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Adottando con amore...

Per saperne di più sulle adozioni, abbiamo fatto qualche domanda alla Dottoressa Silvia Lanfranchi
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La Dottoressa Silvia Lanfranchi è psicologa e psicoterapeuta, consulente per le adozioni e specializzata nel trattamento delle difficoltà di apprendimento e nello sviluppo e gestione delle risorse ed emozioni nell'infanzia.
Formata nelle tematiche su emozioni e risorse nell'infanzia e nella famiglia e le difficoltà dell'apprendimento, per Fiorentini si Cresce cura la sezione sui giochi creativi.


Gentile Silvia, per adottare bisogna essere sposati oppure no?
per lo stato italiano è un requisito necessario per adottare. Bisogna essere sposati da almeno tre anni, il periodo, però, può essere minore se compensato da una convivenza pre-matrimoniale.

Pensando alla possibilità di adottare un bambino, come fare i primi passi burocratici in questo percorso? A chi possiamo rivolgerci per raccogliere informazioni in più?
Il percorso adottivo è una bellissima scelta d'amore ed un'esperienza intensa ed emozionante.
L'iter è ancora abbastanza complesso ma già on line può trovare molte risposte, le consiglio questo link del centro adozioni di Firenze
www.commissioneadozioni.it/IT.aspx Telefono: 055 2616414 - 055 2616416

Perché è più frequente l’adozione di bimbi stranieri, quando anche in italia nascono bambini che vengono abbandonati?
Negli ultimi anni, sia in Italia che in altri Stati economicamente più sviluppati, si è verificato un forte calo delle nascite con conseguente aumento di richiesta di adozione.  E' stato registrato un forte e costante aumento delle adozioni internazionali con conseguente adozione di bambini stranieri.
Questo può essere spiegato dal miglioramento delle condizioni socio-economiche dell'Italia e degli altri paesi più sviluppati, con conseguente riduzione del numero dei bambini in stato di abbandono a livello nazionale.
E' possibile fare domanda per entrambi i percorsi all'inizio; in seguito, molti paesi stranieri al momento dell'accettazione della richiesta di adozione richiedono la sospensione della richiesta di adozione a livello nazionale.
Entrambi i percorsi, sia a livello nazionale che internazionale, sono purtroppo lunghi, ma, dalla mia esperienza in questi anni, posso dire che qualsiasi sia la provenienza sono anni di attesa premiati da dei bellissimi bambini che riempiono il cuore di gioia e di amore.
Secondo la mia esperienza inoltre non vengono tenuti negli istituti con fini di guadagno, forse è più un problema di procedure. Infatti, ad esempio, alcune coppie in attesa di adottare con il nostro Ente, hanno sospeso il percorso con noi, perchè avevano ricevuto la chiamata dalle adozioni nazionali per un bimbo di pochi giorni o pochi mesi.

Se c'è già un figlio in casa, come fa una mamma a essere sicura di dare l’amore in ugual misura al suo cosi come al nuovo arrivato in famiglia?
L'amore genitoriale, è diverso, anche se ugualmente intenso e naturale per ogni bambino sia di pancia che di cuore. E' una paura che spesso hanno i genitori. E' importante mantenere un equilibrio ed essere consapevoli dei propri sentimenti. A volte poi è più facile che si corra il rischio contrario di dare di più al figlio adottato o dire di no solo al figlio naturale. Nei lunghi tempi dell'attesa le coppie vengono accompagnate e preparate all'arrivo e all'accogliere il piccolo in famiglia, sia tramite l'ASL che l'Ente scelto successivamente, cercando di offrire delle informazioni, degli strumenti e degli spunti di discussione e di confronto in più e soprattutto condividendo l'attesa.
Anche i figli, in genere d'accordo fin dall'inizio nell'intraprendere questo percorso, vengono coinvolti in alcuni incontri, spesso perchè sono proprio loro a chiederlo, perchè vogliono sentirsi parte di questo cambiamento familiare e non vedono l'ora di conoscere il proprio fratellino o sorellina e le sue abitudini.
Credo che pure i figli adottati stessi, anche se ci possono essere problematiche iniziali di emotività, inserimento e di fiducia, quando si sentono di potersi affidare, sono i primi a ricercare anche delle piccole somiglianze, a cercare quel contatto fisico che aumenta ancor di più il contatto con loro.

Com'è opportuno comportarsi per quanto riguarda l'ingresso a scuola di un bimbo adottato?
I momenti dell'incontro e del rientro a casa tutti insieme sono molto importanti e carichi di emozioni per voi e il bambino/a; innanzitutto vi consiglio, se potete prendervi dei giorni in più di ferie dal lavoro, di farlo, per trascorrere più tempo possibile con il vostro bambino nella sua città e cultura natia. Sono momenti in cui, conoscendovi pian piano, avete la possibilità di iniziare a formare la vostra famiglia e un legame di fiducia fra di voi. Prendetevi i vostri spazi e i vostri tempi.
Quando rientrerete tutti insieme in Italia, il vostro nucleo sarà più forte e gradualmente potrete fargli conoscere parenti, amici e tradizioni italiane.
Il momento ottimale per l'ingresso a scuola, dipende dal bambino stesso, dal suo carattere, dalla sua esperienza.
L'ingresso a scuola è un momento importante di accoglienza nel gruppo dei pari e del loro modo di vivere, di conoscenza di nuove parole italiane e del loro significato, quindi è un passo importante che ha bisogno di essere accompagnato e sostenuto insieme agli insegnanti.
In genere avviene in tre mesi circa dall'arrivo del bambino in Italia. In quei mesi il bambino ha il tempo di imparare un po' la lingua italiana, di prendere ancora più fiducia in voi e con i vostri parenti ed amici. Il momento preciso può comunque essere flessibile.
Nel frattempo potete portarlo in parchi e ludoteche o a casa di amici con figli per una prima ambientazione con il gruppo dei pari e osservare quanto è pronto all'ingresso a scuola, o se non è ancora pronto, avere l'occasione di osservare e chiedergli come mai.
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