca e pianificazione strategica per l’Università e per enti, e che ormai si dedica da anni all’insegnamento nelle Università americane. L'altra è Sara Piccolo, convinta sostenitrice del potere dell’istruzione per il futuro dei giovani, che negli ultimi anni si occupa di Logica e Filosofia della scienza insieme al gruppo universitario Alophis, con l’obiettivo di far conoscere e sviluppare la Logica fra i giovanissimi.
Ebbene, quel giorno ci siamo trovate tutte e tre davanti ad un caffè pronte a realizzare questo sogno. -

Pensi che sarebbe utile divulgare queste conoscenze anche ai ragazzini più giovani? Riferendomi al concetto “più piccoli si è, meglio si impara”… secondo te potrebbe essere fattibile portarlo nelle scuole medie?
- Certamente! A breve partirà anche il progetto per le scuole medie, perché sapere argomentare è una competenza che si può imparare a scuola al pari delle altre materie. Imparare a esporre le proprie idee e a farsi ascoltare è uno strumento indispensabile e forte per affrontare con maggior sicurezza il futuro.
Da qualche anno, con un ritardo più che ventennale rispetto al mondo anglosassone, anche in Italia inizia a manifestarsi l’esigenza di fornire alle giovani generazioni competenze trasversali che rafforzino le capacità comunicative e logico-argomentative.-

Noto che i bambini delle elementari non hanno difficoltà nell’esporre in classe ciò che hanno studiato. Si buttano, per così dire, senza grossi imbarazzi. E noto anche che via via che invece crescono, diventano sempre più impacciati, vergognosi... paurosi. C’è qualche motivo secondo te, che spinge i bambini a perdere la loro spontaneità per assumere toni diversi e più limitanti?
- Quando si è più piccoli siamo molto meno condizionati dal giudizio degli altri. Pensiamo a quando un bambino impara a camminare: se cade, si rialza e non si preoccupa pensando “oddio cosa penserà di me la mamma?” Ma si rialza e tenta di nuovo di camminare, incurante dell’insuccesso precedente. Con il passare degli anni purtroppo questa spontaneità, spesso, viene sostituita dal bisogno di approvazione dall’esterno, quindi sorge una maggior rigidità e vergogna che rallentano enormemente il processo di apprendimento.
Nella scuola tradizionale ci sono tutta una serie di strumenti che sembrano fatti solo per potenziare la competitività piuttosto che favorire la piacevolezza di confrontarsi gli uni con gli altri, e questi strumenti allontanano sempre di più il bambino dalla naturalezza. - 

Cosa impareranno e come cambierà la vita dei ragazzi delle scuole superiori, con l’utilizzo di queste tecniche e conoscenze?

- Il periodo dell’adolescenza è il momento più critico da un punto di vista emozionale: si ha fortemente il bisogno di essere approvati dal gruppo, ed ecco che se in questi momenti, si può intervenire dando delle abilità per esprimersi in modo più produttivo ed efficace, naturalmente si agisce anche sulla gestione dell’emotività, si genera insomma un maggior senso di auto efficacia.
Al corso verranno toccati vari argomenti, anzitutto i miei "amori della vita", la Linguistica (parole chiave, parole calde, ascolto attivo) e il Linguaggio del corpo (comunicazione non verbale/para verbale). Poi ovviamente entreremo nello specifico del Public Speaking (cosa vuol dire comunicare e come si comunica, le 5 regole della comunicazione "Scuola di Palo Alto"), affronteremo la Logica argomentativa (tecniche argomentative, di persuasione, di ragionamento e di decision making; consapevolezza delle tecniche argomentative, significa anche sapersi difendere dalle “trappole” che i cosiddetti “persuasori occulti” ci tendono ogni giorno) e la Gestione dello stato emozionale (consapevolezza e procedure).-

Augurando a Elisabetta Martelloni il meritato successo, la ringraziamo per questo suo contributo e il tempo dedicato a Fiorentini si Cresce.
Elisa Staderini
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