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David Barbieri: un giovane fiorentino ed il suo sogno

Abbiamo incontrato un "quasi regista".
La sua passione per il cinema lo ha portato alla realizzazione del suo primo mediometraggio. Di Elisa Staderini

Leggi cosa ci ha raccontato e partecipa al concorso legato al suo film! In palio il cinema
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Ecco un esempio tangibile di come realizzare i propri sogni sogni sia fattibile. Un ragazzo di Firenze, si racconta per Fiorentini si Cresce.


David, 17 anni ed un sogno: ci vuoi raccontare come è nato il tuo desiderio di fare il regista, e soprattutto quando, visto che sei cosi giovane?
Sono rimasto affascinato dal mondo del cinema da quando ero piccolo. Era un qualcosa che mi attirava, lo sentivo a pelle.
All'età di 6 anni vidi per la prima volta "Star Wars" e allora... BUM! A fine visione pensai: “lo voglio fare anch’io”!!
Da allora cominciai ad appassionarmi, guardavo ogni genere di film, ogni giorno: ho passato gran parte della prima infanzia al cinema e davanti ai film in televisione. Poi a 12 anni ho pensato che era l’ora di iniziare a star dietro ad una telecamera. E col tempo mi è maturata anche la passione per la scenografia, la sceneggiatura e la recitazione.

Quali sono stati i passi fondamentali che ti hanno portato a realizzare il tuo primo “mediometraggio”? E’ stato complicato arrivarci?
Devo dire che sono partito più o meno da zero. L'idea che avevo da tempo per questo film si è concretizzata durante il corso di in un anno, piano piano.
Cominciai a scrivere una sceneggiatura, allora non sapevo neanche come si fa a scriverla una sceneggiatura!!, ci ho messo un' intera estate ma alla fine è uscito fuori qualcosa di carino.
Il passo successivo è stato quello di creare un “team” che mi avrebbe aiutato nelle riprese e nella post produzione: ho tirato su un cast di ragazzi con esperienze di recitazione e siamo partiti.
Non è stato facile, ma questo ha aportato i suoi frutti.

Hai incontrato ostacoli nel raggiungere questo tuo obiettivo? E in famiglia? Saranno sicuramente orgogliosi di te, ma ti hanno sostenuto fin da subito?

Gli ostacoli fanno parte del gioco, il primo mese di ripresa infatti è stato del tutto inutile: addirittura due attori hanno mollato solo dopo due settimane!
Ma non ci siamo demoralizzati e siamo andati avanti. Le riprese sono durate molto più del normale, quasi 5 mesi, ma abbiamo fatto delle riprese con cura e ben fatte. In famiglia  tutti quanti conoscono la mia passione e ovviamente sono orgogliosi. Soprattutto mia madre che è una grande motivatrice e mi sostiene!

Come "regista" hai un modello al quale ti sei ispirato per la realizzazione de “Il Giardino Incantato Di Frederick Stibbert”?

Quando si guarda “Il Giardino Incantato Di Frederick Stibbert” non si può non notare la grande somiglianza con Alice nel paese delle meraviglie dal quale ho preso tratto molto. Il libro di Carroll mi ha ispirato, ma non solo quello. C'è qualcosa anche di Pinocchio cosi come pure dei film di Tim Burton che io adoro e prendo come esempio. Posso dirvi infatti che  “Il Giardino Incantato di Frederick Stibbert” lo considero come un omaggio al cinema Burtoniano.

David ci vuoi parlare del tuo film? Ci racconti cosa andremo a vedere?
Sarà una storia fuori dal comune, complicata e anche commovente. Avverto il “pubblico” però, di non aspettarsi un capolavoro, il nostro obbiettivo era fare qualcosa di bello, ma come è prevedibile ci potranno essere vari errori. Siamo alle prime armi, non abbiamo avuto luci professionali, nè tantomeno un  vero budget: questo è un progetto semiprofessionale che ci è servito a far crescere l' esperienza.

Sei nato e cresciuto a Firenze che è patria dell’arte, ricca di storia e personaggi celebri. Quanto conta per te il legame con la tua città?

Tantissimo! Firenze è per me come una fonte di ispirazione, spesso mi ritrovo a gironzolare da solo per la città, a pensare, a scrivere. Mi ha dato parecchia ispirazione per il film e mi sta aiutando tutt’ora per gli altri lavori in programma. Ovviamente il cast è composto solo da ragazzi di Firenze, cosi come il piccolo protagonista Lapo Moriani di 11 anni.

Una persona che ha un sogno, lo insegue e poi lo raggiunge è sicuramente un modello. Per molti ragazzi rappresenti un esempio. Per te arrivare a far uscire il tuo film, che sensazioni ti suscita? Cosa consiglieresti quindi ai bambini ed ai ragazzi che ci stanno leggendo?
Premetto che il film non uscirà nelle sale come distribuito... Noi faremo varie proiezioni in vari cinema e teatri di Firenze, ma già questo mi emoziona parecchio, sono curioso di sapere che sensazione si prova a far vedere ad un pubblico la prima “opera”!
Posso consigliarvi di non fermarsi, di fare, di provare, di non avere limiti, e se questi ci sono, di superarli:  perché se veramente hai una passione seguila senza pensare a cosa potrebbe fermarti e goditi il tuo viaggio!
Di Elisa Staderini

E ora carissime mamme e carissimi babbi... voi avete un sogno?
Partecipate al nostro semplicissimo CONCORSO, raccontandoci qual'è e vincerete biglietti omaggio per assistere a Il Giardino Incantato Di Frederick Stibbert
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Commento inviato da: maria chiara giuli in data: 24/10/2011
Il mio sogno è che Duccio,mio figlio dislessico,riesca presto a fare pace con la scuola!...e chissà se prima o poi riuscirà a diventare un felice fumettista come desidererebbe!!!
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Commento inviato da: maria chiara giuli in data: 24/10/2011
Il mio sogno è che Duccio,mio figlio dislessico,riesca presto a fare pace con la scuola!...e chissà se prima o poi riuscirà a diventare un felice fumettista come desidererebbe!!!
 
 
 
 
 
 
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